11/05/2026
Simone Minghinelli
90 minuti, OneFootball

A Napoli il Bologna torna re per una notte: doppio vantaggio, rimonta subita e vittoria al 91′, Maradona espugnato 3-2 con Bernardeschi, Orsolini e Rowe

Tempo di Lettura: 3 minuti

Scivolato al decimo posto dopo la vittoria dell’Udinese a Cagliari, nel penultimo match del suo campionato il Bologna è di scena al Maradona di Napoli, quantomeno sul piano aritmetico, di scalare due gradini e prendersi l’ottava piazza. Facile a dirsi, meno a farsi, perché di fronte c’è una squadra vogliosa di chiudere con una vittoria il discorso qualificazione in Champions League. Conte, sempre orfano di Lukaku e Neres, va all’assalto con un 3-4-2-1 sospinto in mediana da Lobotka e McTominay e guidato in avanti da Hojlund, supportato sulla trequarti dalla verve brasiliana di Giovane e Alisson. Italiano, senza Cambiaghi, Casale e Vitik, opta invece per un 4-2-3-1 con Pessina in porta, il rientrante Joao Mario terzino destro con davanti a sé Orsolini, Bernardeschi ala sinistra con libertà di svariare e Castro di punta.

I rossoblù approcciano la gara con personalità, facendo girare molto bene il pallone, e al 10’ passano in vantaggio: Pobega avvia l’azione in mediana e serve Bernardeschi che a sua volta allarga per Miranda, lo spagnolo anziché crossare appoggia di nuovo a rimorchio per il trequartista e quest’ultimo fa secco Milinkovic-Savic con un tracciante mancino da applausi. Ma non è finita, perché al 12’ Orsolini sfonda sul versante opposto e libera al tiro l’accorrente Miranda, che colpisce un clamoroso palo. Gli azzurri, frastornati, rispondono fra il 13’ e il 14’ con una stoccata da distanza ravvicinata di Giovane respinta di piede da Pessina e una rasoiata dal limite di Alisson neutralizzata con qualche affanno dal giovane estremo difensore felsineo.

Lo stadio comincia a rumoreggiare e allora, per riaccendere l’ambiente, sale in cattedra il solito McTominay, che al 23’ si vede murata dal connazionale Ferguson una volée ben indirizzata e al 30’ sfiora il bersaglio di testa su corner di un sempre vivace Alisson. Ma il BFC c’è, trascinato in particolare da un onnipresente Bernardeschi, che al 31’ pennella in area per Miranda, che viene colpito sul piede da Di Lorenzo al momento di battere a rete: l’arbitro Piccinini fa proseguire ma viene poi richiamato al monitor e concede il rigore, che Orsolini trasforma di potenza bucando le mani allo specialista Milinkovic. Il Napoli sembra al tappeto ma non è così, perché in pieno recupero Di Lorenzo sfrutta un rimpallo su Freuler dopo un buon lavoro di Hojlund e infila Pessina sotto la traversa: 1-2, risultato con cui si va al riposo.

In avvio di ripresa i partenopei fanno subito capire che la musica è cambiata, e al 2’ ancora Di Lorenzo sfiora il pareggio inzuccando un angolo di Politano. Pareggio solo rimandato, perché al 4’ Hojlund confeziona un assist perfetto per il solito Alisson, che in corsa con un piatto destro chirurgico non dà scampo a Pessina. In pochi minuti, tra una frazione e l’altra, la gara ha cambiato volto, e adesso i rossoblù sono chiamati a stringere i denti per non capitolare: al 10’ Pessina è bravo ad intervenire su una velenosa trivela di Giovane, quindi al 27’ Rrahmani prende la mira dalla lunga distanza e non va lontano dall’incrocio. Nel mentre vola qualche cartellino giallo (il più pesante per Lucumí, diffidato) e i due allenatori procedono con alcuni cambi, così sul rettangolo verde compaiono Gilmour ed Elmas da un lato, Zortea e Rowe dall’altro. Proprio l’inglese al 34’ si fa vedere con una delle sue poderose sgroppate, chiusa però da una botta sbilenca.

Nel finale Conte concede minuti pure a Spinazzola e Mazzocchi, Italiano a Heggem, Sohm e Moro, e lo scenario dominato dall’equilibrio lascia pensare che la sfida si concluderà in parità. Invece no, perché al 46’ Miranda si mette in proprio su sponda di Castro e scarica un bolide che Milinkovic smanaccia a fatica e centralmente, dando all’accorrente Rowe la possibilità di avventarsi sulla sfera: l’ex Marsiglia non lo fa in modo banale ma da campione, in mezza rovesciata, inchiodando uno spettacolare 2-3. Il recupero da quattro minuti viene allungato ad oltre cinque da Piccinini, ma il Napoli non riesce più a sfondare e la vittoria del Bologna diventa realtà. Una vittoria meritata per quanto visto nell’arco di una partita in cui le giocate di qualità si sono alternate alla capacità di stringere i denti e reagire ad ogni colpo incassato. Felsinei di nuovo ottavi: guardando la classifica e ripensando a tutti i punti lasciati per strada i rimpianti aumentano, ma il passato è passato e ora non resta che chiudere al meglio la stagione, facendo tesoro degli errori commessi e guardando con fiducia al futuro.

NAPOLI-BOLOGNA 2-3

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano (39’ st Spinazzola), Lobotka (31’ st Gilmour), McTominay, Gutierrez (42’ st Mazzocchi); Giovane (31’ st Elmas), Alisson; Hojlund.
A disp.: Contini, Meret, Beukema, J. Jesus, Olivera, Anguissa, Vergara.
All.: Conte

BOLOGNA (4-2-3-1): Pessina; J. Mario (19’ st Zortea), Helland (36’ st Heggem), Lucumí, Miranda; Freuler, Pobega (36’ st Sohm); Orsolini, Ferguson (36’ st Moro), Bernardeschi (28’ st Rowe); Castro.
A disp.: Ravaglia, Skorupski, De Silvestri, Lykogiannis, Dallinga, Dominguez, Odgaard.
All.: Italiano

Arbitro: Piccinini di Forlì (VAR Marini, AVAR Giua)
Ammoniti: 38’ pt J. Mario (B), 2’ st Bernardeschi (B), 13’ st Helland (B), 24’ st Lucumí (B), 39’ st Politano (N)
Espulsi:
Marcatori: 10’ pt Bernardeschi (B), 34’ pt rig. Orsolini (B), 47’ pt Di Lorenzo (N), 4’ st Alisson (N), 46’ st Rowe (B)
Recupero: 3’ pt, 5’ st

Simone Minghinelli

© Riproduzione Riservata

Foto: Francesco Pecoraro/Getty Images (via OneFootball)

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