Mihajlovic:

Mihajlovic: “Annata positiva nonostante la mia assenza, ora voglio i 52 punti. Nessuna domanda su Juwara? Sócc’mel, allora lo convoco!”

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù e neo cittadino bolognese Sinisa Mihajlovic, alla vigilia del match sul campo della Fiorentina.

Skov Olsen e Svanberg ancora titolari? – «Tutti e due sono in forma, rispetto alla partita contro il Lecce cambieremo qualcosa ma vediamo… Non ho ancora deciso la formazione titolare, farò ulteriori valutazioni durante l’ultimo allenamento».

Un altro passo in avanti – «Ci tengo a ringraziare pubblicamente sia giocatori che lo staff, perché per il secondo anno di fila abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Ora siamo a quota 46 ma possiamo ancora migliorare, e il prossimo step sarà quello di cui parliamo da tempo: i ragazzi hanno iniziato a capire la differenza tra una salvezza tranquilla e la lotta per entrare in Europa, credo sia un passo soprattutto mentale. A livello emotivo dobbiamo soffrire meno, ma stiamo lavorando nel modo giusto da circa due anni e il prossimo campionato sarà ancora migliore».

Sfide da ex contro Fiorentina e Torino – «Se devo parlare della tifoseria posso dire di essermi trovato molto meglio a Torino, a Firenze mi fischiavano anche quando si vincevano le partite e purtroppo non ho un bel ricordo. In granata invece sono stato bene e mi è dispiaciuto molto quando mi hanno mandato via, ma questo è il calcio».

Barrow o Santander centravanti?  – «Sono entrambe soluzioni valide su cui stiamo lavorando, spero che la notte mi porti consiglio e mi faccia fare la scelta giusta (sorride, ndr)».

Bottino da rimpolpare – «Possiamo ancora arrivare a 52 punti, quindi non mi accontento di farne 50. Poi magari non arriveremo neanche a 50, ma queste ultime due partite le giocherò come sempre per vincere».

Orsolini vs Chiesa – «Nelle gerarchie azzurre Chiesa è un po’ più avanti di Orsolini, ma Riccardo è un giocatore importante per noi e sono sicuro che lo diventerà anche per la Nazionale. Entrambi sono forti e tra i migliori delle rispettive squadre, se domani giocassero entrambi potrebbe essere un bel duello».

Impegno e carattere – «È molto semplice: se non ti alleni con l’atteggiamento giusto, alla partita non ci arrivi nemmeno. Conta il lavoro settimanale, il coraggio, il mettere in pratica le cose che proviamo in allenamento: in partita è più difficile perché ovviamente ci sono gli avversari, ma io le voglio vedere, perché non siamo qua a pettinare le bambole. Da quando sono a Bologna abbiamo sempre cercato di valorizzare i giocatori, se guardiamo dall’inizio del campionato fino ad oggi credo si noti la crescita di elementi come Tomiyasu e Schouten, ma anche gli stessi Svanberg e Orsolini hanno intrapreso un certo percorso, e poi Soriano, e sarà così anche per Dominguez. È fondamentale il carattere: certo, i ragazzi più tranquilli non possono essere come me, ma sotto certi aspetti si può migliorare».

Stagione positiva, nonostante tutto – «Non guardiamo tanto il piazzamento finale quanto piuttosto il percorso fatto durante l’anno: non abbiamo mai rischiato di trovarci nella parte bassa della classifica, dove il Bologna stazionava da un po’ di stagioni, e da lì abbiamo compiuto un salto di qualità importante. Inoltre io sono mancato cinque mesi a causa della malattia: tra allenare di persona e farlo via Skype c’è una bella differenza, quindi bisogna dare merito ai giocatori e al mio staff, perché siamo riusciti a mantenerci fra l’ottavo e l’undicesimo posto. Come punteggio abbiamo fatto il record dell’era Saputo e mancano ancora due giornate, vogliamo proseguire sulla strada della continuità. Si poteva fare meglio? Sì, ma anche peggio, non c’era niente di scontato».

Sinisa bolognese – «Ringrazio la città e il Consiglio comunale, per me è un grande onore. Dopo Novi Sad anche Bologna, ora sono cittadino onorario in due nazioni diverse, ma diventarlo in un Paese straniero per me che sono serbo ha un significato ancora maggiore, evidentemente ho fatto qualcosa di buono non solo nel calcio ma anche nella vita. Spero che i voti contrari non siano arrivati per questioni politiche, che qui non dovrebbero c’entrare nulla: quando verrà premiato mi piacerebbe invitare al mio tavolo le tre persone in questione e parlare con loro, provando a fargli cambiare idea su di me a livello umano. Della politica non mi importa più di tanto, posso avere simpatie e amicizie con certe persone ma alla fine non guardo destra o sinistra. Un esempio? Considero Bonaccini una persona splendida, non ho avuto modo di conoscerlo ma ha sempre parlato bene di me ed è questo che conta. Comunque, 26 a 3 non è male come votazione, nonostante ci avessi messo del mio con la storia di Salvini (sorride, ndr). Cercherò di non fare brutte figure e di onorare sempre la città di Bologna».

Gran finale – «Oggi nessuna domanda sul piccolo Musa? Sócc’mel, allora lo posso convocare!».