Mihajlovic:

Mihajlovic: “Il tempo degli alibi è finito, non perdono più nulla. Per crescere servono rabbia, umiltà e intelligenza: impariamo da Maradona e da… Edison”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, tre giorni dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dello Spezia e alla vigilia di Bologna-Crotone.

Barrow, la rabbia prima del ruolo – «A Musa manca la rabbia di fare gol, deve avere più cattiveria. Esprime il meglio di sé quando gioca seconda punta o girato a sinistra, deve avere lo spazio per accentrarsi. In emergenza può fare il centravanti, ma a mio avviso non è il suo ruolo: se arriva dalla fascia destra ha più difficoltà a segnare rispetto alla parte sinistra, lo abbiamo visto contro lo Spezia».

Musa & Co., imparate da Maradona – «Domani Barrow partirà titolare e speriamo che faccia meglio di mercoledì, imparando dai suoi errori. Se piazza il pallone di precisione e fa gol sono contento, se non fa gol sono cazzi amari, non voglio più vedere pallonetti: dobbiamo spaccare la porta, soprattutto le punte. Serve quella sana ‘ignoranza’ che ad esempio Piccoli ha avuto contro di noi, Da Costa il pallone l’ha visto solo alla sera negli highlights. Un attaccante deve avere fame e cattiveria, e se gli capita un’occasione deve pensare che sia l’ultima. Musa viene da un Paese povero, deve trovare la rabbia dentro di sé. Ieri gli ho fatto vedere un documentario su Maradona, il più grande giocatore di tutti i tempi. Gli altri davano la palla a Diego e ci pensava lui, perché oltre al talento aveva tutto: rabbia, recupero immediato, cattiveria nei contrasti. Se lo faceva Maradona lo devono fare tutti: Diego va seguito per il suo sacrificio e la sua umiltà, non posso permetterà che qualcuno non sia umile».

Basta carezze, si riparte da zero – «In questi giorni sono stato male per Diego, ho pensato a lui e alla vita più che arrabbiarmi per la Coppa Italia. Rispetto a qualche anno fa sono cambiato, mi sono arrabbiato con i miei giocatori in maniera diversa, ho insistito in particolare sull’orgoglio. Con questi ragazzi ho un rapporto diverso rispetto a tutti gli altri che ho allenato in carriera, per quello che ho passato e per ciò che mi hanno dato. Loro però hanno superato il limite: da oggi non perdono più nulla, si riparte da zero. Ma la colpa è mia, dovevo essere più duro in certe situazioni, invece cercavo sempre di trovare un alibi per loro, anche inconsciamente. Mercoledì abbiamo capito cosa non dobbiamo fare, perderemmo contro chiunque con quell’atteggiamento lì. Edison è riuscito a far funzionare la lampadina dopo duemila tentativi, le volte precedenti ha capito come non doveva lavorare: noi dobbiamo fare come lui».

Odiare la sconfitta e crescere come uomini – «Abbiamo parlato e ci siamo confrontati, spero che non si ripeta più. Sembra una banalità ma vincere e perdere sono due cose molto diverse, la squadra deve capirlo: quando perdo io sto male, non ci dormo la notte, e anche i giocatori devono sentirlo sulla loro pelle. Sanno che quando perdono poi passano giorni terribili, ma qui deve subentrare la passione per il proprio lavoro e la soddisfazione per il risultato. Nella vita cadi mille volte prima di imparare a camminare, ma poi lo capisci. Domani mi aspetto una reazione, non possiamo sottovalutare nessun avversario: serve la cattiveria giusta, altrimenti rischiamo di perdere sempre. Mi aspetto la loro crescita, non tanto come calciatori ma come uomini: dobbiamo svegliarci ed essere più continui, convinti dei nostri mezzi, perché se giochiamo bene vinciamo contro chiunque. Contro lo Spezia abbiamo creato tanto ma non abbiamo concretizzato, non si può andare avanti cosi».

Il miglior Bologna per battere il Crotone – «È una partita da non sottovalutare, per certi versi simile a quella di mercoledì, anche il Crotone è una neopromossa e comunque non merita i pochi punti che ha. Stanchezza? In coppa ho fatto riposare Danilo, Schouten, Hickey e Palacio: questi quattro domani giocheranno, gli altri vediamo. In Serie A due-tre partite di fila possono farle tutti, non devono essere stanchi, altrimenti cambino mestiere».

De Silvestri sì, Poli no – «Lorenzo rifiata durante la settimana, quando c’è da giocare gioca. La sua principale caratteristica è la corsa: se si riposa lui gli, altri cosa devono fare? Poli sta meglio ma non è ancora nelle condizioni di partire titolare».

Attaccante top secret – «Sappiamo quello che ci serve e quello che si riuscirà ad acquistare: non si prende tanto per prendere, devono essere elementi funzionali al mio modo di vedere il calcio. Il centravanti è due anni che ci serve, la società lo sa e non devo fare un identikit ai giornalisti. Se volete un nome vi dico Messi o Cristiano Ronaldo…».