Mihajlovic:

Mihajlovic: “Reazione matura dei ragazzi dopo Bergamo, settimana ottima. Ora dipende solo da noi: salto di qualità o chiusura nel grigiore”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questa mattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Bologna-Fiorentina.

Tomiyasu, cauto ottimismo – «Tomiyasu dovrebbe stare bene, però andiamoci piano: ieri ha fatto il primo allenamento ma è stata una cosa leggera, oggi spingeremo un po’ di più e vedremo, speriamo di averlo a disposizione domani. Lui può giocare sia a destra che a sinistra, nel caso giocherà su una delle due fasce. Gli indisponibili rimangono sei, comunque tanti».

Subito a testa alta – «Non era facile riprendersi dopo la batosta di Bergamo, invece i ragazzi hanno lavorato benissimo, in settimana ho visto grande concentrazione e convinzione. Sono molto contento, se domani dovessimo giocare come ci siamo allenati avremmo grandi possibilità di vincere. Mancano cinque giornate alla fine e contiamo di raggiungere il prima possibile la salvezza, consapevoli che arriverà qui una Fiorentina a caccia di punti. Ma noi sappiamo che con la giusta mentalità possiamo far male a chiunque».

Gruppo forte – «Questa capacità di resettare e ripartire la ritengo un segno di maturità, i ragazzi hanno cancellato in fretta la pesante sconfitta e sono molto fiducioso. Intendiamoci, il fatto di lavorare sempre al meglio in settimana deve essere la normalità, ma c’è differenza tra riprendere dopo una vittoria o una sconfitta di misura e dopo un 5-0, quindi meritano tanti complimenti».

Una serata balorda – «A Bergamo nei primi venti minuti potevamo trovarci in vantaggio di due gol, poi il rigore e l’espulsione hanno influito. Sapete che io guardo prima di tutto la prestazione, poi il risultato, e dopo il rosso a Schouten non ho più badato alla partita: gli episodi ci sono girati male e hanno deciso la gara».

Oltre la rivalità – «Per me i derby sono le sfide tra squadre della stessa città, qua invece è tutto un derby. Per me conta soprattutto il fatto che quella di domani è una partita molto importante per la salvezza e da vincere, ormai la squadra mi conosce e sa cosa voglio: bisogna dare il massimo e non sbagliare atteggiamento. Come detto, in settimana non ho visto alcuna distrazione, e questo è un buon punto di partenza».

Abitudine all’emergenza – «Quando ti mancano tanti giocatori, la gestione della gara e delle risorse diventa più difficile. Faccio con quello che ho e penso ad una partita per volta: se da qui in avanti recupereremo qualcun altro, tanto meglio, altrimenti andremo avanti così».

Tanti ostacoli sul cammino – «Gli infortuni fanno parte del calcio, tutti ne hanno avuti e non va mai dimenticato che questa è una stagione anomala, iniziata poco tempo dopo quella precedente e senza dei veri e propri ritiri precampionato. Sicuramente con più elementi disponibili avrei avuto più scelta e più forze fresche, comunque le assenze non hanno quasi mai inciso sulle prestazioni: visto quanto abbiamo creato, si poteva fare meglio in termini di punti, ma se certi errori si sono ripetuti spesso significa che è un nostro difetto».

Padroni del nostro destino – «Io non sono uno che si accontenta, però cerco di guardare le cose con realismo: anche se magari per voi è una bestemmia, credo sia stato un buon risultato non finire mai nel mischione delle squadre in lotta per non retrocedere. Comunque i conti si fanno alla fine, perché ci sono ancora 15 punti a disposizione, vincendo tutte le partite che restano potremmo chiudere a 53 e battere ogni record recente: chi mi dice che il Bologna non possa vincerle tutte? Quattro sono alla nostra portata, poi all’ultima c’è la Juventus e si vedrà. È già buono essere qui e sapere che si può ancora raggiungere un obiettivo che ad inizio stagione appariva molto difficile, ero io il primo a dirlo: ora dipende tutto da noi, possiamo fare un salto di qualità o chiudere il campionato nel grigiore».

Signori scagionato – «Beppe è stato uno dei migliori calciatori italiani di sempre ed è un caro amico, abbiamo giocato assieme e sono pure riuscito a farlo segnare di testa (sorride, ndr). Gli voglio molto bene e sono felice che sia riuscito a dimostrare la sua innocenza, non ho mai creduto nelle accuse. Mi fa piacere per lui, anche se nessuno restituirgli questi dieci anni».

Ciao Filippo – «Ho avuto la fortuna di conoscere Filippo Mondelli (campione di canottaggio scomparso giovedì a soli 26 anni, ndr), era un ragazzo molto affettuoso e uno sportivo vero. Nonostante la dura lotta contro la malattia, era sempre piano di vita. Troppo spesso se ne vanno via prima i migliori, mi dispiace tanto».