Di Vaio:

Di Vaio: “Casteldebole è pronto ad accogliere la squadra, per le partite seguiamo la FIGC. Lo scouting prosegue, così come le iniziative solidali del club e di Bimbo Tu”

Questo pomeriggio, per fare il punto della situazione in casa Bologna, abbiamo contattato il responsabile scouting Marco Di Vaio. Diversi i temi toccati, dal suo lavoro all’eventuale ripresa dell’attività calcistica, dalla voglia di campo del tecnico Sinisa Mihajlovic alla solidità del presidente Joey Saputo, senza dimenticare le tante iniziative solidali che vedono coinvolto sia Marco che tutto il club rossoblù. Ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Marco, come procedono le cose in quarantena? «Tutto ok, mi godo la famiglia e continuo a lavorare, come area scouting non ci siamo mai fermati. Io e gli altri osservatori ci siamo divisi i compiti, focalizzandoci su campionati che magari fin qui avevamo seguito un po’ meno e guardando anche gare tra Nazionali, proseguendo con le relazioni sui giocatori. È fondamentale rimanere sempre sul pezzo, nonostante non si abbiano certezze circa le modalità e la struttura del mercato che andrà in scena a fine emergenza».

Tra un match e l’altro prosegui anche con la tua attività di sostegno alla onlus Bimbo Tu. «Sono sempre in contatto con loro, in particolare con il presidente Alessandro Arcidiacono, e devo dire che come al solito hanno messo in piedi qualcosa di eccezionale, so che la raccolta fondi per il Bellaria procede molto bene. Nel frattempo io e alcuni giocatori ci stiamo organizzando per realizzare dei video personalizzati per i bambini attualmente ricoverati e assistiti da Bimbo Tu, perché anche in un momento così difficile l’attività dell’associazione va avanti e merita un elogio ancor più grande».

Peraltro anche come Bologna siete sempre in prima linea sul piano della solidarietà. «Cerchiamo di essere presenti il più possibile sul territorio e di aiutare varie realtà, in primis quelle ospedaliere, con cui abbiamo stretto rapporti nel corso di questi anni. Penso ad esempio al Sant’Orsola e a quanto ha fatto per il nostro mister, ma non solo. La nostra disponibilità a sostenere, promuovere e condividere determinate iniziative c’è sempre, è giusto e normale che sia così ma ci fa davvero molto piacere».

A proposito di Mihajlovic, come sta? Vi siete sentiti di recente? «Appena prima di Pasqua abbiamo fatto una videoconferenza con il presidente, tutti i dirigenti e anche Sinisa. L’ho trovato bene, sereno ma anche stanco di stare a casa (ride, ndr), ha una voglia incredibile di tornare in campo ad allenare. Però è anche molto responsabile, e come tutti sa che bisogna portare ancora pazienza».

Senza azzardare pronostici impossibili e inutili, qual è la tua sensazione sulla ripresa dell’attività? «Credo vada fatta una distinzione abbastanza netta. Se parliamo di allenamenti, noi saremmo già pronti a ripartire: di recente mi sono confrontato con l’a.d. Claudio Fenucci e i responsabili del centro tecnico di Casteldebole, a livello di sanificazione, controllo degli accessi, gestione degli spazi e quant’altro non ci sarebbero problemi, anche perché l’attività delle giovanili è ferma e quindi avremmo l’intera struttura a disposizione. Dunque in tal senso sono ottimista».

Le partite, invece, sono un’altra storia… «Qui la questione è diversa, perché come tutti i club attendiamo precise istruzioni dalla Federcalcio, che sta provando a muoversi ma tenendo sempre sotto controllo l’evoluzione del virus. Al momento non è facile capire come verrà organizzato il tutto, dalle trasferte al monitoraggio delle persone che gravitano attorno ad ogni squadra, noi abbiamo fatto un calcolo e sono circa sessanta-settanta. E poi la gestione di eventuali nuovi positivi, perché il rischio di contagi continuerà a sussistere. Insomma, il livello di attenzione dovrà essere altissimo e servirà un protocollo molto chiaro e rigido».

Meglio quindi guardare al presente e non spingersi troppo in là con la fantasia. «Sì, pensiamo ad una cosa per volta e cominciamo col riportare i ragazzi sul campo, se ci verrà dato l’ok. Nonostante il programma di lavoro stilato dai nostri preparatori e seguito con grande professionalità da tutti i ragazzi, parliamo comunque di quasi due mesi senza allenamenti in gruppo, quindi bisognerà riprendere in maniera graduale».

Intanto avete richiamato in città tutti i tesserati attualmente all’estero, giusto? «Sì, perché ad oggi l’ipotesi è quella di ricominciare ad allenarsi il 4 maggio, e loro (Danilo, Dijks, Krejci e Tanjga, ndr) dovranno sottoporsi ad altre due settimane di quarantena. Li attendiamo a Bologna entro l’inizio della prossima settimana».

Da Montreal che notizie arrivano? «Il presidente Saputo e la sua famiglia stanno bene. Anche in Canada vige l’obbligo di quarantena e numerose attività sono chiuse, ma fortunatamente la situazione è meno drammatica rispetto agli Stati Uniti».

Con un patron così e una società ben organizzata, il domani fa un po’ meno paura. «Joey ha subito mandato un messaggio di grande forza e tranquillità a tutte le persone che operano all’interno del club. Adesso il Bologna è un’azienda molto solida e strutturata nel migliore dei modi, ma il fatto di avere un presidente come lui rappresenta chiaramente una straordinaria certezza. Con i giocatori faremo a breve discorsi individuali e personalizzati riguardo agli stipendi, ma la cosa più importante è la stabilità lavorativa che la società sta assicurando a tutti i suoi impiegati».

Simone Minghinelli

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