Si avvicina sempre più il derby a tinte italiche di Europa League ma prima, sempre al Dall’Ara, c’è il match contro il Verona valido per la 28^ giornata di Serie A: per il Bologna è l’occasione di portarsi a -4 dall’Atalanta costretta ieri al pareggio casalingo dall’Udinese, per gli scaligeri una delle ultime chiamate nella disperata corsa salvezza. Italiano, oltre agli infortunati Heggem e Miranda, deve rinunciare a Freuler causa squalifica: la novità più rilevante è rappresentata dal rientro fra i titolari di Odgaard come mezzala offensiva, in un 4-3-3 completato offensivamente da Orsolini, Castro e Rowe; nel reparto mediano ci sono anche Moro e Ferguson, mentre la retroguardia è quella che verosimilmente si rivedrà dall’inizio giovedì prossimo. Diverse assenze tra le fila degli ospiti, schierati da Sammarco secondo un 3-5-2 con Orban e Bowie come riferimenti offensivi. Si gioca, finalmente di domenica pomeriggio alle ore 15, davanti ad oltre 27 mila spettatori.
Il piano gara è quello che ci si poteva facilmente attendere: il BFC prova a condurre le danze del gioco, partita di sacrificio e ripartenze invece per l’Hellas. Dopo una conclusione velleitaria di Orban al 7′, i felsinei collezionano con Castro, nel giro di pochi minuti, le principali chance del suo primo tempo. All’11’ un recupero palla nella metà campo gialloblù porta Odgaard a servire l’attaccante argentino che, dal limite dell’area, è bravo a girarsi e a far partire un destro che termina di pochissimo a lato di Montipò. Passano tre minuti e Rowe recupera una palla dalla spazzatura scorticandola dai piedi di Nelsson, l’inglese serve il numero 9 ma al momento della conclusione quest’ultimo scivola, rendendo tutto vano. Più pericoloso il Verona nella fase centrale di frazione: spazio in campo aperto per il solito Orban al 24′, col rapido attaccante che calcia in diagonale e costringe Skorupski a distendersi respingendo lateralmente. Qualche istante dopo, al 29′, l’ex Hoffenheim si veste da assist-man servendo in area di rigore Bowie che, per fortuna dei rossoblù, svirgola la sfera. Nessun brivido concreto dalla successiva punizione di Moro e dai tiri di Zortea e Odgaard a ridosso dell’intervallo: si chiude cosi una frazione con poche emozioni e poco ritmo.
Emozioni che non mancano ad inizio ripresa, con le squadre che rientrano in campo senza alcuna novità negli undici di partenza: il Bologna si riversa subito in attacco e, sugli sviluppi di un corner, Montipò smanaccia sui piedi di Orsolini che, da posizione favorevole, fa partire un mancino che scheggia il palo esterno. Urlo di gioia strozzato in gola ma liberato a stretto giro di posta: siamo al 4′, Rowe avvia l’azione servendo Odgaard che a sua volta apre per Zortea, il terzino appoggia a rimorchio ancora per Rowe che con un destro sporco supera Montipò, trovando la sua prima rete in campionato e l’1-0. Proprio quando tutto sembra mettersi in discesa ecco il patacrac che, a conti fatti, si rivelerà fatale nell’economia della gara: un cross apparentemente innocuo viene liberato di testa da Lucumí, il pallone arriva sui venti metri all’accorrente Frese che, libero da qualsiasi marcatura, insacca con un gran sinistro al volo che non lascia scampo a Skorupski. All’8′ è tutto da rifare, ma il peggio deve ancora venire: al 12′ mancato anticipo di Vitik ai danni di Harroui, l’olandese serve la freccia Orban sulla fascia e per il nigeriano è un gioco da ragazzi servire con un cross basso il liberissimo Bowie, la cui zampata termina alle spalle di Skorupski e capovolge il punteggio. Anche per lo scozzese, new entry del mercato invernale gialloblù, si tratta del primo gol in Serie A.
A metà ripresa Italiano prova ad intervenire inserendo Sohm e Bernardeschi in luogo di Ferguson e Orsolini, ma le occasioni latitano: al 24′ Rowe serve Castro in area, ma la punta esita e l’azione sfuma. La più nitida chance per il pareggio capita sui piedi di Odgaard al 32′: tenace e caparbio, il danese riesce di forza a scoccare un dardo dal limite, ma Montipò arriva con la punta delle dita a coprire l’angolino basso e la sfera termina in angolo. Gli spazi concessi agli scaligeri chiaramente aumentano e da una di queste praterie nasce il punto del 3-1 di Sarr, poi annullato da Mucera dopo revisione di per un precedente fallo di Gagliardini ai danni di Dominguez: si passa ad una punizione per i padroni di casa, che però Bernardeschi non capitalizza, sparando alto sopra la porta di Montipò. Nei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro non succede più nulla: dopo 5 vittorie di fila tra Serie A ed Europa League, il Bologna è costretto ad arrendersi, certamente non il miglior biglietto da visita in vista del doppio confronto continentale con la Roma, anche alla luce di una prestazione ampiamente insufficiente. Di fatto ora l’accesso alle coppe passa solo dall’Europa League: sono infatti 11 i punti di distacco dal sesto posto della Juventus (a quota 50) e 7 da quel settimo posto potenzialmente valido per la Conference, occupato dall’Atalanta (46). Ma sono discorsi che contano il giusto, di fronte ad una squadra che sta dimostrando di non valere e purtroppo nemmeno meritare quel traguardo.
BOLOGNA-HELLAS VERONA 1-2
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Zortea (31′ st Lykogiannis), Vitik (38′ st Pobega), Lucumí, J. Mario; Moro, Ferguson (20′ st Sohm), Odgaard; Orsolini (20′ st Bernardeschi), Odgaard, Rowe (31′ st Dominguez); Castro
A disp.: Pessina, Ravaglia, Casale, De Silvestri, Helland, Cambiaghi, Dallinga.
All.: Italiano
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Edmundsson, Oyekoge (37′ st Valentini), Nelsson; Bradaric, Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui (29′ st Suslov), Frese; Bowie (37′ st Sarr), Orban (49′ st Al Mustrati).
A disp.: Perilli, Toniolo, Niasse, Cham, Belghali, Isaac, Mosquera.
All.: Sammarco
Arbitro: Mucera di Palermo (VAR Giua, AVAR Marini)
Ammoniti: 16′ pt Bowie (H), 40′ pt Ferguson (B), 42′ pt Harroui (H)
Espulsi: –
Marcatori: 4′ st Rowe (B), 8′ st Frese (H), 12′ st Bowie (H)
Recupero: 2′ pt, 6′ st
Note: 27.063 spettatori
Riccardo Rimondi
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



