23/03/2026
Giuseppe Anaclerio
I pro e i contro di Pepè

Bologna, al Dall’Ara un ruolino di marcia pesante e fastidioso: esistono anche i pareggi. E forse dopo l’ottavo k.o. in casa è meglio andare subito in doccia

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Bologna-Lazio 0-2: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.

PRO

Il coraggio di Italiano – Sul rigore tornerò ampiamente nei ‘contro’, ma in queste righe voglio riconoscere un merito a Italiano. Avrebbe potuto scegliere di farlo battere a Bernardeschi, sarebbe stata una decisione più comoda che l’avrebbe tenuto più al riparo dalle critiche anche se il ragazzo avesse sbagliato. Ancora una volta il mister ha dimostrato il suo coraggio, è lì per prendere decisioni e spesso si assume la responsabilità dei potenziali rischi.

CONTRO

Il Dall’Ara colabrodo – Tutte queste sconfitte casalinghe iniziano ad essere pesanti. Non stiamo parlando del primo o del secondo scivolone, ma dell’ottavo k.o. patito al Dall’Ara nelle ultime dieci gare. È vero che i ragazzi stanno in parte compensando con uno strepitoso ruolino di marcia in trasferta, ma sarebbe anche ora che capissero che così non va. Passi falsi del genere non fanno bene al morale, quando non si riesce a vincere sarebbe almeno importante provare a pareggiare. C’è evidentemente un problema di tenuta mentale, prova ne è il fatto che la squadra si è squagliata dopo il rigore sbagliato. Di cazzotti il Bologna ne aveva rimediati anche a Roma, ripetuti e dolorosi: perché in quell’occasione ha saputo reagire come se niente fosse successo, mentre ieri è stato sufficiente un errore dal dischetto perché il gruppo perdesse le sue certezze? Cosa scatta nella testa dei giocatori rossoblù, quando sono in casa, che gli fa smarrire coraggio e autostima? Di sicuro è mancata la concentrazione totale che il BFC riesce ad avere solo nelle occasioni di estremo bisogno, e si tratta di un limite importante su cui bisogna lavorare.

Il rigore della discordia – So che la decisione del gruppo di far tirare il rigore a Orsolini è stata contestata. E sono due le cose che mi preme sottolineare a riguardo. La prima è che ‘Orso’ li sa battere molto bene, e gli ultimi due errori non devono farcelo dimenticare. La seconda è che dobbiamo essere onesti e guardarci negli occhi. Era un rigore fondamentale per la stagione del Bologna? No. Ormai è chiaro che i felsinei hanno mancato l’obiettivo di rimanere attaccati fino alla fine al treno per l’Europa, ora l’imperativo è solo non sbracare. Se quel penalty avesse avuto un altro peso, forse l’avrebbe veramente calciato Bernardeschi. Poiché l’importanza era relativa, per me è stato giusto cercare di fare tornare il sorriso a Orsolini. Peccato ‘solo’ che non abbia funzionato.

Le critiche ai cambi – Non comprendo i tanti mugugni relativamente ai cambi effettuati dal mister. Al 70′ è normale farli, e qui di insostituibili a parte forse Lucumí non ne esistono. Ricordo solo una cosa: non sono certo i subentrati ad aver fatto perdere il Bologna ieri, mentre sono stati proprio due cambi azzeccati a decidere la trasferta di Roma in Europa League.

Il rito del giro di campo – Vedere la squadra che a fine partita va a salutare il pubblico anche dopo una sconfitta, l’ennesima, sta diventando surreale. Ieri abbiamo anche assistito ad un bel momento, con De Silvestri che da vero uomo spogliatoio ha portato Orsolini sotto la curva, ma forse arrivati all’ottava sconfitta interna la squadra avrebbe potuto fare un po’ di autocritica e andare direttamente sotto la doccia, mostrando la consapevolezza che il giro di campo e l’affetto del pubblico (così come le note di Lucio Dalla) bisogna meritarseli.

Pepè Anaclerio

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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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