Mihajlovic:

Mihajlovic: “Giocheremo per vincere anche contro l’Inter, guai a sbagliare atteggiamento. Soriano non meritava di essere trattato così”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate oggi pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Bologna-Inter.

Nuove tegole – «In generale i ragazzi stanno bene, ma oltre allo squalificato Palacio abbiamo altri indisponibili: Hickey che si deve operare alla spalla, Mbaye che ha avuto un problema muscolare ed è in dubbio, e Skorupski che come sapete è risultato positivo al COVID. Dunque siamo un po’ in difficoltà dietro sui terzini, perché Dijks e Tomiyasu sono diffidati e anche De Silvestri non è al meglio per via di un piccolo fastidio al polpaccio. In sintesi, su cinque terzini ne ho due in diffida e forse tre fuori, non il massimo, ma riusciremo comunque a raccattare undici giocatori…».

Il coraggio di sempre – «Il Bologna vuole vincere, anche con l’Inter: mettere il pullman davanti alla porta sperando di non prendere gol non fa parte della nostra mentalità, che di fronte ci sia la capolista della Serie A o il Borgo Panigale. Tutto è possibile, due anni fa ad esempio abbiamo perso per un rigore allo scadere ma era stata una partita equilibrata. L’importante è avere il giusto atteggiamento mentale, perché se sbagliamo quello contro l’Inter allora è meglio cambiare mestiere: se non sei motivato quando affronti una big, è inutile che fai il calciatore».

Atteggiamento giusto: ultima chiamata – «Anche nelle gare precedenti ho battuto tantissimo sul tasto dell’atteggiamento, si vede che non è servito a nulla e la cosa mi fa rabbia. Prima della Sampdoria e del Crotone ho insistito su questo aspetto, e oggi ne torno a parlare. La società aveva anche pensato ad un ritiro il giorno prima delle partite, ma io ho detto no perché c’erano tutti i presupposti per non sbagliare atteggiamento. Invece lo abbiamo sbagliato, e molto. Per fortuna nell’ultimo turno giocavamo col Crotone, una buona squadra che però ha solo 15 punti, quindi siamo riusciti a recuperarla. Non dobbiamo più ridurci così, altrimenti rischiamo di perdere sempre, anche contro squadre di Serie B o C. Mi auguro che da qui alla fine del campionato non accada più, poi certo si può perdere ma non a causa dell’atteggiamento, altrimenti succede un casino. Cosa intendo? Per esempio, se avessimo perso a Crotone, qualcuno sarebbe tornato a nuoto (sorride, ndr)».

Come si vince domani? – «Innanzitutto togliendo all’Inter Lukaku e Lautaro (sorride, ndr). Scherzi a parte, quando giochi contro squadre del genere devi fare una grande gara in fase difensiva, senza sbagliare nemmeno una virgola. Devi fare una gara perfetta e sperare che loro non siano in una giornata buona, perché se giocano come sanno non c’è partita. Cercheremo di giocare sui loro difetti, perché ne hanno qualcuno, e di far arrivare meno palloni possibili ai giocatori con più qualità. Sono curioso di vedere il duello tra Soumaoro e Lukaku perché fin qui Adam non ha ancora perso un contrasto sia in allenamento che in partita: penso che sia l’unico in grado di contenerlo sul piano fisico».

Esterni svegli o da risvegliare – «Skov Olsen si è svegliato, come Alberto Sordi nel film Il marchese del Grillo (sorride, ndr). Vediamo se resterà sveglio anche domani o se tornerà in letargo, ma adesso è primavera e quindi gli animali dovrebbero ormai essere tutti svegli… Se fa gol è perfetto, se difende come gli chiedo è perfetto, altrimenti non gioca, discorso che poi vale anche per gli altri. Oggi lo vedrò perché è tornato ieri dalla Nazionale, e sicuramente sarà gasato dopo le due reti e i due assist, ma anche Orsolini in settimana si è allenato bene. Come ho detto varie volte, li considero due titolari e su di loro decido sempre all’ultimo, e comunque quello che partirà in panchina dovrà farsi trovare pronto a gara in corso».

Medel in ripresa – «Quando Medel sta bene sia fisicamente che di testa è un giocatore fondamentale, se invece cala in uno di questi aspetti diventa un giocatore normale e allora va gestito meglio. Sono contento che abbia giocato e vinto con la sua Nazionale, anche per noi può essere una risorsa perché sa fare sia il centrale difensivo che il mediano, magari più in un centrocampo a tre che a due. Rimane un leader, uno che si fa sempre sentire e trascina il gruppo, ha un’esperienza enorme. Se a fine stagione andrà al Boca Juniors? Non lo so, intanto gli ho chiesto di portarmi la maglia numero 11 del Boca, mi piace e la voglio mettere per giocare a padel (sorride, ndr)».

Soriano bistrattato in Nazionale – «Non mi aspettavo che Roberto lasciasse tre volte in tribuna Soriano, che finora ha dimostrato di essere il miglior centrocampista italiano per rendimento, con 9 gol e 6 assist. Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania: l’Italia ha giocato contro nessuno, almeno la soddisfazione di entrare qualche minuto gliela poteva dare, invece gli ha preferito gente che fin qui in campionato ha giocato poco. Roberto ha 30 anni, non è più un ragazzino, almeno portalo in panchina dai… Ma queste cose non le dico da allenatore del Bologna o da amico di Mancini, le dico perché Soriano lo meritava davvero. Se ci fossi stato io al posto di Soriano l’avrei mandato a quel paese e me ne sarei tornato a casa, con tutto il rispetto per Mancini e la Nazionale. Mi rode a me per lui… Forse ho sbagliato a non dirlo prima a Mancio, neanche ci ho pensato e mi è venuto da dirlo adesso perché mi dispiace davvero per il ragazzo. Col senno di poi sarebbe stato meglio lasciarlo qui a lavorare con noi».

Inter ferma da tre settimane – «L’Inter è sempre l’Inter, che giochi o non giochi. Hanno riposato bene ma comunque dispongono di una rosa ampia, quindi non ci vedo particolari vantaggi o svantaggi: andranno in campo come sempre per vincere e mantenere il distacco sulle inseguitrici».

Tappa importante per un finale in crescendo – «Pur affrontando l’Inter, a me non piace dire che non abbiamo nulla da perdere. Anche noi abbiamo da perdere, i tre punti o peggio la faccia, perché eventualmente c’è sconfitta e sconfitta, e mi riferisco ad esempio a quanto accaduto contro la Roma all’andata. Anche da calciatore non sono mai sceso in campo pensando di aver già perso, e poi queste sono partite che in caso di successo possono restare impresse nella mente e nella carriera. Entrambe abbiamo da guadagnare e da perdere, noi dobbiamo intanto centrare l’obiettivo salvezza e siamo sulla buona strada, poi però bisogna migliorare i 44 e 47 punti degli anni precedenti, sennò siamo qui a pettinare le bambole».

Ciao Daniel – «Ci tengo a fare le condoglianze alla famiglia Guerini per la tragica scomparsa di Daniel, ieri sono stato anche al funerale. Lo conoscevo perché era molto amico di mio figlio, avendo giocato insieme nella Lazio, e poi l’ho anche incontrato insieme alla madre durante il periodo in cui sia io che lui eravamo al Torino. Lui e Dusan si erano sentiti al telefono anche la sera dell’incidente, verso le 18. Era un ragazzo timido e bravissimo, ma come sempre a questo mondo sono sempre i migliori che se ne vanno per primi».