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Bigon: “Il mercato del futuro ha molte incognite, contiamo sulla crescita dei nostri talenti”. Sabatini: “Tomiyasu non si vende, su Barrow mi gioco la carriera”

Pomeriggio calcistico a tinte rossoblù su Sky Sport 24, con Riccardo Bigon e Walter Sabatini ospiti di Gianluca Di Marzio e Luca Marchetti al programma Il calciomercato che verrà. Ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dai due uomini mercato del Bologna:

Bigon: dati parziali e nuove incognite – «Rispetto a quella che avrebbe dovuto essere la modalità di lavoro in questa fase dell’anno, di sicuro abbiamo attraversato un periodo atipico. Solitamente nei mesi successivi al mercato di gennaio si prende parte ad una serie d’incontri e si intavolano già le trattative per la stagione seguente, e questo chiaramente non è stato possibile. È un grosso freno dal punto di vista tecnico, soprattutto perché abbiamo patito un’interruzione dei dati sui giocatori che monitoravamo, ma anche su quelli della nostra squadra, quindi abbiamo un quadro incompleto delle situazione e molte più incognite riguardo al futuro».

Sabatini: valorizzazione interrotta – «Confermo ciò che ha detto Riccardo e aggiungo che probabilmente saremo la squadra che in Italia soffrirà di più per questa situazione. Abbiamo una rosa giovanissima che stava scalando la classifica, il che avrebbe portato ad un forte aumento della valutazione dei nostri calciatori. Nel Bologna ci sono tanti ragazzi attorno ai vent’anni che avevano acceso un certo interesse, se la squadra avesse continuato a decollare il loro valore patrimoniale sarebbe schizzato alle stelle. Il nostro lavoro è stato reciso e ne soffriremo, ma allo stesso tempo abbiamo una proprietà talmente solida che i danni economici saranno contenuti».

Bigon: valore dei cartellini in calo – «Oggi è difficile prevedere la portata della flessione a cui andremo incontro, andrà fatta una stima più precisa della riduzione in percentuale del fatturato e del mercato globale. Affronteremo una sofferenza, che probabilmente si ripercuoterà più sulla prossima stagione che su quella in corso, e a causa della quale dovremo valutare con ancora più accortezza i costi di cui farci carico: è ovvio che se diminuiranno le entrate, dovranno diminuire anche gli esborsi, e il mercato dovrà essere all’insegna della parsimonia».

Sabatini: valutazioni potenziali e mercato statico – «Oggi nessuno è in grado di dare una valutazione ai calciatori, in questo senso c’è un prima, un durante e un post COVID-19. Faccio un esempio: nessuno di noi si sognerebbe di mettere sul mercato adesso un giocatore di sicura prospettiva come Svanberg, perché ad oggi su di lui potrebbe essere fissato solamente un prezzo potenziale. Vedo un mercato sonnolento e non credo alla prospettiva di una finestra fatta di scambi, perché le transazioni dovrebbero avvenire tra società di pari livello: noi non potremmo imbastire degli scambi con giocatori provenienti da big, perché i loro stipendi ci ‘ucciderebbero’».

Bigon: nessun cambio di strategia – «Per come stava lavorando il Bologna, il lockdown non ha causato danni ingenti. Abbiamo in rosa otto-dieci ragazzi con un potenziale notevole, e sia loro che gli altri non hanno potuto lavorare a pieno con mister Mihajlovic per quasi tutto il campionato, eppure stavamo facendo molto bene. Inoltre, non siamo davanti ad un cambiamento definitivo, ma solo ad una flessione temporanea: quando l’emergenza sarà passata, il mercato tornerà ad essere quello che abbiamo sempre conosciuto».

Bigon: Sinisa in ripresa, Bologna in crescita – «Mihajlovic è stato forse uno dei pochi a usufruire positivamente della situazione che si è creata. Nella prima parte di stagione si era molto debilitato per stare vicino alla squadra nonostante la sua malattia, in questi tre mesi ha potuto riposarsi e ricaricarsi mentalmente e fisicamente. In generale siamo ottimisti riguardo al futuro: anche se dovessimo affrontare la prossima stagione con la stessa impalcatura, saremmo più forti, perché vista la maggior integrazione dei nostri giovani talenti sul piano calcistico, linguistico e ambientale. Il nostro obiettivo resta quello di crescere, valuteremo con attenzione se per farlo ci sarà bisogno di intervenire sul mercato, ma si tratterà solo di puntellamenti».

Sabatini: crisi transitoria e mercato ‘perenne’ – «Questo virus se ne andrà da solo o sarà sconfitto dai ricercatori internazionali, per cui la crisi del calcio che stiamo affrontando è transitoria. Non sono pessimista, il pallone tornerà ad essere supportato con passione, e la flessione riguarderò solo un paio di sessioni di mercato. A questo proposito, so di essere un eretico, ma io vorrei un mercato aperto tutto l’anno. Mi servirebbe, aiuterebbe a trasmettermi la sensazione di poter mettere mano alla squadra ogni volta che qualcosa non funziona. Un terzino va sul fondo e sbaglia il cross? Io la sera stessa posso metterlo in vendita (ride, ndr). Ah, sia chiaro che questo per Tomiyasu non vale, perché lui è un grande giocatore e non importa se commette qualche errore. Soprattutto, non è in vendita, perché al momento sarebbe impossibile stabilire una cifra che rispecchi il suo valore».

