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Stagione surreale per il Bologna, ma un ambiente unito può essere l’arma in più

Stagione surreale per il Bologna, ma un ambiente unito può essere l'arma in più

Ph. Damiano Fiorentini

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Momento a dir poco complicato per il Bologna, che sabato pomeriggio affronterà l’Udinese privo di ben nove giocatori: Denswil, Dijks, Krejci, Medel, Sansone, Santander, Schouten, Soriano e, tegola dell’ultima ora, Svanberg. Formazione obbligata quella che Mihajlovic dovrà schierare nel primo anticipo della 25^ giornata di campionato, per una situazione che oggettivamente rasenta l’incredibile.
Non è mai mancato e non mancherà l’affetto della Curva Andrea Costa, traino di tutto il Dall’Ara, come resta forte la mentalità e l’autostima di un gruppo che non cerca attenuanti nonostante le numerose assenze. Non si può certamente parlare di stagione fortunata sotto questo punto di vista, fin da luglio la squadra è stata giocoforza costretta a convivere con problematiche che avrebbero abbattuto anche il più solido degli spogliatoi. Tutto questo per ricordare il piccolo miracolo che Mihajlovic e il suo staff stanno compiendo: 33 punti in 24 partite sono un vero e proprio tesoretto messo in cascina, alla faccia della cattiva sorte.
Ci sarà da sudare per i rossoblù negli ultimi quattordici incontri, in particolare da qui a due-tre settimane, ma non si parli di stagione fallimentare, sbraitando a destra e a manca, se le cose dovessero prendere una piega diversa da quella sperata. Un ambiente unito e combattivo, in cui tutti remano nella stessa direzione, può davvero essere l’arma in più. Un’arma in grado di fare la differenza.

Mario Sacchi

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Foto: Damiano Fiorentini