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Stiamo remando tutti dalla stessa parte?

Stiamo remando tutti dalla stessa parte?

Ph. zerocinquantuno.it (IA)

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I numeri sono impietosi: 1 punto in 4 partite per Tedesco, 7 nelle successive 4 per Palladino. La differenza è importante. Da quando l’ex tecnico di Monza, Fiorentina e Atalanta si è seduto sulla panchina rossoblù, solo contro l’Inter capolista non ha mosso la classifica.

Il bel gioco ora conta poco, per uscire da una situazione che si era subito complicata è necessario portare a casa più punti possibili, quelli che col tempo permetteranno alla squadra di muoversi con più serenità e di conseguenza, si spera, di fornire prestazioni in grado di far divertire anche gli ‘esteti’ del calcio, scalando intanto posizioni fino a chissà quale obiettivo (i positivi non si pongono limiti, i negativi si accontentano).

Eppure anche dopo una vittoria, o comunque all’interno di un trend col segno più, vi sono coloro che sembrano provare dispiacere. Non avremmo mai pensato di dirlo ma esistono pure le vedove di Tedesco: costoro sostengono che sarebbe stato meglio andare avanti con lui, affinché la società si tenesse ben strette le proprie colpe senza riversarle sull’incolpevole allenatore di turno.

Strabiliante. Tafazziano.

Meglio magari retrocedere o soffrire fino alla fine piuttosto che trovarsi inaspettatamente a lottare per qualcosa di corposo pur di infierire sul club. Stiamo remando tutti dalla stessa parte o facciamo come quei soggetti che in questi giorni stanno manifestando per le vie della città creando danni solo a chi non c’entra nulla coi problemi del Paese?

L’abbiamo già detto ma lo ribadiamo: umanamente dispiace, ma Tedesco ci aveva capito poco, sbagliando in primis la preparazione atletica (le dichiarazioni dello stesso Palladino e di Pobega al termine di Bologna-Inter stanno lì a dimostrarlo). Meglio cambiare subito l’allenatore ingaggiando il migliore in circolazione fra quelli liberi, uno che pian piano sta rimettendo le cose a posto, o affidarsi ad un nome di secondo piano più avanti?

Tedesco avrebbe invertito la rotta? Non lo sapremo mai, ma rischiare non è un’opzione.

Mario Sacchi

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Foto: zerocinquantuno.it (IA)

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