Bologna bello, compatto e finalmente continuo, unico neo non averla chiusa. Partitona di Svanberg e Dominguez, Arnautovic leader generoso

Bologna bello, compatto e finalmente continuo, unico neo non averla chiusa. Partitona di Svanberg e Dominguez, Arnautovic leader generoso

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Sampdoria-Bologna 1-2: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Ferraris.

PRO

Il successo a tutto tondo – Gran bella vittoria, da squadra matura e consapevole. L’ho già sottolineato varie volte: con questo modulo la squadra ha un’identità, i calciatori ci credono e il risultato lo si ammira in campo. In questa partita abbiamo ammirato il ‘pacchetto calcio’ al gran completo, fatto di sprazzi di qualità ma anche di momenti di battaglia. Il Bologna ha vinto meritatamente un match reso nervoso dall’atteggiamento della Sampdoria, e lo ha fatto con un gol del suo giocatore più forte.

La leadership generosa di Arnautovic – Tutti i rossoblù sono andati ben oltre la sufficienza, in primis nomino Svanberg e Dominguez perché hanno fatto davvero una partitona e non è la prima volta. Arnautovic continua a segnare e ciò ovviamente non guasta, ma quello che ammiro di più del suo modo di giocare è lo spirito di sacrificio: l’austriaco ha un’indole altruista, a volte anche troppo, perché magari anziché andare al tiro cerca l’assist per il compagno. In generale si possa già affermare che il suo sia stato uno degli acquisti più azzeccati degli ultimi anni.

I segnali positivi da Soriano – Soriano ha fatto molto meglio rispetto alle scorse uscite: è l’elemento che ha sofferto maggiormente il cambio di modulo e adesso ricopre una posizione più lontana dalla porta, ma sono sicuro che col tempo tornerà ad essere il giocatore decisivo che abbiamo conosciuto. Dovendo venire a prendersi il pallone in zona arretrata per aiutare Soumaoro, che a differenza di Theate fatica un po’ in fase di palleggio, rimane più distante dall’area avversaria e deve fare più lavoro sporco, ma confido che via via tornerà ad inserirsi con continuità e ritroverà il gol, ieri negatogli da un incredibile salvataggio di Yoshida.

L’ambiente compatto e sereno – Non voglio certo dire che andare a mangiare tutti insieme sia propedeutico ad una vittoria, ma la cena con squadra e staff che Mihajlovic ha organizzato a metà settimana è indicativa della voglia che ha questo gruppo di rimanere unito anche fuori dal campo: è un buon segno, e i risultati si vedono.

La sorprendente continuità – Di solito, nei momenti di tranquillità, il Bologna alza il piede dall’acceleratore e tende a ‘sedersi’ sui risultati acquisiti. Ieri a Marassi sarebbe potuta succedere la stessa cosa, a maggior ragione perché di fronte c’era una Sampdoria che aveva molto più bisogno dei rossoblù di fare punti, e invece i ragazzi di Sinisa hanno dato una gran bella risposta.

L’equilibrio che non esclude il divertimento – Il dibattito di queste ultime settimane è stato: meglio il Bologna spettacolare del primo Sinisa o questo? Io non vedo una distinzione così netta, perché l’assetto odierno non è soltanto pratico ma lascia spazio anche alle giocate di fino dagli interpreti con più qualità, e in ogni caso porta dividendi, elemento che finora nella gestione Mihajlovic era talvolta mancato.

CONTRO

Il gol evitabile – In ogni rete incassata c’è una parte di responsabilità della squadra che la subisce, e ieri nello specifico Dominguez si è perso Thorsby, Soumaoro avrebbe potuto chiudere meglio sulla sponda aerea di Yoshida e Skorupski (comunque autore di un’ottima gara) fare la voce più grossa nella sua area piccola.

Il punteggio lasciato in bilico – Come ha detto Mihajlovic nelle interviste post partita, l’unica vera pecca da parte della sua squadra è stata quella di non aver messo prima al sicuro il risultato. Una pecca non da poco, perché non vincere oggi dopo una prestazione del genere sarebbe stato un delitto.

Le ripartenze con poco seguito – Il Bologna riparte bene quando recupera il pallone, ma ancora pochi uomini accompagnano l’azione e vanno poi a riempire l’area avversaria. Dipende anche dalle caratteristiche degli interpreti, specie degli esterni (che possono essere più difensivi come De Silvestri e Hickey o più offensivi come Skov Olsen), e dal fatto che i giocatori devono ancora prendere piena confidenza col nuovo modulo, ma è un aspetto senza dubbio migliorabile su cui lavorare.

Pepè Anaclerio

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