Mihajlovic:

Mihajlovic: “La nostra filosofia non va mai persa, neanche nella sofferenza. Col Genoa gara difficile, sono felice per Destro ma spero non segni”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate oggi pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Genoa-Bologna.

Equilibrio trovato, coraggio da ritrovare – «Mercoledì, finché eravamo undici contro undici non c’è stata partita, penso che avremmo vinto. In inferiorità numerica abbiamo sofferto e alla fine il pareggio è stato giusto, anche se mi rode aver preso preso gol a due minuti dalla fine. Ho parlato coi i ragazzi, gli ho fatto complimenti ma dobbiamo migliorare su alcune cose, perché giocare in dieci non significa difendersi e basta. Serve fare qualcosa in più in fase di possesso, ma siccome eravamo in vantaggio abbiamo pensato a difenderci: forse, se il risultato fosse stato avverso, avremmo fatto qualcosa in più. L’obiettivo resta sempre quello di non perdere nostra filosofia di gioco, è fondamentale».

Appello agli arbitri – «Ho assistito alla direzione di Orsato a Firenze, ho visto come parla, come spiega le cose ai calciatori, come lascia giocare. Ayroldi nel primo tempo era partito bene, fischiava poco, poi però ha cominciato a fischiare tutto. C’è troppa differenza tra un arbitro e un altro, chiedo uniformità e anche una migliore gestione psicologica, più che disciplinare: bisogna capire i momenti della gara e non ammonire soltanto, sennò ad ogni fallo è ammonizione. e noi non siamo dei picchiatori. La mia fiducia negli arbitri resta, ma ogni tanto mi fanno arrabbiare».

(Poche) scelte di formazione per Marassi – «I ragazzi sono tutti stanchi, ma quando si gioca non ci si pensa. Di solito la terza partita ravvicinata è quella più delicata, ai miei giocatori chiedo di dare il 100% per quei minuti che staranno in campo. Qualche cambio lo faremo, Dijks ad esempio non giocava con continuità da un anno e alla terza gara di fila rischia di farsi male. Purtroppo in alcuni settori, specie in difesa, siamo ancora contati. Vignato titolare? Io sono di parola… De Silvestri? No, non credo riusciremo a recuperarlo».

Dominguez titolare – «Nico ha qualità e si sa inserire bene, a Firenze aveva fatto una bella partita, gli manca solo il gol. Non è alto ma anche di testa dice la sua, perché ha il tempismo giusto».

Testa bassa e pochi calcoli – «Il Genoa è una buona squadra, quindi sarà una partita difficile e combattuta, come peraltro lo sono tutte in Serie A. Andiamo là per vincere, seguendo i nostri principi: se giocheremo come stiamo facendo avremo buone chance. Anche loro hanno dei giocatori bravi, ma dobbiamo pensare solo a noi stessi e andare avanti per la nostra strada».

Una carezza per Destro – «Ho visto che Mattia sta facendo gol, mi fa piacere perché è un bravo ragazzo. È diventato anche papà, sono felice per lui. Ovviamente spero che domani non segni, oppure se lo dovesse fare che il risultato sorrida a noi. Negli anni precedenti al mio arrivo non aveva fatto ciò che doveva fare, con me si è messo a disposizione e voleva fare bene ma fisicamente non era pronto. I miei allenamenti sono intensi, lui aveva tanta voglia ma si fermava spesso per qualche problemino. Ero convinto che potesse fare buone cose, ma purtroppo non è andata così. Lo seguo e appunto mi fa piacere che si sia ripreso, ha solo bisogno di fiducia e poi come punta ha sempre dimostrato di essere bravo».

Soumaoro per completare la difesa – «Soumaoro lo abbiamo preso al posto di Denswil, è un cambio numerico. Lo avevamo seguito anche prima di gennaio, in passato ha fatto bene ma di recente ha giocato poco. Come gerarchie parte da dov’era Denswil, cioè dietro anche a Paz, e come tutti le dovrà scalare col lavoro quotidiano: man mano valuteremo le sue condizioni fisiche e quanto tempo gli ci vorrà per abituarsi al nostro tipo di gioco, ora non è al top ma abbiamo fiducia in lui. Ringrazio la società per aver preso un giocatore che sicuramente potrà darci una mano, e faccio un grosso in bocca al lupo a Stefano, che qui non è adattato bene ma si è dimostrato un grande professionista: in Belgio farà vedere quanto vale».

Stagione anomala – «Tutti questi infortuni non sono un caso: non c’è stata la preparazione estiva classica, non c’è tempo per riposare e ultimamente si giocano tre partite a settimana. Cinque cambi? Aiutano, se li hai».