Vittoria da grande squadra, la solidità del collettivo ha permesso ai singoli di esaltarsi. Peccato per il poco equilibrio della piazza

Vittoria da grande squadra, la solidità del collettivo ha permesso ai singoli di esaltarsi. Peccato per il poco equilibrio della piazza

Bologna-Parma 4-1: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.

PRO

La solidità della squadra La cosa più positiva, ad eccezione dei primi cinque minuti, è che con palla agli altri il Bologna ha giocato da squadra, e il simbolo della prestazione di ieri può essere individuato in Barrow. Sì, proprio lui, criticato per qualche palla persa di troppo e per la scarsa incisività in fase conclusiva, si è sacrificato e ha dato una grossa mano ad Hickey, guardandogli le spalle e consentendogli di spingere a piacimento. Insomma, ha fatto tanto lavoro sporco, giocando più per la squadra che per se stesso. In tal senso, bene anche Skov Olsen sulla corsia opposta, con più possibilità di farsi vedere – con classe – davanti per via della maggiore copertura garantita da De Silvestri. È apparso evidente come Mihajlovic abbia lavorato sulla solidità, affiancando Poli a Schouten e disegnando un Bologna molto equilibrato: se alla base della prestazione c’è la compattezza del collettivo, allora i singoli riescono a dare il meglio di sé e ad esaltarsi.

L’esordio di Hickey Sembrava che non dovesse neanche giocare, invece il ragazzino scozzese ha vissuto e ci ha regalato un debutto sorprendente. È vero, a Sinisa piace rischiare e lo ha anche dichiarato, ma evidentemente in lui ha visto subito qualcosa di speciale e ha capito che poteva reggere bene l’urto della Serie A. Ottima scelta, sua e della società.

Tomiyasu Nessun dubbio sulle sue qualità, già  una settimana fa contro il Milan era stato autore di un’ottima prova, messa meno in risalto a causa della sconfitta. Concentrazione, tempismo, personalità, capacità di giocare con entrambi i piedi e impostare bene l’azione. In sintesi: padronanza del ruolo. Cercavamo il centrale di spessore, eccolo qui.

Soriano e Schouten Non ci sarebbe nemmeno bisogno di citarli, visto il modo in cui hanno spadroneggiato in campo. Soriano a dir poco strepitoso, da Nazionale, Schouten quasi imbarazzante per la maestria con cui si è mosso e ha agito sia in interdizione che in impostazione.

La saggezza di Palacio – Rodrigo sugli scudi non solo per l’ennesima prestazione da applausi e il bellissimo gol, ma anche e soprattutto per quanto dichiarato dopo il fischio finale: «Abbiamo fatto sembrare semplice la vittoria, ma non era così». Alzi la mano chi, dopo i primi cinque minuti, avrebbe pronosticato un match agevole. Forse certe partite possono apparire facili agli occhi di chi non ha mai giocato a pallone, ma devi essere bravo tu a indirizzarle in un certo modo e a portarle in fondo senza particolari patemi, e ieri i felsinei hanno disputato davvero una grande gara, come non si vedeva da un po’ di tempo.

CONTRO

L’errore di Skorupski ‒ Detto di un Barrow diligente ma un po’ impreciso, e in attesa che anche De Silvestri ritrovi lo smalto dei giorni migliori (ma è comprensibile, essendosi aggregato in ritardo alla squadra), l’unico errore da matita blu è stato il brutto rinvio di Skorupski da cui è nato il gol ducale di Hernani, che a venti minuti dalla fine poteva riaprire l’incontro. Un episodio, ma è ormai evidente come il gioco di piede e il fraseggio coi compagni non siano troppo nelle corde del portiere polacco, comunque autore di una parata fondamentale su Brugman in avvio.

Il poco equilibrio della piazza – Sotto le Due Torri va di moda vedere tutto nero e gridare alla Serie B quando il Bologna perde, anche contro una big come il Milan, e affermare che gli altri sono scarsi quando il Bologna vince. Certo, il Parma sta attraversando una profonda fase di cambiamento e avrà bisogno di tempo, rientri dall’infermeria e qualche innesto per ‘reggere’ il calcio di Liverani, ma dai commenti che si leggono e ascoltano in queste ore sembra che ieri tra i gialloblù non ci fossero neanche i vari Gervinho, Karamoh, Kucka, Darmian e Bruno Alves, bensì Anaclerio con la pancia. Magari il d.s. Bigon non avrà le capacità comunicative del d.t. Sabatini, ma la scorsa settimana è stato massacrato dopo aver espresso dei concetti sacrosanti circa il lavoro coraggioso e straordinario, non comune, che la società sta facendo coi giovani. E ieri, sul campo, si è visto chiaramente quale potrà essere il potenziale della squadra se i tanti ragazzi presenti in rosa troveranno continuità. Dunque il Bologna si è rinforzato? Certo, perché ha inserito nella formazione titolare un terzino affidabile come De Silvestri e così facendo può sfruttare Tomiyasu da centrale, e ha messo alle spalle di Dijks un 2002 che costringerà l’olandese ad alzare il livello delle sue prestazioni per non perdere il posto, senza contare che lo stesso Vignato può rappresentare una bella mina vagante nel reparto offensivo. Il talento dei giovani rossoblù è sotto gli occhi di tutti, adesso dovrà essere bravo e coraggioso l’allenatore a dar loro fiducia, farli crescere e nel contempo trovare i giusti equilibri: Mihajlovic è l’uomo giusto, non solo a parole («questa è una motivazione in più anche per me») ma soprattutto coi fatti, come peraltro già dimostrato in passato.

Pepè Anaclerio

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