Successo di carattere e personalità, alla Sinisa. Uniche pecche gli errori banali a centrocampo e i gol che si continuano a subire

Successo di carattere e personalità, alla Sinisa. Uniche pecche gli errori banali a centrocampo e i gol che si continuano a subire

Bologna-Cagliari 3-2: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.

PRO

Il carattere e la fedeltà ai principi di gioco – Quella di ieri sera è stata davvero una grande vittoria, sia perché è arrivata tramite i principi tanto cari a Mihajlovic, sia per il peso psicologico di questi tre punti. La stagione è ancora all’inizio, ma il momento era già delicato, e i ragazzi hanno saputo reagire da squadra vera, con personalità. Eravamo reduci da un periodo complicato, se il gruppo non avesse avuto carattere avrebbe rischiato di crollare dopo il secondo gol del Cagliari, invece ha trovato una splendida reazione. Il Bologna ha saputo soffrire e anche cambiare pelle: a tal proposito, bravo Sinisa a capire quali erano i correttivi da applicare a gara in corso. Già nella partita contro la Lazio i rossoblù avevano modificato qualcosa, adesso siamo sempre belli da vedere ma concediamo meno in difesa: può sembrare un paradosso, visti i tanti gol che subiamo, ma in termini di occasioni nitide è così.

Mihajlovic che fa… Mihajlovic – Mihajlovic sta riprendendo a fare la differenza in positivo. È il valore aggiunto di questo progetto, e man mano sta tornando ad essere totalmente focalizzato sulla realtà del Bologna, dopo un periodo a dir poco complesso tra leucemia, lockdown e COVID. Ieri si è addirittura snaturato perché, se avesse dovuto dar retta alla sua filosofia, quando ha fatto uscire Svanberg e Palacio avrebbe messo Vignato al posto dell’argentino, e non Denswil. Sinisa è un allenatore competente e intelligente e un uomo che non ha paura di esporre le sue idee, anche su ciò che non attiene necessariamente al mondo del calcio. All’inizio, siccome vinceva, gli veniva concesso di dire qualunque cosa, mentre durante il recente periodo di difficoltà ha ricevuto critiche dopo ogni singola uscita. Un anno fa è stato un esempio per tutti anche dal punto di vista della comunicazione, adesso non può essere considerato un fesso che farebbe meglio a parlare solo di pallone.

Le conferme importanti dai singoli – Barrow ha ovviamente svettato sugli altri, ma lo stesso Soriano ha ribadito di essere una pedina fondamentale. Hickey, nonostante la giovanissima carta d’identità, si sta rivelando un ottimo acquisto, e poi c’è Palacio, sempre determinante non solo per la classe ma soprattutto per lo spirito di sacrificio in entrambe le metà campo.

La solidità della rosa – Abbiamo battuto con merito una squadra che a fine anno avrà una posizione di classifica simile alla nostra, ma che in termini di singoli (ad esempio Cragno, Godin, Nandez, Joao Pedro e Simeone) ci è probabilmente superiore, e lo abbiamo fatto nonostante sette assenze pesanti.

CONTRO

La porta costantemente violata – La prima nota stonata è sempre la solita: il Bologna domina, ma non appena gli avversari si affacciano nella sua area rischia di prendere gol. La permeabilità è frutto dell’idea di calcio di Sinisa, che dietro espone i suoi giocatori a dei continui uno contro uno e per il quale conta segnare una rete più degli avversari. Gettare la croce addosso ai singoli (vedi Tomiyasu), dunque, è un errore: non sono dei fuoriclasse, ma restano dei buoni giocatori che in alcuni casi devono incamerare a pieno la mentalità del mister.

I troppi errori banali nella metà campo difensiva – Anche ieri tanti palloni persi nella metà campo rossoblù, soprattutto con Orsolini e Barrow, che sanno essere determinanti sulla trequarti altrui ma meno calpestano la loro e meglio è per la squadra. Il vantaggio del Cagliari nasce proprio da un appoggio sbagliato in maniera sanguinosa da ‘Orso’, anche se poi vanno riconosciuti i giusto meriti agli avversari e a Joao Pedro, sul cui gol Tomiyasu non ha nessuna colpa.

Il metro arbitrale e la gestione del VAR – La lista degli episodi in cui non è stata chiara la modalità di utilizzo del VAR è ormai lunga, e ieri ci ha messo del suo anche l’arbitro. Nei minuti finali è normale che la squadra in vantaggio, con un po’ di malizia, cerchi di perdere del tempo, ma non per questo devono essere aggiunti dei minuti pieni di recupero oltre a quelli già stabiliti, salvo atteggiamenti davvero plateali che però da parte dei rossoblù non ci sono stati.

Pepè Anaclerio

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