20/03/2026
Giuseppe Anaclerio
I pro e i contro di Pepè, OneFootball

Partita leggendaria e serata storica, risplendono Lucumí, Rowe e Castro. Cambi avventati ma decisivi, da due anni la bilancia pende a favore di Italiano

Tempo di Lettura: 3 minuti

Roma-Bologna 3-4 d.t.s.: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri all’Olimpico.

PRO

La serata memorabile – Che spettacolo, che meraviglia: una partita al limite della perfezione. C’erano già stati dei segnali, perché sia all’andata al Dall’Ara che in campionato a Reggio Emilia si era visto che il Bologna stava tornando ad esprimere il bel calcio ammirato nella prima parte dell’anno. Per qualche tempo quel livello di performance si era perso per strada, ora è tornata fuori dalla tana una squadra coraggiosa, che ribatte colpo su colpo senza mai speculare. I due cazzotti di Malen e Pellegrini, arrivati sul 3-1, avrebbero potuto affondare chiunque, invece Ferguson e compagni sono stati davvero bravi ad arrivare fino ai supplementari e addirittura a vincerla lì, senza passare dai rigori.

L’ennesima pagina di storia scritta – Seguo il Bologna da tantissimi anni ma non mi vengono in mente partite paragonabili a questa. Se penso al fatto che era un ottavo di finale di una coppa europea, alle emozioni vissute e al valore dell’avversaria affrontata e battuta in casa sua, credo che la sfida a cui abbiamo assistito ieri non abbia eguali in epoca recente.

I cambi discussi ma decisivi – Prima di entrare nell’azione del 4-3, Dallinga aveva fatto abbastanza male. Era scivolato più volte, aveva avuto una buona possibilità di calciare in porta e l’aveva sciupata, eccedendo coi tocchi di fino quando serviva essere essenziali. Poi è stato semplicemente bravissimo a staccare sul lancio di Lucumí e a combinare con Cambiaghi, uno che stava giocando con addosso il peso di aver sostituito il migliore in campo (Rowe), confezionando il gol vittoria.

La gioia del qui e ora – Le difficoltà all’interno del percorso ci sono state e le conosciamo, ma dopo aver vissuto una serata così non posso che complimentarmi ancora una volta con chi ha costruito questo  Bologna e con chiunque contribuisca col suo mattoncino a far andare avanti la macchina. Viviamo splendide emozioni da anni, che sia per una qualificazione europea, un trofeo o singole partite di tale bellezza, e i tifosi devono essere felici e orgogliosi del periodo storico che stanno vivendo.

Gli eroi dell’impresa – Lucumí è stato gigantesco, Castro idem. Rowe è in una condizione fisica fenomenale, ha offerto una prova incredibile. Bella anche la prestazione di Joao Mario, e poi merita due parole Ravaglia, che ha giocato con una tranquillità non comune una gara importantissima dimostrando di essere persino più adatto di Skorupski al calcio moderno.

Il re di coppe – Gli allenatori sono sempre responsabili della squadra, nel bene e nel male, e a me sembra che Italiano lo sia quasi sempre nel bene. Ha vinto una Coppa Italia, ha ottenuto il pass per l’Europa League e ora ha portato il Bologna ai quarti di una competizione internazionale. Cominciano ad essere tanti i suoi meriti, la bilancia pesa nettamente a suo favore e siccome nell’ultimo periodo è stato tanto criticato è anche giusto che in un momento del genere gli vengano riconosciuti i suoi indubbi meriti.

L’esodo rossoblù – I tifosi del BFC sono stati straordinari: un seguito del genere in una trasferta non vicina, di giovedì sera, non è mai scontato. Attraverso il loro affetto e il loro canto incessante hanno trascinato la squadra verso la vittoria, in certi momenti nella bolgia dell’Olimpico si sentivano solo loro.

CONTRO

Le difficoltà di Freuler – All’interno di una partita memorabile è scomodo trovare dei ‘contro’, ma purtroppo è innegabile che fra tante ottime prestazioni individuali ce ne sia stata una al di sotto delle aspettative. Dopo l’infortunio alla s palla Freuler non è più tornato ad essere il giocatore che conoscevamo, e anche ieri sera è stato irriconoscibile: ha trattato male tanti palloni, ha causato il rigore che ha rimesso in partita la Roma, e a tu per tu con Svilar non è riuscito a chiudere la partita. Dispiace sottolinearlo dopo una serata e un risultato del genere, purtroppo però è così.

Il tempismo nelle sostituzioni – Il cambio di Rowe a mio avviso è stato troppo frettoloso, la perplessità con cui l’inglese è uscito dal campo l’abbiamo probabilmente condivisa tutti. Al contrario, Vitik sarebbe potuto uscire prima, non per demeriti ma perché gravato di un cartellino giallo: rilevarlo e inserire Casale è stata una scelta corretta ma tardiva, e ha esposto il Bologna ad un rischio in più.

Pepè Anaclerio

© Riproduzione Riservata

Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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