Cremonese-Bologna 1-2: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri allo Zini.
PRO
L’atteggiamento – Non era scontato che il Bologna avesse un impatto del genere su una sfida che vedeva l’urgenza di fare punti pendere dalla parte degli avversari: la Cremonese è in piena lotta per non retrocedere, mentre ai rossoblù non si chiede molto di più che chiudere all’ottavo posto. La gara ha visto un netto predominio nel BFC, nel primo tempo non c’è proprio stata partita e nemmeno questo era così ovvio, perché affrontare a fine stagione le squadre che devono salvarsi non è affatto semplice.
La tenuta mentale – Il campionato che il Bologna sta facendo è davvero strano, ha perso troppe partite in casa ma è praticamente perfetto in trasferta. Una cosa, però, va riconosciuta al gruppo rossoblù: quando c’è stato bisogno di dare un segnale, è sempre arrivato. Penso alla vittoria sul campo del Torino, che era servita a scacciare i fantasmi. E penso, per l’appunto, al successo esterno di ieri, che dimostra come mentalmente questa sia una squadra forte, che non molla davanti alle difficoltà e agli alti e bassi di una stagione ma sa rimanere applicata fino alla fine.
La formazione – Ancora una volta Italiano si è preso dei rischi e il risultato gli ha dato ragione. Il mister ha scelto di schierare gli attuali titolarissimi, tanto che non sarei stupito se l’undici iniziale contro l’Aston Villa non si distanziasse molto da quello di ieri, proprio per sottolineare quanto per lui fosse importante anche il match dello Zini. Ha osato ed è andato tutto bene, nessuno si è fatto male e da qui a giovedì c’è abbastanza tempo affinché chi è sceso in campo ieri riesca a recuperare al meglio tutte le energie.
Le conferme e i riscatti – Abbiamo rivisto un grande Miranda, aspettavamo da tempo una bella risposta da un ragazzo con le sue qualità. Joao Mario è un giocatore di alto livello, so che è arrivato qui in prestito secco ma sarebbe bello se ci fossero margini per intavolare una trattativa con la Juventus per trattenerlo. Rowe continua ad essere decisivo, sta trovando anche una buona continuità realizzativa e questo è importante. E per finire cito Sohm, che a me continua a piacere: sa trattare la palla e la muove bene, è la mezzala ideale per un centrocampo a tre. So che non ruba l’occhio, e spesso leggo anche commenti poco teneri nei suoi confronti, ma secondo me è uno che a calcio sa giocare eccome.
CONTRO
L’incertezza di Ravaglia – Federico fino all’episodio del rigore era stato impeccabile nella gestione degli interventi. Peccato per quell’incomprensione con Miranda e quell’uscita avventata su Floriani Mussolini che ha riaperto, seppur per poco, una pratica ormai chiusa.
Pepè Anaclerio
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