Ferguson:

Ferguson: “Sto bene a Bologna, non mi vedo altrove per almeno altri due anni”. Hickey: “Ho dato a Lewis solo feedback positivi”

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Lewis Ferguson e Aaron Hickey, il presente e il recente passato scozzese a Bologna e nel Bologna: sul canale YouTube ufficiale della Nazionale britannica è da poco disponibile il documentario Forza Scozia, in cui i due giovani giocatori (assieme a Josh Doig, Lana Clelland e Christy Grimshaw) raccontano la propria esperienza calcistica e di vita in Italia. Di seguito, suddivise per argomenti principali, le parole del centrocampista e del terzino.

LEWIS FERGUSON

Italia, una scelta consapevole – «Ero molto contento all’idea di poter venire in Italia ed entrare in contatto con una nuova cultura: mio padre Derek mi ha sempre detto che uno dei suoi più grandi rimpianti è stato quello di non essere mai andato all’estero per vivere esperienze diverse, e questo mi ha colpito. Da ragazzino guardavo tutta le partite di Serie A: qui la gente adora il calcio e l’ambiente è molto caloroso».

Trasferimento azzeccato… – «Non ho mai dubitato di me stesso e ho completato il trasferimento sapendo che se le cose non fossero andate bene sarei comunque potuto tornare a casa. Ma non c’è nulla al momento che mi spinga a farlo, sono concentrato sul Bologna e non ci penso nemmeno: mi piace vivere qui, non mi vedo da nessun’altra parte per almeno i prossimi due anni».

…con esordio ritardato – «Un giorno durante il ritiro il d.s. mi ha comunicato che dovevo scontare due giornate di squalifica, rimediate nel penultimo match dello scorso campionato scozzese contro il St. Johnstone, e mi ha detto di continuare ad allenarmi duramente per farmi trovare pronto. Non è stato facile, quando cominci a lavorare a livello fisico e tattico è più difficile farlo sapendo che non potrai subito prendere parte alle gare. Scontata la squalifica ho subito esordito, poi non ho più giocato per 4 partite fino al cambio di allenatore, che per me e la squadra è stato una sorta di nuovo inizio».

Rapporto con la Nazionale – «In Nazionale ero presente già da un anno perché giocando tanto nell’Aberdeen mi ero messo in mostra, perciò quando ad inizio stagione ho faticato a trovare spazio col Bologna il c.t. mi ha escluso dalla tornata di convocazioni di settembre, telefonandomi e spiegandomi il perché. È stato un dispiacere perché ogni atleta ci tiene a rappresentare la propria Nazionale, ma le motivazioni erano sensate: Clarke sapeva chi fossi e cosa potessi dare, quindi ha preferito lasciarmi a Bologna per consentirmi di conoscere il nuovo mister, lavorare bene e integrarmi ancora meglio nella squadra».

Rete preferita – «Il mio gol preferito finora è quello realizzato al Sassuolo, volevo segnare a tutti i costi perché allo stadio erano presenti la mia famiglia e i miei amici. Sono riuscito a piazzare il pallone nell’angolino alto e quella rete è stata votata come la migliore dello scorso novembre in Serie A: ne sono orgoglioso».

Differenze col Regno Unito – «Una differenza che ho notato è che in Gran Bretagna durante le brutte partite si sente l’atmosfera cambiare in negativo, mentre i tifosi in Italia continuano a cantare e a supportarci al massimo. Un’altra cosa che mi fa molto piacere è vedere la gente che prova a parlarmi in inglese quando mi incontra».

AARON HICKEY

Prima la A, poi la Premier – «Mi conoscevo, sapevo di dover fare esperienza prima di tentare il salto verso la Premier League. Ho ritenuto che l’Italia potesse rappresentare una bella esperienza, anche se all’inizio non pensavo che ce l’avrei fatta a spostarmi in un altro Paese».

Esperienza bolognese – «All’inizio tornavo a casa e giocavo alla PlayStation coi miei amici, ma dopo un po’ ho iniziato a girare per Bologna, visitando la città e i paesi vicini: salivo in macchina e guidavo per fare e scoprire cose nuove e diverse. Segnare il primo gol è stato bello, ha rappresentato un grande momento che mi ha dato la spinta per fare sempre meglio e segnarne altri».

Apripista per Ferguson – «Un giorno, durante il ritiro con la Nazionale, Ferguson mi ha comunicato dell’interesse pervenuto nei suoi confronti da parte del Bologna: ha iniziato a domandarmi della città, del club e della squadra e io gli ho dato solo feedback positivi».

© Riproduzione Riservata – Si ringrazia Domenico Gerace per la traduzione