Ieri sera l’Atalanta si è fermata di nuovo, non riuscendo ad avere la meglio sul Genoa tra le mura amiche. A quattro giornate dal termine il Bologna è a -7 dai bergamaschi, con uno scontro diretto ancora da giocare. Quella verso il settimo posto è una rincorsa difficilissima, ma Italiano crede nella voglia di riscatto della sua squadra e la sfida interna con un Cagliar quasi salvo è un’ottima occasione per dimostrarlo. I rossoblù tornano a quello che sulla carta è un 4-3-3, ricco però di interpreti inediti: in porta si rivede Pessina, alla terza presenza in Serie A, mentre la difesa vede De Silvestri a destra e la conferma di Helland al fianco di Lucumí, con Miranda a completare il reparto; Ferguson riposa e in mediana ai lati di Freuler partono Moro e Sohm, mentre in attacco Bernardeschi si riprende in tempo record un posto da titolare e compone un imprevedibile trio d’attacco assieme a Dominguez e Odgaard. Pisacane, sul versante opposto, arriva al Dall’Ara con diversi indisponibili, e risponde con un 4-5-1 che ha in Salvatore Esposito l’unico autentico riferimento offensivo, con Palestra e Folorunsho larghi sulle fasce.
Dopo un toccante minuto di silenzio in memoria di Alex Zanardi, scomparso venerdì e omaggiato anche con uno striscione dalla Curva Bulgarelli («Ciao Alex, orgoglio bolognese»), gli ospiti si conquistano subito un’invitante punizione in zona trequarti e sugli sviluppi della stessa trovano il gol, ma Deiola viene colto in posizione irregolare e così il successivo tap-in di Dossena viene cancellato. Al 10′ sono ancora gli isolani ad avere una chance, con Esposito che da posizione centrale calcia addosso a Pessina, ma la bandierina si alza di nuovo a interrompere ogni discorso. Proprio Esposito e Deiola confezionano un’azione pericolosissima pure al 15′, quando l’ex Empoli serve il suo capitano al limite dell’area e il destro di quest’ultimo sfiora il palo. Intanto il BFC gestisce il possesso ma la circolazione palla è lenta e le occasioni latitano, e per vedere in tiro in porta dei padroni di casa bisogna aspettare un mancino di Bernardeschi al 26′ che Caprile smanaccia in corner.
Alla mezzora ci prova pure Dominguez, sempre dalla distanza, ma il tiro esce debole e per Caprile è una passeggiata bloccarlo. Al 40′ Deiola deve lasciare il campo per un problema muscolare e allora sul prato del Dall’Ara si rivede Sulemana (4 gettoni in questa stagione coi felsinei). Due minuti più tardi Palestra scappa a Miranda e mette un cross su cui non arriva nessuno, quindi Bernardeschi avvia un contropiede che Odgaard conduce bene dando poi allo stesso numero 10 la possibilità di crossare al centro per l’accorrente Sohm, la cui zampata viene però respinta da Mina. Sull’ulteriore capovolgimento di fronte è il solito Esposito ad avere l’opportunità di battere a rete, ma la sua conclusione è ancora troppo sul portiere. Va così in archivio un primo tempo che si è acceso solo nelle battute finali, e la ripresa comincia una novità: fuori Sohm e dentro Rowe, passando al 4-2-3-1 con Bernardeschi spostato dietro a Odgaard.
La prima vera chance si materializza al 10′: Rowe sfonda da destra e scarica a rimorchio per Moro, che dai venti metri cerca il palo lontano trovando una buona risposta di Caprile. Al 18′ in luogo di Dominguez e Odgaard vengono inseriti Orsolini e Castro, con l’argentino che tenta subito uno spunto personale e scarica un velenoso sinistro su cui Caprile risponde presente. E allora al 33′ Italiano tenta un’altra mossa piazzando Ferguson al posto di Bernardeschi, ma già da parecchi minuti il match sembra aver preso una piega soporifera quasi impossibile da invertire. All’80’, però, Folorunsho si avventa in rovesciata su una respinta coi pugni di Pessina e ne esce un cross al bacio per Zé Pedro, che si ritrova solo davanti alla porta ma al volo di piatto destro spedisce il pallone alle stelle, graziando i felsinei.
È l’ultimo brivido, e forse il più grande, di una sfida noiosa che ha evocato le gare di fine stagione che si credevano dimenticate, quelle che vedevano il Bologna già salvo e impossibilitato ad ambire a qualcosa di importante. Per la quarta partita di fila la squadra non è stata capace di trovare la via del gol, e anzi è stato il Cagliari a rendersi più spesso pericoloso nei paraggi di Pessina (nuovamente imbattuto, unica nota lieta). Il BFC si avvia verso un finale di campionato mesto, lontanissimo non solo dalle ambizioni coltivate nella prima parte dell’anno ma anche dalle recenti promesse di lottare fino all’ultimo. È proprio questo, in fondo, il dispiacere maggiore. Oggi al Dall’Ara c’erano quasi 29 mila persone, all’ora di pranzo e in una domenica di ponte: il popolo rossoblù e la sua fedeltà avrebbe meritato ben altro spettacolo.
BOLOGNA-CAGLIARI 0-0
BOLOGNA (4-3-3): Pessina; De Silvestri (40′ st Zortea), Helland, Lucumí, Miranda; Moro, Freuler, Sohm (1′ st Rowe); Bernardeschi (33′ st Ferguson), Odgaard (18′ st Castro), Dominguez (18′ st Orsolini).
A disp.: Gnudi, Ravaglia, Heggem, Lykogiannis, Vitik, Pobega.
All.: Italiano
CAGLIARI (4-5-1): Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena, Obert; Palestra, Adopo (44′ st Zappa), Gaetano, Deiola (41′ pt Sulemana), Folorunsho; Esposito S. (27′ st Mendy).
A disp.: Ciocci, Sherri, Rodriguez, Albarracin, Belotti, Kilicsoy, Trepy.
All.: Pisacane
Arbitro: Crezzini di Siena
Ammoniti: 7′ st Adopo (C), 23′ st Helland (B), 50′ st Castro (B)
Espulsi: –
Marcatori: –
Recupero: 5′ pt, 6′ st
Note: 28.416 spettatori
Simone Minghinelli
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



