Calafiori:

Calafiori: “Sarebbe un sogno andare all’Europeo, ce la metterò tutta. Grazie Bologna, alla sfilata sembrava che avessimo vinto un trofeo”

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Nella giornata di ieri l’Italia del c.t. Luciano Spalletti si è radunata al centro tecnico federale di Coverciano e ha cominciato la preparazione all’Europeo di Germania 2024, che per gli azzurri inizierà sabato 15 giugno a Dortmund contro l’Albania. Oggi pomeriggio, in conferenza stampa, il protagonista è stato Riccardo Calafiori, alla prima chiamata in Nazionale maggiore e con ottime chance di entrare nella lista finale dei 26 convocati per il torneo continentale, vista la stagione di altissimo livello disputata col Bologna. Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate dal difensore rossoblù.

Personalità da veterano – «Andare all’Europeo con l’Italia sarebbe un sogno enorme e ce la metterò tutta. Dall’anno scorso sono successe tantissime cose, altrimenti non sarei qui. Il miglioramento più grande è avvenuto sul piano mentale: dall’inizio di questa stagione mi sono impegnato tantissimo e sono sempre rimasto sereno, non ho mai avuto paura di sbagliare, ho ragionato come se non fosse cambiato nulla nel passaggio dal Basilea alla Serie A, seppure quello italiano sia un campionato molto più competitivo».

La Svizzera per riprendersi l’Italia – «Non punto il dito contro nessuno: alla Roma all’inizialmente avevo giochicchiato anche con Mourinho, ma volevo più spazio e sono passato in prestito al Genoa, dove è andata male. Nel frattempo a Roma sono salite le quotazioni di altri giocatori, e quando è emersa la possibilità del Basilea mi sono trasferito lì. Non ero convintissimo della scelta, poi però ho avuto sensazioni bellissime: ho trovato meno pressione e tanta continuità, per la prima volta in carriera ho collezionato una trentina di presenze e questo mi ha aiutato a crescere».

Duttilità dote preziosa – «Non mi rendo ancora bene conto di trovarmi qui con la Nazionale, è una soddisfazione grandissima. Da terzino a centrale cambia tutto, in primis la visione della palla e lo spazio da occupare, per il resto mi trovo bene a difendere sia a tre che a quattro».

Un titolo da difendere – «Nel 2021 ho guardato la finale con familiari e amici, poi sono sceso in piazza a festeggiare. Rispetto alla squadra che ha vinto l’Europeo siamo cambiati molto, l’innocenza di essere giovani e non pensare troppo può rappresentare un punto di forza per ottenere grandi risultati. Sento che c’è qualcosa di speciale in questo gruppo».

Motta e Spalletti – «Tra i due mister ci sono similitudini negli approcci, ma anche cose diverse. Di sicuro entrambi sono molto meticolosi. Ormai tutte le squadre sono organizzate, dunque si cercano dei movimenti per non dare troppi punti di riferimento: è importante occupare gli spazi al momento e nel modo giusto».

Punto di riferimento – «In questi primi due allenamenti Bastoni mi ha davvero impressionato, è devastante. Cerco di osservarlo e carpire qualcosa da lui, così come dagli altri compagni di reparto».

Impresa rossoblù – «A Bologna posso solo dire grazie, fin dal primo giorno abbiamo vissuto un’atmosfera bellissima. Per la sfilata sul pullman non mi aspettavo così tanto calore e tanta gente: è vero che c’era da festeggiare la qualificazione alla Champions League, ma non abbiamo mica vinto un trofeo (sorride, ndr)».

Tante voci di mercato – «Adesso al futuro non ci penso, mi godo questa prima convocazione in Nazionale maggiore e punto all’Europeo. Come gestisco i rumors? Il segreto è quello usato durante l’intera stagione, ovvero non cambiare nulla rispetto all’approccio avuto fin dai tempi di Basilea: sono sempre lo stesso calciatore».

Foto: Getty Images (via OneFootball)