Il Bologna non è questo. Forse non era nemmeno quello scintillante di due mesi fa ma di sicuro non ha niente a che vedere con la squadra che (non) sta scendendo in campo da un po’ di tempo a questa parte.
Il ragionamento è molto semplice: quando vinci e convinci non è mai un caso, è questione di qualità che uno ha o non ha. Per farla breve: se sei mediocre resti mediocre, non vivi momenti di grazia che durano ormai da tre stagioni e non vinci una Coppa Italia per pura fortuna. Nessuno ti regala nulla.
È invece più facile attraversare dei periodi no, per un motivo o per l’altro. A tal proposito, dopo l’ennesima battuta d’arresto (2 punti conquistati sui 18 a disposizione nelle ultime 6 gare di campionato) ognuno si è posto la domanda sulle ragioni di questo tracollo. Certezze perse dopo il k.o. interno con la Cremonese? Morale a terra dopo aver perso la finale di Supercoppa col Napoli? Gli avversari che hanno capito come depotenziare il gioco rossoblù? Troppi impegni, troppa stanchezza, troppi infortuni? O forse un mix di cose?
Ci interessa relativamente, mentre invece è importante trovare delle soluzioni. La prima: dimostrare sul campo di essere uomini, mettendo gli attributi in bella mostra. Questo può farlo solo la squadra. Ci aspettiamo quindi una reazione già domani in riva al Lago di Como. Ora come ora è piuttosto difficile immaginare una vittoria in terra lariana, ma il calcio è tutto tranne che una scienza esatta. Un paio di vittorie e il mondo cambia: il cammino è lungo, c’è ancora spazio per tutto.
Piccola postilla. Se diamo un’occhiata ai piazzamenti di Vincenzo Italiano in Serie A, ci accorgiamo che il mister è davvero abile nel lavorare su più competizioni, ma in campionato ha raggiunto un settimo posto con la Fiorentina (62 punti), due ottavi posti sempre coi viola (a quota 56 e 60) e un nono col Bologna (62 punti, piazzamento ‘falsato’ dall’ebbrezza post trionfo di Roma), centrando però quattro finali tra Coppa Italia e Conference League. Insomma, Italiano è un allenatore bravo e vincente ma fin qui non ha mai guidato delle fuoriserie, dunque neppure da lui si può pretendere la luna.
Mario Sacchi
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



