Più equilibrio e solidità col nuovo assetto, ora va ritrovata la verve offensiva. Bene i mediani e Dijks, in affanno De Silvestri e Palacio

Più equilibrio e solidità col nuovo assetto, ora va ritrovata la verve offensiva. Bene i mediani e Dijks, in affanno De Silvestri e Palacio

Fiorentina-Bologna 0-0: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Franchi.

PRO

L’assetto tattico più solido – Il primo Bologna di Sinisa è stato spettacolare e quindi molto divertente, ma io apprezzo anche questo. La squadra era arrivata ad un punto in cui, non avendo una condizione eccellente, non riusciva a sopportare certi ritmi, così alla fine vincevano spesso gli altri. Ieri la Fiorentina ha iniziato e finito bene, ma in mezzo c’è stato tanto Bologna. Ora la squadra è solida, gioca in maniera un po’ diversa e soffre meno. Mi è piaciuto molto come i rossoblù hanno dato avvio alle azioni (con Da Costa chiamato sempre in causa), schierandosi a tre dietro e alzando molto Dijks: la Fiorentina aveva in Vlahovic l’unico vero attaccante e non avrebbe avuto senso tenere bloccati quattro difensori per contrastare una sola punta. In fase di possesso mi è sembrato di vedere un 3-4-2-1, con Orsolini che faceva il quarto a destra e Soriano e Barrow dietro a Palacio, mentre in fase difensiva un 4-4-1-1, un assetto quindi più stretto contro cui le avversarie faticano.

Le conferme dei giovani e la rinascita di Dijks – A Firenze abbiamo potuto ammirare all’opera due mediani di grande qualità ma anche sostanza come Schouten e Dominguez, senza dimenticare che nel medesimo ruolo abbiamo un altro talento come Svanberg. Anche Orsolini ha fatto bene, senza particolari guizzi ma attraverso una prestazione pulita e concreta, ribadendo per l’ennesima volta il suo peso all’interno della formazione titolare. Infine, ieri ho rivisto in Dijks tracce del giocatore che abbiamo ammirato nella sua prima stagione italiana: Hickey non lo aveva fatto troppo rimpiangere ma ‘il Trattore’ serve come il pane a questo Bologna, quindi mi auguro che la sua sia una ripresa definitiva.

L’affidabilità di Paz – Ancora una volta Paz si è fatto trovare pronto, giocando bene per un tempo intero contro un giocatore di talento e forza fisica come Vlahovic. Il colosso di Buenos Aires ha dato seguito a quanto di buono fatto non solo nell’ultima partita contro l’Atalanta, ma anche a La Spezia, dimostrando che su di lui si può contare e che forse alcuni giudizi nei suoi confronti erano stati fin troppo severi.

La logica del progetto – La Fiorentina ha una squadra da fantacalcio, nomi noti e stuzzicanti che tuttavia non compongono un insieme armonico. Il Bologna, al contrario, investe su giocatori talvolta sconosciuti al grande pubblico ma coerenti con il progetto e con l’idea di calcio del proprio allenatore. La strada intrapresa dai viola potrà essere anche invidiata da qualcuno in quanto più immediata, almeno sulla carta, ma io credo sia migliore quella che stanno percorrendo i rossoblù, e lo stesso Mihajlovic pare se ne stia rendendo sempre più conto.

CONTRO

Il palleggio autoritario ma troppo lento – I rossoblù hanno tenuto molto il possesso e girato il pallone più di quanto non facessero in passato, tutto sommato ai punti avrebbero meritato la vittoria ma il ritmo tenuto è stato fin troppo lento, e alla fine il pareggio è un risultato che ci sta. La Fiorentina veniva da un fantastico quanto strano 0-3 a Torino contro la Juventus, ma si basa quasi esclusivamente sulle fiammate dei singoli. Il Bologna è molto più squadra e lo ha dimostrato con la qualità del suo palleggio, al quale però è mancata la rapidità necessaria, tanto che i viola facevano sempre in tempo a risistemarsi in difesa e i ragazzi di Sinisa non sono riusciti a trovare lo spiraglio giusto per colpirli.

La scarsa pericolosità offensiva – Discorso ovviamente collegato al precedente. Grazie ad alcune migliorie tattiche, il Bologna viene da quattro pareggi consecutivi e ha guadagnato qualcosa in termini di difesa della propria porta, ma ha anche perso a livello di pericolosità offensiva. Ben venga il secondo clean sheet in campionato, ma va ancora trovato un equilibrio che permetta alla squadra di essere compatta dietro senza che questo si accompagni alla sterilità davanti.

La stanchezza di Palacio e De Silvestri – Le uniche grosse chance della partita le ha avute sul destro Palacio, che in entrambi i casi si è fatto murare da Dragowski, dimostrando poca freddezza a tu per tu col portiere. Sto vedendo Rodrigo particolarmente stanco, generoso e intelligente come al solito ma bisognoso di rifiatare. Lo stesso De Silvestri mi è parso molto in difficoltà, si è fatto ammonire quasi subito dopo aver perso una palla pericolosa e non è apparso al top fisicamente, anche prima del risentimento muscolare. Non a caso, finché è stato in campo, le cose migliori della Fiorentina sono arrivate dalla loro corsia mancina, grazie alle sortite di Castrovilli e Ribery.

Pepè Anaclerio

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