Mihajlovic:

Mihajlovic: “Andiamo in crisi emotiva, non ci basta neanche il 2-0, ma i ragazzi stanno dando tutto. Con la società idee chiare sul futuro”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di DAZN e al sito ufficiale del Bologna da Sinisa Mihajlovic subito dopo il match del Dall’Ara contro il Lecce, vinto 3-2 con molta sofferenza dai rossoblù.

Perplessità sui cambi – «Le sostituzioni bisognava farle perché i giocatori erano stanchi, ho voluto mettere gli esterni e un centrocampista fresco. Faccio i complimenti a Krejci, che è rimasto in campo da infortunato e poco prima aveva salvato un gol sulla linea».

Il solito Bologna – «La partita è stata strana, il primo tempo sarebbe potuto finire 5-0 e invece siamo andati all’intervallo sul 2-1: come al solito, ci siamo complicati la vita da soli. Ogni tanto andiamo in crisi emotiva, è il nostro punto debole, ma anche oggi i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano».

Bicchiere mezzo pieno – «Il calcio è così: si vede quando si sta per prendere gol, io me lo sento proprio, mentre purtroppo non sento quando lo stiamo per fare (sorride, ndr). A noi non basta nemmeno portarci sul 2-0, l’ho detto alla squadra durante il cooling break. Sono contento per la vittoria e anche per tutto quello che abbiamo passato tra la mia malattia e il lockdown, credo sia stato compiuto un passo avanti rispetto all’anno scorso, i ragazzi si sono comportati bene. Si poteva fare meglio? Certo, ma lavoriamo step by step per cambiare anche la mentalità».

Skov Olsen e Svanberg – «Giocare così è difficile per tutti e le valutazioni sono un po’ falsate, visto il calendario e il caldo, loro non sono abituati. Le valutazioni le faremo lo stesso, ma nel prossimo campionato non giocheremo ogni tre giorni. Ora mancano due partite e cercherò ancora di dare più spazio a quelli che ho utilizzato meno, per capire cosa mi possono dare. Con la società, comunque, abbiamo le idee chiare sul futuro».

Troppa pressione sul ragazzino – «Basta domande su Juwara: più me ne fate, meno lo farò giocare».

Foto: Imago Images