Il recente passato non ha insegnato nulla. E non tutti si meritano Sartori

Roma non è stata costruita in un giorno, ma Sartori ne ha solo 15 per rifare il Bologna

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Siamo tutti consapevoli di quanto sia complicato e imprevedibile il calciomercato, specie al giorno d’oggi. Si comincia con idee e certezze che possono essere stravolte in ventiquattr’ore, si prepara un piano d’azione e poi si finisce con l’aggrapparsi all’opportunità del momento, si ipotizzano tempistiche e all’improvviso ci si ritrova con l’acqua alla gola. Inutile ribadirlo.
Come è inutile ribadire quanto sia bravo Giovanni Sartori, uno dei più preparati e capaci uomini di calcio e mercato in circolazione: la sua carriera parla per lui, e l’ha già dimostrato anche qui.
Soprattutto, è inutile chiedere pazienza ai tifosi: c’è chi non l’ha mai persa dopo quasi nove anni di gestione Saputo senza risultati di rilievo, e chi invece la perde quotidianamente leggendo le varie notizie – più o meno fondate – che circolano. Il tifoso, competente o ignorante in materia che sia, è tifoso, e come tale va rispettato e compreso, almeno finché rimane nei limiti dell’educazione e del rispetto.
Chi vi scrive è tifoso irrequieto e giornalista equilibrato, due anime che spesso fanno fatica a convivere. Ma devono farlo, per rispetto di chi legge. Oggi però non conta il pensiero del Minghinelli di turno, conta prendere atto della fredda realtà.
A questa squadra servono un terzino sinistro, uno o meglio due centrocampisti, almeno un altro esterno d’attacco e il sostituto di Arnautovic. Va trattata la cessione di Barrow, bisogna risolvere le delicate questioni legate ai rinnovi di Dominguez e Orsolini (ora più che mai due pedine fondamentali), e nel contempo bisogna tenere calma la piazza e ancor prima l’allenatore. Ah, e ci sarebbero pure due partitine da giocare, contro Milan e Juventus.
A Casteldebole, nella pila delle cose fa fare, si è ammassata davvero tanta roba. Speriamo non troppa. Come si suol dire, Roma non è stata costruita in un giorno. Ma Sartori ne ha solo quindici per rifare il Bologna, o meglio per ricostruire un Bologna competitivo. Auguriamoci che anche i detti sui conigli siano veri, e che nel suo cilindro ce ne sia una nidiata.
Preoccupazione mista a fiducia e giudizio sospeso: ci risentiamo il 2 settembre.

Simone Minghinelli

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Foto: Getty Images (via OneFootball)