Mihajlovic:

Mihajlovic: “Pensiamo solo a domani e non alla gara d’andata, in difesa siamo corti. Due anni fa dissi io di no alla Roma, non il contrario”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questa mattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Roma-Bologna.

Testa sul presente – «Abbiamo preparato questa partita come tutte le altre, senza pensare alla sconfitta dell’andata. Quella gara è stata persa meritatamente, è una delle poche dove abbiamo sbagliato tutto, ma è stata colpa mia: sono sicuro che domani faremo meglio».

È pur sempre la Roma – «Andremo all’Olimpico cercando di avere lo stesso atteggiamento mentale del match contro l’Inter, e sarà altrettanto importante riuscire a tenere ritmi alti. Abbiamo dimostrato che giocando così possiamo battere chiunque, perciò si può anche vincere a Roma, è già successo l’anno scorso. A nessuno fa piacere perdere, quindi al di là della stanchezza e delle defezioni credo che la Roma farà di tutto per vincere sia domani che giovedì prossimo con l’Ajax, e noi non dovremo essere da meno».

Tomiyasu non ce la fa – «Tomi non ci sarà. Qui sono tutti perfetti dal lunedì al giovedì, o comunque tutti recuperabili, poi quando arrivano il venerdì e il sabato salta fuori qualcosa e non li ho a disposizione».

Skorupski a disposizione – «Lukasz è guarito dal COVID, si allena da due giorni e anche oggi lo farà, poi vedremo. In ogni caso non ci sono problemi, se non è pronto lui c’è Ravaglia e va bene lo stesso, metterò in campo quello che mi dà più garanzie».

Uomini contati in difesa – «Non abbiamo problemi davanti, semmai adesso li abbiamo dietro, visti i pochi ricambi. Domani fra i disponibili avremo Antov, che si deve ancora abituare al campionato italiano, e Faragò, che non so quando ha giocato l’ultima partita e non è ancora pronto: negli spazi stretti è ok ma in campo aperto può andare in difficoltà».

Spinazzola out, un problema in meno – «Mi dispiace perché giovedì ho portato sfortuna ad un giocatore della Roma: stavo guardando la partita con l’Aiax, vedevo Spinazzola andare come un treno e pensavo che noi non abbiamo nessuno in grado di fermarlo. Mi chiedevo: domenica chi c…o metto su di lui? Dopo un secondo si è fatto male. Mi dispiace per lui, ma dall’altro lato ho dormito un po’ meglio (sorride, ndr). Sinceramente quei venti minuti di Spinazzola mi avevano fatto preoccupare, poi magari domani giocherà un altro che farà pure meglio…».

La qualità non ha età – «Non si capisce perché uno come Vignato non venga convocato in Nazionale Under 21, è veramente un mistero. Ma a parte questo, io non divido giocatori in giovani e ‘vecchi’ ma in bravi e meno bravi. Noi abbiamo intrapreso questa linea verde dei giovani, che sappiamo essere importanti, ma in un gruppo sono fondamentali anche i giocatori più esperti: i giovani danno entusiasmo ai ‘vecchi’ e questi ultimi mettono a disposizione la loro esperienza e il loro esempio. Qui ci sono tanti ragazzi di talento e nonostante qualche normale periodo fatto di alti e bassi, cosa di cui siamo consapevoli e che infatti è capitata, dandogli fiducia in maniera costante ti regalano delle belle soddisfazioni. A me è sempre piaciuto far giocare i giovani, premiandoli non per la loro età ma per la loro bravura: a volte sai che un elemento esperto può darti di più nell’immediato, però se garantisci continuità ad un giovane te lo puoi ritrovare anche più forte, e io di solito scelgo questa strada: è una soddisfazione per me, per il calciatore e per la società».

Un altro Bologna – «Rispetto all’andata sono cambiate tante cose, spero in positivo. Non ricordo bene il risultato, di solito quelle partite le rimuovo di netto, comunque prendere cinque gol in 45 minuti è un po’ troppo. Però, come detto, la colpa è stata mia. Ora stiamo decisamente meglio di gambe, di testa, di mentalità, di coraggio, di identità, perciò sono molto più sereno. Domani non dovremo pensare al risultato ma rimanere concentrati sulla nostra prestazione e sul nostro atteggiamento, giocando come sappiamo».

Sinisa e i commissari tecnici – «Mancini mi ha mandato tre baci… No, in realtà non mi ha chiamato dopo le mie parole di una settimana fa. Magari nei prossimi giorni mi contatterà il c.t. dell’Under 21, o quello del Giappone. O quello della Mongolia… Mancio mi potrebbe forse chiamare per giocare a padel, ma essendo scarso non lo fa e va bene così (sorride, ndr)».

Ipotesi Mihajlovic prima di Fonseca – «Nel 2019 non fu la Roma a tirarsi indietro e a non volermi più, decisi io di non andarci, gli dissi io di no. Detto questo, Roma è una piazza particolare, molto difficile. Secondo me Fonseca sta facendo un buon lavoro, ci sono un po’ di alti e bassi però è un allenatore che stimo molto perché fa giocare bene la squadra. Loro puntano alla qualificazione Champions, un obiettivo difficile, però se arrivano in fondo all’Europa League salvano la stagione. Forse Fonseca poteva fare qualcosa in più ma anche molto di peggio, perciò bisogna riconoscere i suoi meriti: quando guardo la sua Roma giocare mi diverto, è una squadra che gioca bene a calcio».

Saputo presto in città? – «Non so con certezza se Saputo arriverà tra una settimana, nessuno mi ha ancora detto niente a riguardo. Una chiacchierata sul futuro? Se dovesse tornare ne saremmo molto contenti, visto che manca da più di un anno, per il resto vedremo: non sta a me chiamare, io devo solo pensare a far bene il mio lavoro».

Un gol in più degli avversari – «La strategia di gioco dipende dal risultato. A volte mi piacerebbe essere meno offensivo, magari sostituendo un attaccante con un centrocampista o un difensore, ma se ti trovi sotto o comunque la vuoi vincere è normale inserire quanti più giocatori d’attacco possibili. Se domani dopo 75 minuti saremo sullo 0-0 metterò dentro tutti gli elementi offensivi a disposizione, lo sapete che a me non piace pareggiare. E comunque sarebbe quasi impossibile far entrare dei difensori, visto che ne ho pochissimi…».