08/02/2026
Fabio Cassanelli
90 minuti, OneFootball

Bologna, il tunnel non finisce più: 70 minuti in dieci e gol di Ordoñez al 95′, il Parma sbanca 1-0 al Dall’Ara e disegna i contorni in un incubo

Tempo di Lettura: 5 minuti

Per la prima volta in stagione il Bologna scende in campo alle 12:30. Una novità, questa, che deve coincidere col primo passo di un cambio di rotta: 6 punti nelle ultime 11 gare rappresentano un magro bottino, per usare un eufemismo. Italiano, dopo tempo immemore, si ritrova a disporre della rosa praticamente al completo, con la sola eccezione di De Silvestri: il mister rilancia Skorupski, sorprende facendo esordire Joao Mario, riaccoglie fra i titolari Lucumí e rinuncia a Odgaard per comporre un centrocampo più solido, con un terzetto formato da Freuler, Ferguson e Pobega a supporto di Bernardeschi, Dallinga e Rowe. Dall’altra parte c’è il Parma di Cuesta, che vuole approfittare dell’ennesima battuta d’arresto della Fiorentina per aumentare la distanza di sicurezza fra sé e la zona retrocessione: i ducali, schierato con un 3-5-2, hanno in Nicolussi Caviglia e Strefezza due nuove frecce al loro arco, ma entrambi partono in panchina, mentre Pellegrino è chiamato a sbloccarsi dopo quattro presenze senza reti.

Una punizione alta di Lykogiannis e un tentativo dalla distanza di Lucumí sono i soli squilli rossoblù nel primo quarto d’ora, l’unico giocatore offensivo in palla fin da subito è Rowe ma Corvi non viene mai impegnato. La prima svolta della gara arriva a ridosso del 20′, quando Lykogiannis gioca un brutto pallone in orizzontale a metà campo, Keita lo intercetta e Pobega atterra il belga sulla trequarti per evitare che si involi verso la porta: Collu estrae il cartellino giallo, ma il punto d’impatto dei tacchetti di Pobega è molto alto sul polpaccio dell’avversario e il VAR sceglie di richiamare l’arbitro; quest’ultimo, rivisto il replay (che come sempre amplifica la gravità dell’intervento), decide che l’ex Milan ha commesso un «grave fallo di gioco» e lo espelle. I felsinei si ritrovano in inferiorità per la terza volta nelle ultime 10 partite, Europa League compresa, cercano comunque di mantenersi nella metà campo avversaria ma alla mezzora producono solo un debole colpo di testa di Dallinga. A ridosso dell’intervallo non succede quasi nulla, perché il Parma non riesce a servire in maniera efficace Pellegrino e Rowe continua a creare e poi disfare le poche trame casalinghe. Dopo cinque minuti di recupero va in archivio una frazione noiosa e pesantemente condizionata dal rosso a Pobega, e la ripresa comincia con una novità: fuori un Joao Mario ancora poco connesso con la nuova realtà e dentro Zortea.

Il BFC si rende subito pericoloso, con Bernardeschi bravo ad ammortizzare un cross e a mettere Dallinga nelle condizioni di far male, ma la zampata sottomisura dell’olandese termina alta. L’olandese è poi costretto al cambio per un colpo alla caviglia e lo rileva Castro, che di lì a poco entra in un altro episodio chiave del match: è il 24′ (e fino lì nemmeno nella ripresa era successo granché), il Parma beneficia di una punizione sulla trequarti e sul cross affilato di Bernabé l’argentino infila Skorupski con una sfortunata deviazione di testa. Esplosione di gioia dei crociati, ma il VAR richiama Collu mostrandogli come Pellegrino, a pochi passi da Castro, tenti di intervenire sul pallone partendo da posizione di fuorigioco: rete annullata e pericolo scampato. Così il Bologna al 30′ ha una reazione d’orgoglio, Zortea crossa dalla destra e un’incornata di Rowe diretta nel sacco viene deviata da Troilo a qualche centimetri dal palo. In seguito sempre l’inglese si mette in proprio e tenta la conclusione dal limite, ma la traiettoria non gira a sufficienza e si spegne ancora sul fondo.

