Sabatini:

Sabatini: “A gennaio restiamo così, per luglio già individuati due calciatori fortissimi. Questo Bologna è sfacciato come Sinisa, ciò che più conta è averlo con noi”

Quest’oggi, al centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole, Walter Sabatini ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport. Tra gli argomenti toccati anche l’acquisto di Christian Eriksen da parte dell’Inter, il ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic, l’addio di Alessandro Florenzi alla Roma e il grande campionato della Lazio, ma innanzitutto la conversazione si è focalizzata sulla stretta attualità in casa rossoblù. A tal proposito, ecco tutte le dichiarazioni rilasciate dal coordinatore delle aree tecniche di Bologna e Montreal Impact:

Un anno di Mihajlovic – «In questo gruppo vedo coesione e grande forza morale, dalla società fino staff tecnico e allo stesso Sinisa. Questo spirito guida sempre la squadra, e anche se il mister è dovuto tornare qualche giorno in ospedale sono tranquillo, perché è come se lui fosse sempre qui con noi».

Felicità e caos calmo – «Quando sono arrivato qui ho detto di voler vivere in una bolla di felicità, e ora ci sono dentro. Il mio calcio è un caravanserraglio in cui coesistono emozione, frustrazione, esaltazione, rabbia, rammarico. Quando penso a me non so spiegare esattamente cosa sia stato il calcio nella mia vita: direi un caos totale, ma a Bologna è diventato un caos calmo».

Giovani ed entusiasmo – «Sono un inguaribile ottimista, nel momento in cui un mio giocatore prende palla ho la presunzione di capire e richiedere la giocata da fare, com’è successo con Barrow contro la Spal: quando ha fatto quell’azione per uscire dalla linea laterale, poco prima del gol, io ho preteso dentro di me che facesse proprio quella cosa lì, ed è stata l’apoteosi. Orsolini è giovane ma è un traino per i suoi coetanei. Mi hanno fatto notare che a Ferrara abbiamo concluso il match con due ’98 e due ’99 in campo: non ci dobbiamo cantare le lodi da soli, per noi è una cosa normale».

A luglio due colpi importanti – «Abbiamo avuto un momento di emergenza in difesa ma dovremmo averlo superato: insieme al mister si è deciso di non aggiungere qualcuno tanto per aggiungere, quindi resteremo così come siamo. Però abbiamo già individuato per luglio due calciatori fortissimi che andranno veramente a rinforzare la squadra e a caratterizzarla ancora di più».

Sinisa e il Bologna, una cosa sola – «Facciamo un calcio prepotente, sfacciato, come del resto è sfacciato Sinisa. Ha ancora dentro una situazione di debolezza fisica, prima faceva undici chilometri di corsa ogni giorno, e qualsiasi persona si sarebbe sdraiata sul divano e avrebbe detto: “Aspettate un attimo, devo recuperare”. Invece questa sua arroganza benevola la usa per se stesse e la trasferisce alla squadra. Quella del Bologna è già una grande stagione, ma non voglio mettere sbarramenti o accontentarmi, tutto passa dalle giocate dei ragazzi. E diventerà una stagione ancor più bella se nell’ultima partita Sinisa sarà seduto in panchina, e certamente sarà così: francamente non me ne frega niente se arriviamo in Europa League al decimo posto, l’importante è che lui sia qui con noi».