Bigon: Tomiyasu, dallo scouting all’acquisto – «Quella sulla durata del mercato è forse l’unica idea completamente opposta che abbiamo io e Walter: io vorrei un’unica breve sessione prima del campionato, toglierei persino la finestra di gennaio. Per quanto riguarda Tomiyasu, era già stato notato nell’autunno del 2018 dagli scout che dovevano supervisionare il Belgio. È stato poi sottoposto all’attenzione di tutti gli altri collaboratori, che hanno confermato le sue qualità: a quel punto abbiamo continuato a monitorarlo con attenzione, infine abbiamo intavolato una trattativa e siamo riusciti ad acquistarlo».

Bigon: prestiti e scadenze contrattuali – «Il Bologna non ha prestiti pendenti, è una formula nella quale non ho mai creduto e c’è voluta una pandemia perché mi si desse ragione (ride, ndr). A giugno abbiamo due o tre scadenze contrattuali, ma sono tutte situazioni sotto controllo e che gestiremo senza stress, accordandoci coi ragazzi su cosa sia meglio fare. Palacio? Ogni anno è lui a dirci se vuole continuare, da parte nostra averlo nel Bologna è un enorme piacere: è un campione in campo e dà un grande contributo anche all’interno dello spogliatoio».

Sabatini: talento, attrazione fatale – «Non so come sarà il prossimo mercato in entrata, ma so che se continuiamo ad abbassare l’età media dei nostri investimenti finiremo per costruire una Primavera (ride, ndr). Bisognerà fare delle valutazioni, ma è vero che per deformazione professionale sono molto attratto dai talenti che riescono a esprimersi da giovanissimi: ad esempio, nei giorni scorsi ho visionato un 2004 che mi ha abbagliato. Continuare su questa strada è per me un modo di omaggiare la mia professione, oltre che un possibile motivo d’orgoglio: ogni volta che metto gli occhi su un ragazzo, spero di fare il colpo della carriera».

Bigon: Ibrahimovic e Barrow – «A gennaio abbiamo già comprato un attaccante molto ma molto forte, Barrow. È chiaro che Ibrahimovic per il talento che ha e quello che può dare alla squadra non offuscherebbe nessuno, ma non credo sia un discorso che si potrà sviluppare».

Sabatini: tutto su Musa – «Sapete bene com’è nata l’associazione tra Ibrahimovic e il Bologna, riguarda la solida amicizia e la stima reciproca fra lui e il mister. Non credo sia un giocatore alla nostra portata e il suo non sarebbe un acquisto strategico, in più abbiamo appena portato a Bologna un giocatore che arriverà a cifre iperboliche sul piano realizzativo. Barrow ha una facilità di corsa e di dribbling e una sensibilità tecnica che disorientano e disarmano, tecnicamente è già un campione, siamo convinti che possa fare la prima punta e il mister la pensa allo stesso modo. Possiede già un gran tiro dalla media distanza, sarà compito di Sinisa ‘incattivirlo’ sottoporta e farlo segnare di più: non ho alcun dubbio che succederà e sono disposto a giocarmici quel che resta della mia carriera».

Sabatini: Bigon merita il rinnovo – «A Riccardo invidio la costanza, la fermezza e la serietà: quest’ultima appartiene anche a me ma in maniera diversa, io fibrillo di più. A queste caratteristiche deve necessariamente accompagnarsi la competenza, e a lui non manca. Non lo conoscevo personalmente, e devo ammettere che è stato una piacevole scoperta. Auspico che rinnovi il contratto col Bologna, se lo merita per quello che ha fatto».

Bigon: io e Walter complementari – «Dopo queste parole non posso che rinnovare (ride, ndr). Io invidio a Walter parecchie cose, tra cui il coraggio, la forza delle sue convinzioni e quella di chi sa il fatto suo. Caratterialmente e nella metodologia di lavoro ci siamo scoperti complementari, io sono più riflessivo mentre lui è più risoluto. Tante volte capita che entri nel mio ufficio, mi veda visionare per l’ennesima volta un giocatore su cui ci eravamo già confrontati e mi dica “ma questo non avevamo già deciso che fosse forte?”».

Sabatini: stadi vuoti, che angoscia – «La prima cosa che mi viene in mente se penso alla ripresa del campionato? Il suono del pallone calciato che risuonerà nelle tribune vuote, una cosa angosciante e orribile».

Bigon: difficile abituarsi al calcio senza tifosi – «La nostra prima partita in caso di ripartenza del campionato sarebbe contro la Juventus, di certo non una sfida facile. Oltre a questo, concordo con Walter: pensare ad un calcio senza i tifosi fa tremare i polsi».

Foto: Imago Images