Al 34′ viene ristabilita la parità numerica: Castro contende a Troilo un pallone aereo al limite dell’area, il difensore sbracciando lo colpisce al volto e, già gravato di un giallo, si fa ammonire una seconda volta. La seguente punizione di Bernardeschi termina larga, ora però i rossoblù se la possono giocare ad armi pari e dare corpo ad un assedio. Entrano Cambiaghi e Orsolini per sorprendere con qualità e rapidità una difesa stanca, ed è proprio ‘Orso’ ad avere la più grande chance di tutta la sfida: al 44′ su un bel cross di Miranda l’ascolano si coordina alla perfezione e con una girata spettacolare centra il palo a Corvi battuto. Il BFC sarà anche distante da quello ammirato ad inizio stagione, ma certo la fortuna non gli arride. E non è ancora finita. È il 50′, Ordoñez riceve la sfera al limite dell’area e scarica un destro che si infila tra le gambe di Lucumí e soprattutto alle spalle di Skorupski: 0-1 e ospiti in delirio. Ferguson e compagni si gettano in avanti, al 51” Corvi ha un grande riflesso su un colpo di testa verso la propria porta di Delprato, e un minuto più tardi Orsolini trova ancora una grande rovesciata e una super risposta del portiere avversario. Il triplice fischio di Collu fa quindi calare il sipario su una partita assurda, condizionata per l’ennesima volta dagli episodi e dalla malasorte.

Ci vengano concesse, a tal proposito, due parole sull’espulsione che ha modificato il copione del match. Ancora una volta è un episodio da zona grigia, perché è vero che il modo in cui Pobega alza la gamba non è coerente con la sua corsa (come sostiene lui), e certamente il ragazzo avrebbe potuto fermare l’avversario con un fallo che non si prestasse ad interpretazioni, ad esempio trattenendogli la maglia. D’altra parte, però, il Bologna viene ancora una volta penalizzato all’on field review da un frame che ingigantisce la gravità del gesto di un suo giocatore: a Como, appena un mese fa, era successa la stessa cosa. Il fallo di Pobega è scomposto, non accorto, magari irruento, ma non «grave», e Collu in diretta l’aveva interpretato al meglio: il VAR, una volta di più, ha tratto in errore l’arbitro anziché aiutarlo.

Premesso questo, veniamo alla gara. È vero, il Bologna è riuscito a mantenersi in partita e con un pizzico di fortuna, precisione e cinismo in più avrebbe potuto addirittura vincere. Si può, però, delegare alla sorte la speranza di battere il Parma? Il primo tiro rossoblù arrivato effettivamente nello specchio della porta di Corvi, escludendo quel colpo di testa di Dallinga più simile ad un passaggio e il palo di Orsolini (che non viene conteggiato fra le conclusioni nello specchio), è arrivato al 97′. Certo, l’inferiorità numerica ha inciso. Tra i valori in campo, però, c’era un tale dislivello che sarebbe stato lecito attendersi molto di più, anche al netto delle contingenze e del periodo di difficoltà. Il Parma visto oggi è una squadra modesta, eppure al momento ha appena 4 punti in meno rispetto al BFC. Come si spiega una situazione del genere? Qualcuno può e vuole iniziare a risponderne prima che la situazione prenda una piega pericolosa e non ‘solo’ deludente?

BOLOGNA-PARMA 0-1

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; J. Mario (1′ st Zortea), Heggem, Lucumí, Lykogiannis (23′ st Miranda); Ferguson, Freuler, Pobega; Bernardeschi (42′ st Orsolini), Dallinga (12′ st Castro), Rowe (42′ st Cambiaghi).
A disp.: Pessina, Ravaglia, Casale, Helland, Vitik, Moro, Sohm, Dominguez, Odgaard.
All.: Italiano

PARMA (3-5-2): Corvi; Delprato, Circati, Troilo, Valeri; Britschgi, Bernabè (41′ st Carboni), Keita (41′ st Nicolussi Caviglia), Sorensen (33′ st Ordoñez); Oristanio (9′ st Strefezza); Pellegrino.
A disp.: Casentini, Rinaldi, Drobnic, Cremaschi, Elphege, Mikolajewski, Ondrejka.
All.: Cuesta

Arbitro: Collu di Cagliari (VAR Ghersini, AVAR Maggioni)
Ammoniti: 4′ st Britschgi (P), 16′ st Troilo (P), 31′ st Lucumí (B)
Espulsi: 22′ pt Pobega (B), 34′ st Troilo (P) per doppia ammonizione
Marcatori: 50′ st Ordoñez (B)
Recupero: 4′ pt, 8′ st
Note: 24.823 spettatori

Fabio Cassanelli

© Riproduzione Riservata

Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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