Bologna a testa alta contro una squadra superiore, ma l'attacco balbetta. Skorupski si sta finalmente affermando, De Silvestri ancora sottotono

BFC a testa alta contro una squadra superiore, ma l’attacco balbetta. Skorupski si sta finalmente affermando, De Silvestri ancora sottotono

Juventus-Bologna 2-0: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri all’Allianz Stadium.

PRO

La prova nel complesso e i primi 20′ della ripresa – Nel bene e nel male, il Bologna ha fatto la sua partita. Non ha mostrato niente di nuovo rispetto ad alcune delle ultime uscite, ma se l’è giocata contro un’avversaria nettamente più forte riuscendo anche a creare due o tre nitide occasioni da gol. I primi venti minuti del secondo tempo sono stati interpretati particolarmente bene, ma proprio in quel frangente la rete è stata subita anziché segnata: per quanto ci si possa spingere a fondo nelle analisi tecniche, il calcio è fatto di due fasi, e se pecchi in entrambe alla fine è probabile che tu perda. Il match ci lascia comunque sensazioni positive, perché il BFC è rimasto in partita fino alla fine e sarebbe stato difficile fare meglio contro una squadra che sta vivendo un momento molto positivo, e forse sta iniziando a trovare la quadra dopo alcuni mesi di adattamento al nuovo allenatore.

La continuità di Skorupski e Tomiyasu e il buon impatto di Soumaoro – Non mi nascondo, ho criticato varie volte Skorupski perché ritengo abbia caratteristiche non troppo adatte al calcio moderno, ma proprio per questo sottolineo con ancora più piacere come ieri la sua grandissima prestazione di ieri. E non è la prima volta. Ora sta trovando la continuità che gli mancava, perché già prima dell’infortunio aveva offerto un paio di buone prove e da quando è tornato ha sempre fatto bene. Come al solito mi trovo poi ad elogiare Tomiyasu, che cresce di settimana in settimana, ma voglio spendere due parole anche per il nuovo acquisto Soumaoro: non è semplice esordire in un contesto del genere, lui lo ha fatto bene e ci ha già mostrato che tipo di giocatore è. Abbina la sua forza ad un fisico notevole e ad un’ottima tecnica, e la sua presenza potrebbe permetterci di tornare a giocare in campo aperto, come facevamo nei primi tempi con Sinisa.

L’arbitraggio imparziale – Per una volta l’arbitraggio è stato positivo, al netto di qualche sbavatura che però non ha inciso sul risultato. Tanti colleghi di Sacchi, ad esempio, non avrebbero esitato a fischiare rigore per la Juventus in occasione del duello tra Cuadrado e Vignato. Ha fischiato poco e gestito la partita molto bene, utilizzando lo stesso metro per entrambe le squadre. Una piacevole sorpresa, viste le tante polemiche che di solito seguono le sfide contro i bianconeri.

CONTRO

Alcuni singoli sottotono – Il centrocampo titolare ha sofferto, lo stesso Dominguez non è entrato bene e si è perso McKennie in occasione del 2-0. Barrow ha faticato a trovare la porta e ha peccato un po’ in termini di grinta, Sansone è stato volenteroso e bravo a mettersi nelle condizioni di risultare incisivo ma ha poi sprecato ogni chance. Gli esterni bassi, infine, hanno faticato entrambi, ma per ragioni piuttosto diverse: Dijks ha dovuto fronteggiare Cuadrado e lo stesso McKennie, mentre De Silvestri ultimamente sta facendo fatica a prescindere dall’avversario, tanto che ieri Mihajlovic l’ha tolto dopo il primo tempo e nella ripresa il Bologna ha sofferto meno su quella fascia. La società lo aveva preso per dare solidità ed esperienza al reparto, ma fin qui non è sempre stato all’altezza del suo curriculum.

I troppi spazi concessi agli avversari – L’attacco juventino non ha dato punti di riferimento alla difesa rossoblù, e questo il Bologna l’ha sofferto. Le incursioni dei centrocampisti, in particolare di McKennie, sono state spesso pericolose, e se non fosse stato per un grande Skorupski avrebbero potuto portare ad un passivo più pesante.

La gestione di Orsolini – Forse è arrivato il momento di far tornare a giocare ad Orsolini tutti i novanta minuti, considerando che è sempre uno dei più pericolosi e che Skov Olsen, quando entra, non riesce quasi mai ad incidere.

Pepè Anaclerio

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