I soliti pregi e difetti di una squadra e del suo allenatore. Soumaoro di un altro livello, perché Vignato è rimasto a guardare?

I soliti pregi e difetti di una squadra e del suo allenatore. Soumaoro di un altro livello, perché Vignato è rimasto a guardare?

Roma-Bologna 1-0: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri all’Olimpico.

PRO

L’assetto tattico e l’atteggiamento nel primo tempo – Il primo tempo è stato ottimo, il Bologna ha messo sotto la Roma in casa sua approcciando la gara con la giusta mentalità e con un assetto tattico che ha sorpreso Fonseca e i suoi ragazzi. In fase di possesso i rossoblù si sono schierati a tre dietro, con De Silvestri, Danilo e Soumaoro centrali che si accoppiavano con Pedro, Borja Mayoral e Carles Perez. Skov Olsen e Dijks agivano da esterni esterni, Schouten e Svanberg stazionavano a centrocampo e davanti Soriano, Barrow e Palacio si muovevano tanto e davano vita a un 3-4-1-2 che talvolta diventava 3-4-3. Con palla agli avversari, invece, la squadra si schiacciava in un 5-4-1. Questa disposizione ha permesso al BFC di proporre un ottimo calcio e di creare una manciata di occasioni lampanti, che avrebbero dovuto mandarlo al riposo in vantaggio di almeno due gol.

La buona prova generale e quella super di Soumaoro – La sconfitta incide sulle pagelle, ma in generale c’è da essere orgogliosi per la prestazione della squadra su un campo complicato. Su tutti, però, si è distinto Soumaoro, che ha disputato l’ennesima grande partita ed è sembrato un giocatore di livello superiore.

CONTRO

I soliti limiti – Se all’intervallo sei sotto per aver regalato un gol e averne sbagliati alcuni clamorosi, non sei sfortunato, significa che hai dei limiti. La sconfitta di ieri è figlia di limiti strutturali che con l’Inter, ad esempio, non si erano visti. E infatti la scorsa settimana scrissi che, per quanto dolorosa, la sconfitta contro i nerazzurri non mi aveva lasciato la solita amarezza, perché avevo visto il Bologna giocarsela al meglio delle sue potenzialità al cospetto di una corazzata. I punti persi ieri all’Olimpico, invece, fanno rosicare parecchio.

Il calo d’intensità nella ripresa – Se è vero che la Roma nel secondo tempo ha preso le misure ai rossoblù e ha anche inserito giocatori di alto livello, che hanno fatto cambiare passo alla squadra, è altrettanto vero che il Bologna è calato di ritmo in maniera evidente, non dando seguito ai primi ottimi 45 minuti e permettendo agli avversari una facile gestione del risultato.

Gli errori di Danilo e (forse) quello di Skorupski – Danilo si è reso protagonista di una partita abbastanza negativa, perché prima ha fallito un’occasione da gol clamorosa e poi ha spalancato la porta a Borja Mayoral. La sua prestazione difensiva apre degli interrogativi: così com’era successo a Napoli contro Osimhen, non è riuscito a contenere l’avversario nell’uno contro uno in campo aperto, quindi viene da chiedersi se sia il giocatore giusto per il tipo di calcio che vuole proporre Sinisa. E rivedendo più volte le immagini della rete incassata, nemmeno Skorupski sembra esente da colpe: esce dall’area nel tentativo di rimediare all’errore del compagno, ma di fatto permette a Mayoral di segnare a porta vuota. Forse, se fosse rimasto fermo, Soumaoro o De Silvestri avrebbero potuto tamponare l’attaccante spagnolo, e la stessa presenza del polacco tra i pali avrebbe potuto complicargli la vita.

I dubbi sul futuro di Mihajlovic – Nel post partita, più che della sconfitta, si è finito per parlare del futuro di Sinisa: questo avviene perché ogni volta che la stampa gli rivolge una domanda in merito, lui non rilascia mai una dichiarazione anche di facciata con cui sottolineare la presenza di un contratto che lo lega al Bologna per altri due anni, ma lascia la porta aperta a chissà quali altre possibilità. Personalmente trovo che questo atteggiamento sia irrispettoso della piazza e dannoso per la squadra.

La mancata autocritica di Sinisa – Per restare in tema, ritengo controproducente la tendenza di Mihajlovic a esternare ogni malcontento. Ieri non si è risparmiato nemmeno sull’annosa questione della mancanza di un attaccante da doppia cifra, come sempre accade dopo una sconfitta. Certo, un centravanti con caratteristiche diverse rispetto a quelle di Palacio e Barrow farebbe comodo a questa squadra, ma un bomber da solo non assicura nulla, e il Crotone ne sa qualcosa. Non va bene che dopo una vittoria si esalti la cooperativa del gol rossoblù, e quindi la capacità dell’allenatore di mettere diversi giocatori nella condizione di segnare, e dopo ogni k.o. ci si appelli alle carenze strutturali della rosa, è troppo comodo. Sarebbe bello che il mister, nelle sue conferenze post gara, facesse analisi più tecnico-tattiche e meno dettate dall’adrenalina del momento, e che desse spiegazioni anziché polemizzare. Inizio io con una domanda: perché spesso i nostri difensori si trovano senza copertura e sono costretti ad ingaggiare dei rischiosi uno contro uno? Sinisa dovrebbe iniziare a rispondere di questo, perché non può essere che quando si vince è merito suo e quando si perde significa che il Bologna non avrebbe potuto fare niente di meglio.

La scelta di non inserire Vignato – Alla vigilia del match, Mihajlovic aveva dichiarato di non capacitarsi di come Vignato non venga convocato dall’Italia Under 21. Effettivamente il talento classe 2001 si mette in luce ogni volta che scende in campo col Bologna, eppure ieri, quando Sinisa ha schierato quasi tutti i giocatori offensivi a sua disposizione, proprio lui è rimasto a sedere. Trovo questa scelta perlomeno incoerente rispetto a quanto espresso a parole dal serbo.

Pepè Anaclerio

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