Il Bologna fa la voce grossa a Marassi: ottima prova e vittoria in rimonta 2-1, decisivo Orsolini

Il Bologna fa la voce grossa a Marassi: ottima prova e vittoria in rimonta 2-1, decisivo Orsolini

Riparte il campionato dopo la sosta per le Nazionali e riparte la corsa del Bologna verso una posizione di classifica più tranquilla, visti i soli 6 punti conquistati nelle prime 7 giornate. Lo scenario è quello di Marassi e di fronte c’è la Sampdoria di Ranieri, che deve fare a meno di Augello, Tonelli e Keita e schiera i suoi secondo un quasi inedito 4-3-3, con l’ex Ekdal in mediana, Quagliarella di punta e il tandem Candreva-Damsgaard ai suoi lati. Sul versante opposto Mihajlovic recupera cinque giocatori ma ne manda in campo solo uno dall’inizio, il giovane Hickey come terzino sinistro, in un 4-2-3-1 guidato in avanti dall’eterno Palacio, con Orsolini, Soriano e Barrow a supporto.
I padroni di casa partono aggressivi e guadagnano subito una serie di corner, ma i rossoblù resistono all’urto avversario e nel giro di qualche minuto prendono in mano le redini del match. La Samp però riparte in maniera incisiva e continua a conquistare tiri dalla bandierina, e al 7’ su uno di questi passa in vantaggio: traiettoria tesa di Candreva, incornata di Thorsby (lasciato libero di colpire) e intervento abbastanza goffo di Skorupski che si inginocchia e non riesce a respingere il pallone. Capitan Palacio e compagni non sembrano accusare più di tanto il colpo, proseguendo con un palleggio preciso e abbastanza rapido, e al 16’ proprio l’argentino impegna Audero con un velenoso diagonale che il portiere allunga sul fondo.
Al 23’, invece, è Orsolini a spaventare i blucerchiati, ma il suo tentativo da sottomisura su perfetta imbeccata di Svanberg si stampa incredibilmente sulla traversa (meglio così, col senno di poi: era fuorigioco e sarebbe intervenuto il VAR). Quagliarella intanto prova a beffare Skorupski con un paio di tentativi dalla distanza, ma è soprattutto il duello Candreva-Hickey e tenere banco, con gli uomini di Ranieri che spingono soprattutto sulla destra e lo scozzese chiamato ad un super lavoro, quasi sempre svolto benissimo. Dal suo piede al 39’ parte anche un bel cross basso che Palacio riesce a controllare ma non a girare verso Audero, e tutto lascia pensare che si andrà negli spogliatoi con i liguri in vantaggio. Non è così, perché al 44’ Regini devia nella propria porta un mancino di Orsolini da calcio d’angolo e realizza l’autorete che manda le squadre al riposo sull’1-1.
La ripresa comincia con il Bologna all’assalto, e al 7’ ecco il gol del 2-1: discesa di Hickey, tocco per Barrow, traversone al bacio del gambiano e colpo di testa vincente di Orsolini. Ma attenzione alla Sampdoria, che si ribella subito allo svantaggio, sfruttando due brutti disimpegni di De Silvestri e Hickey: nel primo caso Quagliarella spreca tutto solo davanti a Skorupski (tempestivo nell’uscita bassa), nel secondo lo stesso Skorupski si oppone bene su Candreva e la ribattuta di Ekdal viene sporcata a lato da Danilo. Al quarto d’ora un’inzuccata di Quagliarella chiama ancora in causa Skorupski, quindi al 25’ Barrow sfiora il capolavoro con una sassata da distanza siderale che sibili vicino all’incrocio.
Via via Mihajlovic sostituisce Svanberg (esausto) e Schouten (noia muscolare) con Dominguez e Medel, cambiando di fatto volto alle mediana, ma la squadra non alza mai il piede dall’acceleratore e va ad un passo dal tris sia al 34’ con Palacio, il cui tiro su assist di Soriano dopo una sterzata delle sue viene respinto da Audero, sia al 38’ con Barrow, che vede Bereszynski porsi sulla traiettoria di un destro a giro che pareva ben indirizzato. Nel finale, dopo un tentativo aereo dell’altro ex Ramirez (subentrato a Silva), Sinisa si affida anche al rientrante Sansone e a Vignato per nascondere sempre meglio la sfera agli avversari e far passare minuti, cosa che effettivamente avviene (nonostante un recupero maxi).
Ranieri viene cacciato dalla panchina per proteste, mentre la sua squadra affonda sotto i colpi di un BFC bello e per lunghi tratti spadroneggiante. Con una pecca, quella di non riuscire a chiudere definitivamente la partita. Al 49’, infatti, Palacio si invola pressoché indisturbato verso la porta di Audero ma al momento della battuta allarga troppo la mira col piatto e coglie un clamoroso palo, quindi sulla ribattuta Vignato si va vincere dalla foga e spara il pallone alle stelle. C’è ancora spazio per un paio di ‘preghiere’ lanciate dai blucerchiati nell’area rossoblù, ma Danilo e Tomiyasu sono due giganti e la vittoria, pesantissima, diventa realtà. Sarà un po’ disattento dietro, sarà un po’ farfallone davanti, avrà lasciato per strada troppi punti, ma in questa mediocre Serie A non ci sono molte squadre che giocano a pallone meglio del Bologna di Mihajlovic. Avanti così, cari rossoblù. Magari anche meglio, perché ci sono tanti margini di miglioramento.

SAMPDORIA-BOLOGNA 1-2

SAMPDORIA (4-3-3): Audero; Bereszynski, Yoshida, Colley, Regini (26’ st Jankto); Thorsby, Ekdal, A. Silva (20’ st Ramirez); Candreva, Quagliarella, Damsgaard.
A disp.: Letica, Ravaglia N., Ferrari A., Rocha, Askildsen, Leris, Verre, Gabbiadini, La Gumina, Prelek.
All.: Ranieri

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri, Danilo, Tomiyasu, Hickey; Schouten (34’ st Medel), Svanberg (24’ st Dominguez); Orsolini (40’ st Vignato), Soriano, Barrow (40’ st Sansone); Palacio.
A disp.: Da Costa, Denswil, Mbaye, Paz, Baldursson, Poli, Ruffo Luci, Vergani.
All.:  Mihajlovic

Arbitro: Marinelli di Tivoli
Ammoniti: 9’ pt Hickey (B), 42’ pt Palacio (B), 25’ st Thorsby (S), 26’ st Ramirez (S)
Espulsi:
Marcatori: 7’ pt Thorsby (S), 44’ pt aut. Regini (B), 7’ st Orsolini (B)
Recupero: 1’ pt, 6’ st

Simone Minghinelli

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