Il derby dell’Appennino numero 167 tra tutte le competizioni ufficiali si gioca al Dall’Ara in un clima molto particolare. Non solo per ciò che racconta la classifica, col Bologna in corsa per le posizioni europee e la Fiorentina incredibilmente invischiata nella lotta per non retrocedere, ma soprattutto perché la sfida arriva all’indomani della scomparsa del presidente viola Rocco Commisso, che si è spento negli Stati Uniti all’età di 76 anni. Vanoli e i suoi ragazzi scendono in campo per onorarne la memoria e, nel contempo, provare ad allontanarsi dalla zona calda: nell’ormai consueto 4-3-3 del tecnico varesino (in tribuna per squalifica) ci sono Comuzzo e Pongracic al centro della difesa, Fagioli in cabina di regia e Piccoli di punta, sostenuto sulle fasce da Parisi e Gudmundsson. Italiano, principale ex di turno, risponde proponendo lo stesso 4-2-3-1 che giovedì ha sbancato Verona, con le uniche eccezioni del rientrante Cambiaghi al posto di Dominguez come ala sinistra e Casale in luogo di Vitik nel pacchetto arretrato, col ceco vittima di un fastidio muscolare durante il riscaldamento.
Già al 5’ si capisce che per i rossoblù non sarà una partita simpatica: Ravaglia sbaglia il rinvio e favorisce l’avanzata ospite, Gudmundsson serve sulla corsa Parisi e il tiro a botta sicura del laterale viene murato col fianco da Heggem. In seguito, al 17’, la Fiorentina sfonda ancora sulla corsia di destra, Dodô serve a rimorchio Ndour che batte Ravaglia ma Doveri, col supporto del VAR, annulla per fuorigioco di Parisi ad inizio azione. Un campanello d’allarme, quest’ultimo, che dovrebbe svegliare i felsinei. E invece no, le cose peggiorano, perché al 19’ prima Ravaglia e poi Holm trattano male il pallone e i toscani ne approfittano per segnare ancora: Gudmundsson entra in area e lascia partire un suggerimento basso che Mandragora, perso da tutti, trasforma nello 0-1, stavolta senza discussioni. I padroni di casa non vanno oltre ad un velenoso cross di Miranda al 22’ che Castro riesce solo a toccare, poi al 23’ Parisi si rende di nuovo pericoloso con un piattone sull’esterno della rete da posizione favorevole. Al 35’ Mandragora prende la mira dal limite ma fa girare troppo il suo mancino e la sfera termina a lato, quindi al 37’ è Fagioli ad avere una buona chance ma calcia fra i guantoni di Ravaglia. Ma non è finita, perché proprio al 45’ il Bologna completa un primo tempo horror subendo lo 0-2: traversone basso di Dodô, rimpallo su Freuler in stile Bentegodi a mettere fuori causa Ravaglia e tap-in a porta vuota di Piccoli, che parte in posizione regolare. Nonostante i riflettori e l’orario pomeridiano, sul Dall’Ara è notte fonda.
Subito dopo l’intervallo Italiano tenta quella che sembra una mossa disperata, effettuando quattro cambi in un colpo solo: fuori Holm, Freuler, Odgaard e Orsolini, dentro Zortea, Moro, Fabbian e Rowe. Al 3’ i rossoblù protestano per un possibile fallo da rigore di Comuzzo su Castro, ma Doveri fa ampi cenni che si può proseguire e la sala VAR non interviene. Al 7’ interviene invece Ravaglia, bravo a schermare un tentativo ravvicinato di Pongracic sull’ennesima ficcante ripartenza viola. Il match prosegue col BFC alla ricerca del gol che riaprirebbe i giochi ma incapaci di produrre azione degne di nota e men che meno tiri verso lo specchio, e la Fiorentina serena nella gestione del doppio vantaggio. Il primo tiro in porta dei felsinei (che ora in campo hanno anche Ferguson, subentrato a Pobega) arriva al 38’ ed è un’incornata di Fabbian su cross di Zortea che De Gea blocca senza alcun affanno. Poco dopo, al 41’, si mette in proprio Rowe: numero per saltare Brescianini e rasoiata mancina che colpisce il palo a De Gea battuto. L’unica nota lieta della desolante prova dei padroni di casa sta nel buon impatto di Rowe, che al 43’ scodella sulla testa di Fabbian un gran pallone che il numero 80 trasforma nella rete dell’1-2.
All’improvviso c’è ancora speranza e gli uomini di Italiano, rinfrancati dal gol e spinti da un pubblico fin troppo indulgente, provano in tutti i modi ad arrivare al pareggio: sia al 47’ che al 49’ Miranda disegna un traversone invitante all’altezza del dischetto ma le deviazioni aeree di Castro prima e Rowe poi risultano fuori bersaglio, quindi al 50’ la sfera ballonzola pericolosamente in zona De Gea e Cambiaghi la calcia di potenza trovando la fortunosa deviazione in angolo di un difensore. Sull’ultimo assalto, durante il sesto minuto di recupero, un batti e ribatti in area non genera i frutti sperati, e così i viola possono festeggiare una vittoria pesante, sentita e assolutamente meritata, dedicandola al proprio presidente. Per il Bologna tre, quattro, cinque (fate voi) passi indietro rispetto alle pur non intonse prestazioni esterne di Como e Verona, quarta sconfitta in campionato in un Dall’Ara sempre meno fortino e sogni europei che subiscono una netta (si spera non definitiva) ridimensionata. Oggi non ha funzionato davvero nulla, e la sensazione è che stavolta rialzarsi sarà molto più difficile.
BOLOGNA-FIORENTINA 1-2
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (1’ st Zortea), Casale, Heggem, Miranda; Freuler (1’ st Moro), Pobega (27’ st Ferguson); Orsolini (1’ st Rowe), Odgaard (1’ st Fabbian), Cambiaghi; Castro.
A disp.: Pessina, Skorupski, Casale, De Silvestri, Lykogiannis, Sulemana, Dallinga, Dominguez, Immobile.
All.: Italiano
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora (27’ st Brescianini), Fagioli (49’ st Ranieri), Ndour (27’ st Sohm); Parisi (35’ st Fortini), Piccoli, Gudmundsson (27’ st Solomon).
A disp.: Christensen, Lezzerini, Kospo, Kouadio, Fazzini, Nicolussi Caviglia, Balbo, Braschi.
All.: Vanoli
Arbitro: Doveri di Roma (VAR Gariglio, AVAR Maresca)
Ammoniti: 38’ pt Holm (B), 32’ st Miranda (B), 45’ st Ferguson (B)
Espulsi: –
Marcatori: 19’ pt Mandragora (F), 45’ pt Piccoli (F), 43’ st Fabbian (B)
Recupero: 3’ pt, 6’ st
Note: 27.590 spettatori
Simone Minghinelli
© Riproduzione Riservata
Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



