Sempre e Comunque
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BIeri-Oggi-Domani con il Bologna FC 1909. Mercoledì 3 gennaio alle 20 presso il Centro Civico di Osteria Grande

We are one

Quattro ceffoni all’Udinese e torna il sereno.
Basta davvero poco per trasformare il rientro alla macchina dal Dall’Ara da scalata al Monte Fato tra i lapilli di Mordor in una passeggiata nella Contea tra uccellini che cantano.
Il cuore viene rischiarato non solamente dai quattro gol, che fanno sempre piacere, ma soprattutto dall’aver visto i rossoblu pressare gli avversari su ogni pallone, anche sul tre a zero.
È lì che nasce l’ammmore.
Dopo l’analoga boccata d’aria contro il Chievo ci avevo creduto, avevo creduto che questo campionato balordo potesse, se non proprio riscattarsi, almeno gettare le basi di ritrovato entusiasmo per il prossimo giro di valzer in Serie A.
Invece la prestazione di Firenze e quella con la Roma hanno rispolverato la bile di chi non riesce a farsi una ragione non della maggiore forza degli avversari, ma della mollezza spirituale della propria squadra.
Uno dei mantra da quando Pescara, Palermo e Crotone hanno deciso di suicidarsi è: tanto non conta più nulla. Chi se ne frega se Dzemaili parte, non conta più nulla. È normale sbracare con la Roma, non conta più nulla. È dura avere motivazioni, non conta più nulla.
Poi però sbatti quattro pere in faccia ai friulani e ti senti come Fonzie quando fa ripartire il jukebox.
Forse allora contava qualcosa, forse allora il segreto della felicità non sta bell’Amaro Benedettino ma nel fare bene quello che stai facendo, dando il massimo e divertendoti.
Gli errori di questa stagione, in primis aver fissato un obiettivo risibile per essere certi di centrarlo (a cascata è arrivato tutto il resto) non possono essere lavati come una macchia sul divano, ma giocando come domenica scorsa queste ultime quattro partite ci si può lasciare con l’animo leggero per ritrovarsi col sorriso in estate in vista di una nuova avventura che non potrà essere la replica di questi ultimi due anni.
Al terzo anno di Serie A non sei una neopromossa, i tuoi giovani non sono inesperti, la dirigenza neppure e gli alibi dei 40 punti cadono ad effetto domino.
Se davvero vogliamo il “We are one” bisogna smetterla con i ritornelli “un punto in più o una posizione in più dello scorso anno” e prendere atto che perdere una partita su due, Dall’Ara compreso, non può essere un obiettivo serio per il Bologna. Non è giustificato dalle risorse messe in campo, dal numero di spettatori, dal monte ingaggi, dal costo dei biglietti, da niente.
Il giudizio su questo campionato non passerà da un pareggio in più o in meno rispetto al 2016, eppure la grande fortuna del calcio è che un finale di campionato aggressivo lascerebbe un morale alto e una rinnovata voglia di BFC.
Le stesse esagerazioni di quando le cose vanno male sono riproposte in chiave positiva dopo due partite buone. La memoria corta aiuta trasforma tutto sulla base di quello che è il trend del momento.
Quindi forza dai, andiamo ad Empoli a resuscitare il Crotone perché non è vero che non conta nulla, anzi, la partita che stai giocando è tutto quello che hai.

Forza Bologna, sempre.

Bente

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