Il Bologna combatte a testa alta contro una super Juventus e cede solo 2-1. Nel finale protagonisti l'arbitro, il VAR e Buffon

Il Bologna combatte a testa alta contro una super Juventus e cede solo 2-1. Nel finale protagonisti l’arbitro, il VAR e Buffon

Al ritorno da una pausa per gli impegni delle Nazionali che si è fatta sentire e non poco sul piano degli infortuni, il Bologna è di scena all’Allianz Stadium contro la squadra più forte d’Italia, quella Juventus già capolista e determinata a cucirsi sul petto il nono scudetto consecutivo. Il leone Mihajlovic, presente in panchina per stare vicino ai suoi ragazzi, prosegue nel solco del 4-2-3-1 con Mbaye e Krejci terzini, Bani di nuovo preferito a Denswil come centrale al fianco di Danilo, Svanberg accanto a Poli in mediana e Palacio centravanti. Sul versante opposto Sarri, reduce dal pesante successo in casa dell’Inter, opta per un 4-3-1-2 con Rabiot e Khedira ai lati di Pjanic a centrocampo, Bernardeschi sulla trequarti e Higuain come spalla di Cristiano Ronaldo in attacco.
I bianconeri iniziano forte e si portano più volte a ridosso dell’area avversaria, ma il primo tiro del match arriva solo al 15’, quando Higuain impegna Skorupski con una volée dal limite. Al 17’ Krejci riesce a respingere quasi sulla linea una botta di Khedira, poi al 19’ sale in cattedra CR7: percussione di Alex Sandro, sfortunato tocco di Krejci a favorire il portoghese e sassata sul primo palo che trafigge un non irreprensibile Skorupski. I rossoblù, comunque molto ordinati e grintosi, non si perdono d’animo, e al 21’ Orsolini confeziona un pregevole assist per Sansone che il numero 10 spreca in rovesciata. Sansone è però bravo al 25’ a guadagnarsi un corner da cui nasce il gol del pareggio: pallone lungo per Bani, contro-cross del difensore e sponda aerea di Mbaye per Danilo, che con un meraviglioso destro di controbalzo fa secco Buffon quasi all’incrocio.
La personalità e la lucidità di capitan Poli e compagni sono da applausi e, fatta eccezione per un diagonale di Alex Sandro smanacciato da Skorupski al 32’, la seconda metà di frazione è tutta di marca felsinea. Palacio si fa trovare ovunque, De Ligt lo rincorre ma viene puntualmente superato in velocità, e al 39’ un suo perfetto suggerimento dalla sinistra consente a Orsolini di battere a rete, ma la sua potente conclusione viene murata col corpo proprio dal centrale di scuola Ajax. L’ultimo sussulto prima dell’intervallo nasce da una punizione di cui si incarica Pjanic, peraltro assegnata per un fallo inesistente di Mbaye su Rabiot, che lo specialista bosniaco calcia di poco alta sopra la traversa.
La ripresa si apre con un gran numero di Rabiot, che salta secco Danilo e piazza sul dischetto del rigore un suggerimento al bacio che viene neutralizzato da un tempestivo intervento di Krejci. All’8’, invece, il protagonista è ancora Ronaldo, che incorna un angolo di Bernardeschi ma trova sulla sua strada un super Skorupski. La pressione juventina è però fortissima e al 9’ arriva il raddoppio, purtroppo per un brutto errore del Bologna: flipper in area, sciagurato retropassaggio di Soriano per CR7, tiro contrato ma sfera che arriva esattamente sul destro di Pjanic, implacabile nel freddare il portiere rossoblù per il 2-1. Questa volta i ragazzi di Mihajlovic, pur senza mai disunirsi, accusano di più il colpo, e Skorupski deve superarsi sui tentativi ravvicinati di Khedira al 14’ e Higuain al 19’ e al 29’, oltre che su una sassata dalla distanza di Bernardeschi al 30’.
Superata la sfuriata della Vecchia Signora, al 33’ i felsinei rimettono la testa fuori dal guscio, e un traversone di Orsolini leggermente sporcato mette in difficoltà Buffon, costretto a deviare in corner. Dall’altra parte Skorupski è ancora strepitoso su un poderoso mancino di Ronaldo al 35’, poi al 38’ ecco una ghiottissima chance per gli ospiti: rasoiata di Palacio dai sedici metri, palla che sbatte su Bentancur e De Ligt e arriva a Orsolini in area piccola, ma l’esterno ascolano cicca la battuta col destro e la possibilità sfuma. In campo ci sono ora anche Santander, Dzemaili e Skov Olsen, e il finale di gara è palpitante.
In pieno recupero, di soli tre minuti, il talentino danese tenta il cross basso e la sfera viene stoppata col gomito da De Ligt, che di fatto interrompe in maniera non regolare l’azione: Irrati si consulta col VAR Fabbri, e la decisione è quella di non assegnare il rigore. Ma non è tutto, perché proprio al 48’ Santander si avventa di testa su una punizione di Orsolini e coglie una clamorosa traversa, poi Danilo ributta in mezzo il pallone e ancora ‘El Ropero’ chiama l’eterno Buffon al miracolo in rovesciata. La Juventus batte così 2-1 un Bologna coraggioso e mai domo, intelligente e maturo, tradito da un paio di ‒ pesanti ‒ sbavature, da una buona dose di sfortuna e da un episodio che farà tanto discutere. C’è tanta, tantissima rabbia, ma anche tanto di cui andare fieri.

JUVENTUS-BOLOGNA 2-1

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, A. Sandro; Khedira (17’ st Bentancur), Pjanic, Rabiot (28’ st Matuidi); Bernardeschi; C. Ronaldo, Higuain (37’ st Dybala).
A disp.: Pinsoglio, Szczesny, Danilo S., Demiral, Rugani, E. Can.
All.: Sarri

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Mbaye, Danilo L., Bani, Krejci; Poli (37’ st Dzemaili), Svanberg (35’ st Skov Olsen); Orsolini, Soriano, Sansone (35’ st Santander); Palacio.
A disp.: Da Costa, Sarr, Corbo, Denswil, Paz, Schouten.
All.: Mihajlovic

Arbitro: Irrati di Pistoia
Ammoniti: 22’ pt Sansone (B), 30’ pt Rabiot (J), 25’ st Bentancur (J), 39’ st Danilo L. (B), 49’ st Bani (B)
Espulsi:
Marcatori: 19’ pt C. Ronaldo (J), 26’ pt Danilo L. (B), 9’ st Pjanic (J)
Recupero: 1’ pt, 3’ st

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Foto: Damiano Fiorentini