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In movimento

In movimento

Avrei voluto una rivoluzione, per il momento faccio movimento (Assalti Frontali, ‘In movimento’, 1995) – Domenica, per la seconda volta nell’arco di un girone, il Bologna non è riuscito a segnare nemmeno un gol alla sua avversaria, e così com’era successo a Genova può recriminare di aver anche sbagliato un tiro dagli undici metri. No, non il penalty per la gomitata in pieno viso di Izzo a Santander, peraltro dopo aver toccato il pallone con il pugno. Mica era rigore… La mancata conversione è di Rodrigo Palacio, che al 58′ ha ciabattato il più classico dei rigori in movimento, quello che almeno una volta in carriera hanno mancato tutti quanti, anche i fuoriclasse assoluti.
Certo, sapere ‘El Trenza’ in buona compagnia non consola, perché il suo errore ha di fatto condannato un ottimo Bologna a tornare da Torino senza nemmeno un punto (e se anche fossero stati tre i felsinei non avrebbero rubato niente). Possono risultare parimenti agrodolci le recenti dichiarazioni del coordinatore tecnico Walter Sabatini, che ha comunque voluto decantare le lodi di un campione in moto perpetuo, capace all’alba dei 38 anni di sgattaiolare ancora alle spalle dei difensori e farli ammattire. L’elogio del movimento, arrivato proprio in una giornata in cui ad eccezione del Napoli tutte le squadre di centro classifica sono riuscite a fare anche solo un passettino in avanti, sa di beffa.
Se la bocca si può storcere, però, è perché nel frattempo si è fatta buona. La truppa del comandante Sinisa ha disabituato se stessa e la piazza alla sedentarietà, e ora vuole correre sempre, in campo, in classifica e ai suoi vertici. Proprio così: nonostante la proiezione basata su un girone d’andata particolarissimo dica che i rossoblù potrebbero concludere la stagione a 46 punti, due in più di quelli raccolti l’anno scorso, la società non si è seduta in poltrona e ha già rinforzato la rosa con Dominguez, Barrow e – salvo clamorosi colpi di scena – Ibañez. A questi va poi aggiunto il talentino Vignato, che verrà lasciato altri sei mesi a Verona per giocare con continuità ma resta un rinforzo del Bologna che sarà.
Quella di concludere un campionato ottenendo un punto in più rispetto all’anno precedente sembra un’aspirazione appartenente ad un’era fa: sono passati quattro anni. E se la strada imboccata verrà mantenuta, quanto ci si è mossi da allora non è niente rispetto a quanto ci si muoverà nei prossimi quattro.

Fabio Cassanelli

© Riproduzione Riservata

Foto: Damiano Fiorentini