Fenucci:

Fenucci: “Dialogo aperto a tutte le parti per il bene del calcio italiano, no a sterili polemiche. Per il nuovo Dall’Ara siamo ormai pronti a partire”

Chiacchierata a 360 gradi questo pomeriggio per Claudio Fenucci, intervistato durante il programma Sabato Sport in onda su Rai Radio 1. Dall’emergenza COVID-19 al futuro del calcio italiano, dalle iniziative del Bologna e dei suoi tifosi al progetto di restyling dello stadio Dall’Ara, ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato rossoblù, suddivise per argomenti principali:

Telefonate ai tifosi e altre iniziative – «Il nostro ufficio comunicazione, insieme a chi si occupa dei rapporti con la tifoseria, organizza spesso iniziative del genere. Quest’ultima era collegata al periodo di permanenza forzata a casa, ma siamo sempre stati molto attivi sul territorio e vicini alla comunità bolognese, non a caso uno dei nostri slogan fin da quando Saputo ha comprato il club è We Are One. Per fare un altro esempio, siamo stati i primi a lanciare un Senior Club riservato ai tifosi over 65, e non ci dimentichiamo dei nostri sostenitori con disabilità motorie, andandoli a prendere a casa per portarli allo stadio. Nei limiti del possibile, cerchiamo di suddividere il nostro pubblico e venire incontro ad ogni segmento».

Calciatori a casa – «Come tutti i professionisti, anche i nostri ragazzi stanno seguendo un programma di mantenimento, perché non possiamo parlare di veri e propri allenamenti. Si mantengono quantomeno in forma nell’attesa di capire quello che succederà».

Campionato, si naviga a vista – «Impossibile pianificare in questo clima di totale incertezza, oggi la priorità è l’emergenza sanitaria, bisogna superare la difficile situazione attuale stando vicini a medici e infermieri con comportamenti adeguati. In Lega non programmiamo ma aspettiamo e discutiamo giornalmente sui vari scenari: abbiamo fatto delle analisi per valutare i profili di rischio economico che il settore avrà sia in caso di sospensione prolungata che in caso di stop definitivo, la Federazione le ha ricevute e diventerà poi la controparte del Governo. Oggi parlare di continuare o meno, di classifiche e di modifica dei format penso non sia prioritario e nemmeno consono al periodo che sta vivendo il Paese. Ecco perché preferiamo che su questi temi si esprima la Lega, anziché andare avanti con piccole polemiche sterili e fuori contesto, legate magari a singole posizioni di classifica».

Mihajlovic, riposo e affetto – «Sinisa ha vissuto un periodo in isolamento molto più difficile di questo, quando ha iniziato la sua battaglia contro la leucemia, quindi per lui restare a casa con la famiglia è tra virgolette più facile, visto il percorso di enorme sofferenza che ha affrontato. Sta bene ed è in attesa di capire in che modo evolverà la situazione, ma adesso anche per lui le priorità sono altre rispetto al calcio giocato».

Presente e futuro del calcio italiano, dialogo aperto – «In un contesto come quello attuale credo che la Lega e la Federazione debbano riunire attorno al tavolo tutti gli stakeholders che fanno parte del sistema calcio. I tifosi del Bologna hanno già fatto la loro parte e sono da elogiare per l’idea che hanno avuto: visto che il nostro regolamento prevede il rimborso degli abbonamenti, loro hanno deciso di devolverlo alle strutture sanitarie locali, quindi ora stiamo aspettando di vedere cosa succederà per capire tecnicamente come questa cosa possa essere realizzata. Riguardo al rapporto con le altre controparti, noi oggi abbiamo il dovere di dialogare con tutti, inclusi i calciatori, che credo si renderanno conto delle conseguenze economiche di una sospensione o di una chiusura definitiva dei campionati. Dobbiamo inoltre parlare con i broadcaster, che sono i nostri principali ‘clienti’ e come noi possono supportare il calcio in una fase difficile, visto che hanno strutture, risorse finanziare e azionisti forti per poterlo fare. E poi le istituzioni sportive, quindi Federazione, Lega e UEFA, per capire le implicazioni su questa e anche le ripercussioni sulla prossima stagione. Dunque bisogna stare molto attenti a non lasciare nessuna delle parti indietro ma coinvolgere tutti in un discorso costruttivo, arrivando poi all’interlocutore finale che sarà il Governo: alcuni provvedimenti, non di natura economica ma regolamentare e similari, potrebbero infatti aver bisogno del supporto governativo».

Anche il pallone per ripartire – «Al di là del notevole impatto che il fatturato del calcio ha sul PIL italiano, credo che esso in futuro possa rappresentare un importante fattore di sviluppo per il nostro Paese. Mi riferisco in primis al tema degli stadi: qualora gli investimenti infrastrutturali trovassero una legislazione più semplice e magari alcuni incentivi, come accaduto altrove in Europa, questo potrebbe diventare un veicolo di forte ripresa dell’economia sia a livello locale che nazionale».

Nuovo Dall’Ara, il punto – «Come detto, la situazione che ci circonda impone altre priorità, ma noi stiamo andando avanti e siamo nella fase di progettazione definitiva. Abbiamo costituito la Bologna Stadio S.p.A., società che si occuperà della ristrutturazione e riqualificazione del Dall’Ara, stiamo per concludere il contratto col Credito Sportivo e abbiamo un accordo col Comune di Bologna, che parteciperà: sarà la prima operazione di project partnering pubblico-privato per la riqualificazione di un bene pubblico in Italia. Dunque siamo pronti, anche se ovviamente attendiamo tempi migliori per presentare l’iniziativa e avviare l’iter amministrativo: non sarà lunghissimo, perché anche l’attuale legge sugli stadi prevede termini abbastanza definiti. La cosa che ci preoccupa maggiormente ora è la ricerca di un impianto alternativo, che potrà essere una struttura provvisoria allestita in città o lo stadio di un altro club, perché i lavori dovranno essere svolti senza che la squadra giochi al Dall’Ara. Ci sono ancora un paio di accordi da definire e poi potremo partire».

Foto: Imago Images