Il pari di Firenze è una vittoria mancata, il Bologna ha dominato. Sul mercato servono sia il centrale che la punta, ma non sarà facile

La chiacchierata odierna tra Walter Fuochi e Mario Sacchi ha come argomento il pareggio per 0-0 maturato ieri al Franchi tra Fiorentina e Bologna, con uno sguardo anche ai prossimi due impegni ravvicinati dei rossoblù e al mercato di riparazione che è iniziato proprio oggi.

Nelle prime undici giornate il Bologna aveva solo vinto o perso, ora i rossoblù vengono da quattro pareggi consecutivi: Mihajlovic ha trovato la quadra? «È un’infilata casuale, un allenatore non prepara mai la partita affinché la squadra pareggi e Mihajlovic men che meno: ha dimostrato di voler sempre vincere, è lo scopo principale della sua conduzione. Sono arrivati questi pareggi perché quasi sempre c’è stata una reazione, poi quello di Firenze è stato il primo in cui il risultato non si è sbloccato dallo 0-0. Anche in questo caso Sinisa ha finito con un po’ di rammarico, come del resto tutti noi, perché la squadra ha dominato per settanta minuti su novanta».

Quindi più due punti persi che uno guadagnato: la Fiorentina non ha mai tirato in porta, mentre i rossoblù hanno avuto le loro occasioni… «Sì è vero, somiglia moltissimo ad una vittoria mancata, però il Franchi è un campo dove raramente il Bologna ha raccolto frutti. C’è una sorta di timore reverenziale, nell’immaginario collettivo si pensa sempre che la Fiorentina sia superiore al Bologna, e questo fa sì che un punto conquistato là alla fine ti soddisfi. Magari tra un mese, quando le modalità saranno meno fresche nella memoria, lo vedremo come un punto ancor più soddisfacente».

Il Bologna deve guardarsi dalla zona bassa della classifica o può puntare al decimo posto? In sostanza, è una squadra migliorata rispetto alla passata stagione? «Forse non è migliorata la rosa ma la condizione della squadra, che ad inizio stagione consideravo abbastanza allarmante, ora certamente sì. La classifica attuale si presta ad una doppia lettura: il pessimista può dirti che sei solo cinque punti sopra la soglia pericolo, mentre l’ottimista ti può far notare come ci siano otto-nove in quel cuscinetto di centro-classifica, quindi che sei in una condizione di relativa tranquillità. Al momento non sento allarmi, anche alla luce di una prestazione come quella di Firenze, da squadra matura, che sapeva quello che voleva, anche superiore ad altre volte in cui erano arrivati risultati migliori. Credo che la domenica fiorentina sia stata confortante, ci manca ancora qualcosa ma la sostanza c’è».

Udinese e Genoa alle porte, verosimilmente quanti punti si possono fare? «Sono squadre che hai alle spalle, quindi ti viene da dire “queste le battiamo”, però nel campionato italiano non ci sono partite facili, men che meno per i club di fascia media. Con l’Udinese ci sarà da impazzire per fare gol, storicamente è una partita per nulla facile. Il Genoa ha appena inchiodato sul pari la Lazio: pare che Ballardini qualcosa abbia messo a posto, inoltre Destro ha ricominciato a segnare, è già il quinto. E allora sì, sembrano facili, poi ti ci accosti e vedi che non lo sono affatto. Non amo fare previsioni di punti, è come scrivere sulla sabbia, giochiamone una alla volta e vediamo cosa succede: cerchiamo di sfruttare teorici vantaggi, ma non ti dirò mai se i punti saranno sei o meno».

Dal mercato di gennaio cosa ti aspetti: arriveranno sia il difensore che l’attaccante e Sinisa sarà accontentato? Qual è la priorità? «Ci vogliono due giocatori, se ne arriverà soltanto uno Mihajlovic non sarà accontentato. Riguardo alla priorità circa il ruolo, è difficile… In difesa, visti gli ennesimi infortuni, mi sembrano contati, ma è anche vero che ora ha arruolato Paz: nelle ultime due-tre partite ha fatto bene, quindi merita di essere considerato un giocatore affidabile. In tal caso, se conti Paz, puoi dare la precedenza alla punta, altresì devi darla al centrale. Credo si andrà anche molto dietro alle occasioni che si presenteranno, se ce ne sarà una per il reparto offensivo si partirà da lì o viceversa. Ripeto, servirebbero due innesti, ma non sarà facile e perciò non mi illudo».

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