Inter-Bologna 3-1: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Meazza.
PRO
La prova di Ravaglia – Mi ripeto dicendo che, se il Bologna ha un problema, di sicuro non è in porta, viste le capacità di Skorupski e Ravaglia e pure quelle di Pessina, un ragazzo dal grande futuro. Ieri Ravaglia, ahinoi bombardato di tiri, si è letteralmente esaltato e ha evitato un passivo ben peggiore, cancellando subito l’errore commesso contro il Sassuolo e confermandosi un validissimo secondo: in assenza del titolare, fin qui sono state molte di più le cose positive fatte da ‘Fede’ rispetto alle incertezze.
Il rientro di Freuler – Bellissima notizia aver rivisto in campo Freuler, specie perché l’unico giocatore in grado di sostituirlo per qualità e leadership, ovvero Ferguson, è in forte affanno. Essendosi trattato di un infortunio traumatico alla spalla e non muscolare alle gambe, credo che nel periodo di stop forzato Remo abbia potuto lavorare al fine di mantenere una buona condizione atletica, quindi sono convinto che anche per quella che è la sua struttura farà presto a riacquisire un buon minutaggio.
Il gol di Castro – Una rete inutile per il risultato, quella trovata da Castro, ma importante per il ragazzo, che in generale non segnava da un mese e in campionato da due. Segnare, per un centravanti, è sempre una bella iniezione di fiducia, adesso speriamo che il ragazzo riesca a trovare continuità in termini realizzativi.
CONTRO
La prestazione disarmante – Riguardo alla prova offerta ieri sera dal Bologna è sufficiente ascoltare il commento di Italiano, sempre molto onesto, che ha parlato di «non prestazione». Certo di fronte c’era un’Inter famelica e nella sua miglior versione, la stessa che qualche settimana fa aveva rifilato 4 gol al Como, ma partite del genere lasciano sempre un po’ così perché non ci siamo più abituati. A Vigo, sempre per riprendere le dichiarazioni del mister, eri stato perfetto, e ora non puoi essere diventato davvero ciò che purtroppo abbiamo visto al Meazza.
Il disfattismo che già serpeggia – Il giochino di guardare ogni secondo la classifica e basarsi solo su di essa non mi piace: quarto posto e siamo da scudetto, settimo posto e arriveremo decimi. Il Bologna è lì dove deve essere, è lì dove si è guadagnato di essere compiendo quel salto di qualità a lungo auspicato e invocato: ogni anno i rossoblù lottano per qualcosa e ora stanno semplicemente attraversando una fase difficoltosa, forse acuita dalla delusione per la sconfitta in finale di Supercoppa. Una fase che comunque prima o dopo capita a tutte le squadre, anche a quelle che hanno più risorse. Occorre equilibrio nei giudizi e nei ragionamenti, con la consapevolezza di essere ancora in corsa per tutto ma anche che non è affatto scontato concludere ogni stagione in festa.
Pepè Anaclerio
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