Bologna-Udinese 1-0: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.
PRO
Il Dall’Ara ‘espugnato’ – Da qualche giorno splende il sole su Bologna, e ieri ha ripreso a farlo anche sul Dall’Ara, malgrado fosse notte. Vittoria vitale, quella ottenuta contro l’Udinese. E non tanto per la classifica, perché voglio essere onesto: credo che a fine anno la posizione dei rossoblù rimarrà grossomodo invariata. Vincere al Dall’ara, però, era fondamentale. Da troppo tempo si usciva dallo stadio a testa bassa, e il trend doveva essere invertito. Questo è un successo che fa bene a tutto l’ambiente, e se anche giovedì le cose andranno come devono penso che si potrà definitivamente dire che il peggio è alle spalle.
La discesa in battaglia – L’Udinese è una squadra fisica e ‘sporca’, il Bologna è stato bravo ad accettare le condizioni imposte da un avversari con tali caratteristiche e ha lottato su ogni pallone. Tutti i giocatori hanno fatto una corsa in più per il loro compagno, si sono sacrificati, e infine hanno ritrovato l’umiltà necessaria a difendere il risultato una volta acquisito il vantaggio.
Le soluzioni adottate da Italiano – I problemi hanno cominciato ad essere risolti nel momento in cui si è ammesso che c’erano. Penso a Italiano, che ad un certo punto si è reso conto che erano necessari dei correttivi ed è corso ai ripari modificando la veste tattica della squadra, rendendola meno spregiudicata e più accorta. Penso anche a noi osservatori, che per diverso tempo abbiamo pensato che il Bologna non stesse effettivamente attraversando una vera e propria crisi: un crollo come quello cui abbiamo assistito non era preventivabile, e probabilmente abbiamo reagito tutti in ritardo.
I trascinatori – Sono arrivati alcuni accorgimenti, certo, poi però c’è il valore dei calciatori. È tornato Lucumí, che cambia volto alla squadra. Bernardeschi è in grandissima forma e ne stiamo scoprendo anche le doti da leader, mentre Rowe ora è sempre applicato e presente. Ma il migliore al momento è Castro. Il ragazzo ad appena 22 anni si è caricato un’intera squadra sulle spalle e la sta trascinando a suon di gol e prestazioni: ieri non ha segnato, ma il rigore decisivo se l’è conquistato lui difendendo un pallone con la solita grinta. Aspetti come le buone prove generali, la porta che resta inviolata e infine le vittorie non si verificano per caso, ma sono conseguenze a cascata di affermazioni individuali di questo tipo.
CONTRO
Alcune ‘guarigioni’ non completate – Freuler continua ad essere lontano parente della sua miglior versione, e lo stesso penso si possa dire di Skorupski. Poi c’è Orsolini, che ha trainato la squadra per la prima parte della stagione e ora è in netta flessione. Non tutto è risolto, insomma, ci sono ancora dei singoli che devono ritrovarsi.
Pepè Anaclerio
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



