Le tecniche e gli strumenti per diventare dei professionisti del poker

Le tecniche e gli strumenti per diventare dei professionisti del poker

Alcuni giochi di carte sono sopravvissuti all’era digitale, ma ce n’è uno che ne ha tratto un enorme vantaggio diffondendosi in tutto il mondo. Ciò significa che la sfida che pone ai giocatori è tra le più avvincenti di sempre. Stiamo parlando del gioco del poker, e soprattutto della sua variante Texas hold ’em, che dopo quasi 200 anni dalla sua invenzione continua ad attrarre nuovi seguaci e affascina ogni generazione.
Molto più di un gioco, una vera e propria sfida d’abilità che richiede capacità di calcolo, pazienza, autocontrollo, un pizzico d’intuito e soprattutto saper decidere in fretta. Pochi professionisti ne hanno fatto un mestiere ma per raggiungere certe vette non basta il talento o un po’ di fortuna, che (si sa) aiuta solo i principianti: bisogna conoscere le probabilità, le strategie e saper analizzare le giocate dei migliori. D’altronde se ai tavoli finali dei tornei più importanti arrivano sempre gli stessi player un motivo ci sarà.
Per eccellere nel gioco dal vivo serve tanta esperienza e passione, ci vogliono anni e anche la possibilità di poter viaggiare per potersi confrontare con avversari sempre più forti. Attraverso il gioco online, invece, si riesce a sopperire alla mancanza di tempo, denaro e mezzi, e ciò ha portato molti giovani ad avvicinarsi a questo meraviglioso skill game.

Essere determinati – La prima cosa da fare è trovare una piattaforma che ci piace e che offre certi vantaggi agli iscritti. Infatti, così come avviene per i possessori delle nostre ZO Card, anche le case da gioco riservano delle promozioni speciali agli utenti più affezionati.
Per imparare le strategie e le tecniche ci sono centinaia di libri e corsi disponibili, ma le cose che non devono mai mancare sono la voglia di migliorarsi e il coraggio di sperimentare nuovi modi per farlo. Bisogna dedicare tutto il tempo libero a questa passione, anche creando un piano di gioco, così come si fa quando si vuole imparare a suonare uno strumento musicale: dedicando risorse ed essendo costanti nella pratica. Come detto in precedenza, la pazienza è una delle maggiori virtù e ciò significa innanzitutto partire dal basso, cioè dai tavoli più economici e salire solo quando il bankroll lo permette. Mai inseguire i soldi!
Inizialmente, trovare il proprio stile di gioco non è facile. Si potrebbe iniziare con una semplice strategia tight and aggressive e tra le varie tecniche che i player professionisti usano di più c’è quella di contare le carte a poker, un’abilità che richiede allenamento ma che ampliando la visione di gioco può far chiarezza sul numero di combinazioni a proprio favore. Con la pratica certe scelte diventeranno automatiche, studiare la teoria a praticarla il più possibile è l’unico modo per imparare a decidere in fretta.

Fonte: Pxhere

Calcolo delle probabilità – Come per tutti i giochi di carte la matematica è un alleato perché permette di conoscere le probabilità che una combinazione possa verificarsi. Non serve sapere l’esatta percentuale ma riuscire ad avere un’approssimazione è già molto utile. Questo è un breve elenco di odds che tutti dovrebbero conoscere:

  • Probabilità di chiudere un progetto di colore al turn: 1 su 3.
  • Probabilità di chiudere un progetto di colore al river: 1 su 5.
  • Le probabilità di chiudere una scala bilaterale sono poco meno quelle del colore.
  • Probabilità di chiudere una scala a incastro al turn: 1 su 6.
  • Probabilità di chiudere una scala a incastro al river: 1 su 12.
  • Probabilità di chiudere un tris al flop partendo da una coppia: 1 su 8.

Pot odds – La matematica viene in aiuto anche quando si devono calcolare le pot odds, essenziali per capire quando fare fold, call o raise in base alle probabilità di vincere e a quanto è grande il piatto. Per fare ciò bisogna sommare quanto c’è nel piatto più le puntate degli avversari e dividere la somma per la puntata che dovresti fare. Per esempio: Nel piatto cè 8 e due avversari puntano 2, quindi (8+2+2)/2 = 6, allora la pot odd è di 6 a 1. Ora, confrontando questa quota con le probabilità di vittoria di sopra, sapremo se vale la pena fare call o meno. Per esempio, se si sta provando a chiudere un progetto di colore al river (1 a 5) dovremo fare call, se invece siamo nella situazione di chiudere una scala a incastro al river (1 a 12) meglio fare fold. In generale bisognerebbe puntare solo se la probabilità di chiudere un punto è maggiore del pot odds, perché altrimenti andremo contro la matematica.

Shortstack – Chi gioca nei cash game, e soprattutto un principiante, ha a disposizione una strategia che basa tutto sul prendere dei buy-in bassi. Ciò permette di limitare le decisioni difficili e poter ridurre il gioco ai turni preflop e flop. Se si effettua un buy-in di appena 10BB (cioè dieci volte il Big blind) si finirà spesso con il prendere una decisione tra all in o fold. David Sklansky, nel suo libro No Limit Hold ’em, ha condiviso una lista di mani con la quale fare all in, a seconda della posizione in un tavolo con 10 giocatori, per aumentare le possibilità di fare profitto.
Tutti sanno che le prime tre posizioni sono le più svantaggiate, da li dovresti fare all in con coppie da 10-10 e combinazioni da A-Q in su. Dalle posizioni intermedie si parte da una coppia 8-8, A-J o A-10 dello stesso seme (suited in gergo). Dal bottone qualsiasi coppia e combinazione con A, va bene per fare all in, ma anche da K-10, K-9s e Q-Js (suited) in su. Dal piccolo buio si scende ancora fino a partire da K-5, K-2s, Q-9, Q-5s, J-10 e J-8s. Questa tecnica va bene se al tavolo non ci sono più di altri 2 shortstack, e funziona soprattutto contro gli avversari più aggressivi, se si capisce che ci sono dei giocatori più conservatori si può spingere anche con delle mani meno buone.

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L’aiuto della tecnologia – Il poker online offre molte opportunità in questo senso perché da un lato si può giocare su più tavoli contemporaneamente, e i tornei sono anche più veloci, e ciò fa crescere in fretta. Allo stesso tempo ciò mette a dura prova il cervello con i vari calcoli ma, essendo davanti a un computer, è possibile sfruttare quei tool che l’informatica mette a disposizione, e oggi anche sugli smartphone android.
Ci sono delle applicazioni che vengono in soccorso nel calcolo delle probabilità e nel monitoraggio delle vostre mani, per poi andarsele a studiare, come Poker Tracker, Holdem Manager e Poker Office, ma potrebbero essere un po’ difficili da usare a primo acchito. Meglio iniziare con dei semplici tool per le odds come Texas Calculatem o PokerStove.

Il consiglio finale – Per riuscire a dare il meglio in questa disciplina bisogna ricordarsi ciò che vi ha spinto a iniziare. Se è stato per divertimento deve rimanere tale, infatti i veri pro si svegliano presto e grindano tutto il giorno perché si divertono a farlo. Altrimenti, se il gioco si fa troppo serio, ben presto si perderà l’energia e la voglia di migliorarsi e tutto andrà male. A quel punto meglio cambiar gioco!