Ceferin e la UEFA: fuori dal mondo

Ceferin e la UEFA: fuori dal mondo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha definito il COVID-19 una pandemia.
La positività di Daniele Rugani e Manolo Gabbiadini in Serie A, quella di Timo Hubers in Bundesliga, probabilmente quella di tre giocatori del Leicester in Premier League.
Inter, Juventus e Real Madrid in quarantena, giusto per citare tre club piuttosto ‘pesanti’ a livello mondiale.
I campionati già sospesi in Italia e Spagna, verso il blocco in Portogallo, sempre più traballanti in Francia, Germania e persino Gran Bretagna.
L’esempio del basket, con Eurolega e soprattutto NBA rapidissime nell’abbassare la serranda.
Ma no, non è abbastanza, Aleksander Ceferin fa orecchie da mercante e tira dritto per la sua strada.
La Champions e l’Europa League vanno avanti, tra un rinvio e l’altro, con calciatori che non possono stringersi la mano ma aggrovigliarsi in campo sì, con tifosi ignari assembrati in migliaia dentro gli stadi e altri, irresponsabili (per non dire idioti), al di fuori.
Dev’essere un irriducibile fan dei Queen, il presidente della UEFA nonché vicepresidente della FIFA: The Show Must Go On.
Pur nell’emergenza e nell’incertezza, con i calendari da ridisegnare e l’enorme danno economico conseguente, la soluzione appare semplice: spostare gli Europei al 2021 o, nella peggiore delle ipotesi, annullarli.
Il buon Ceferin sta invece architettando un piano alternativo, che illustrerà il prossimo 17 marzo (senza fretta, non sia mai), per non modificare le date: farli disputare in maniera itinerante su tutti i pianeti del sistema solare che non siano la Terra.
Perché lui, ormai lo abbiamo capito, vive fuori dal mondo.

Simone Minghinelli

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Foto: Getty Images