Mihajlovic:

Mihajlovic: “Nessuna frattura con la società, c’è una visione di crescita comune. Bologna isola felice, dobbiamo meritare la vicinanza dei tifosi”

La consueta conferenza stampa prepartita, andata in scena come di consueto a Casteldebole, quest’oggi è iniziata con una dichiarazione spontanea di Sinisa Mihajlovic, proseguendo poi in maniera canonica con il serbo che ha risposto alle domande dei giornalisti. Ecco le parole del tecnico rossoblù in vista di Atalanta-Bologna:

Un po’ di chiarezza – «Sui giornali ho letto alcune cose che non sono vere e non mi sono piaciute. Non c’è nessuna divisione tra me e la società per quanto riguarda i piani per la prossima stagione, conosco i programmi di crescita del Bologna e li accetto. Sappiamo che in Serie A ci sono sette squadre superiori alle altre, a cui aggiungere club che oggi abbiamo alle spalle, come Fiorentina e Torino, che vogliono tornare a lottare per l’Europa. Il nostro obiettivo è migliorare ogni anno e cercare di colmare la lacuna con le prime della classe, il che non significa che dobbiamo arrivare per forza in Europa o credere di essere già all’altezza di Milan, Roma o Napoli. Molto dipenderà da noi, ma anche dagli altri. Con la società siamo d’accordo, vogliamo rendere la squadra più competitiva, rinforzandoci nei settori dove siamo più carenti o scoperti. Se lavoreremo bene, un anno dopo l’altro, anche l’Europa potrà diventare un obiettivo reale, ma serve tempo. Ripeto: non c’è nessuna frattura con la società in merito ai programmi, abbiamo una visione di crescita comune».

Bologna bisogna meritarsela – «I ragazzi sanno che le partite come quelle contro il Milan mi fanno imbestialire, non accetto che si faccia da sparring partner, anche se abbiamo fatto un turnover necessario e il Milan ci è superiore. Io voglio, anzi pretendo da chiunque più di quanto ho visto a San Siro, e lo voglio innanzitutto per rispetto dei nostri tifosi, che ci vogliono bene e ci stanno sempre vicino. I giocatori sono i primi a doversi meritare questa vicinanza, non cullandosi sugli allori o accettando una sconfitta senza batter ciglio. Dobbiamo giocare le prossime gare come se avessimo subito i fischi che non sono arrivati ma sarebbero stati giusti: Bologna è un’isola felice ma non va data per scontata, e spero che per svegliarci non servano contestazioni».

I migliori d’Italia – «L’Atalanta ti costringe a giocare male, ha talento, corsa e giocatori importanti specialmente in avanti. Secondo me attualmente è la migliore squadra d’Italia insieme alla Juventus, e forse gioca persino meglio dei bianconeri». Una lezione da imparare – «Quando le cose vanno bene si prosegue senza interrogarsi, quando vanno male invece ci si ferma a riflettere. È importante, da questi momenti negativi, tirar fuori qualcosa di positivo che ti faccia crescere».

Turnover obbligato – «Giocando ogni tre giorni è necessario cambiare alcuni uomini, quindi ovviamente contro l’Atalanta torneranno in campo ragazzi che non hanno giocato a San Siro. Dai controlli medici che facciamo insieme allo staff è emerso che alcuni giocatori avrebbero potuto farsi male se avessero giocato contro il Milan, e questo ha influenzato le mie scelte. Domani comunque cambierò qualcosa, e quello che vedrò mi servirà per fare le mie consuete valutazioni».

Troppi gol subiti – «A me piace partire dal basso per costruire l’azione con personalità e in verticale, certo, e per farlo mi servono giocatori coi piedi buoni. Corbo li ha, ma li hanno anche Denswil e Tomiyasu: il nostro problema non è tanto l’impostazione, quanto la difesa, dobbiamo difendere molto meglio».