C'è chi dice no

C’è chi dice no

C’è qualcosa che non va in questo cielo (Vasco Rossi, ‘C’è chi dice no’, 1987) ‒ La squadra gli ha regalato tanto, nei mesi in cui non ha potuto esserci. Gli ha dato qualcosa su cui concentrarsi, uno sguardo fuori da quella camera d’ospedale, e soprattutto lo ha protetto con le prestazioni, facendo sì che nemmeno per un momento balenasse il dubbio che proprio non potesse funzionare, una gestione così. Ora che Sinisa è tornato, ha tutta l’intenzione di assumere nuovamente il ruolo di parafulmine, non lesinando il bastone in caso di bisogno (e ce ne sarà, dopo una partita scialba come quella contro il Sassuolo), ma abbondando con la carota, a costante difesa di un gruppo di giovani ragazzi intraprendenti e determinati, ma di certo non ‘killer’.
Dopo il match di ieri sera, Mihajlovic non le ha mandate a dire al direttore di gara Fourneau, colpevole a suo dire di aver estratto troppi cartellini gialli verso i suoi giocatori. Al mister doveva ancora scottare l’espulsione di Soriano al Meazza, e più in generale una statistica che vede il Bologna al primo posto tra le squadre più fallose e sanzionate del campionato, un primato tutt’altro che invidiabile. Sinisa è sbottato, e ha puntato il dito contro una classe arbitrale a dir poco intransigente nei confronti dei suoi ragazzi, bersaglio più facile delle sanzioni rispetto ai più esperti (e, non lo si neghi, tutelati) calciatori di altri club.
È un peccato che per portare avanti rimostranze sacrosante, il serbo abbia scelto proprio il post partita di una sconfitta senza appello, arrivata di certo non solo ma anche a causa di alcune scelte di formazione che hanno lasciato perplessi i più (dentro Medel al rientro da un infortunio anziché Dominguez, fresco reduce dalla sua miglior prestazione in rossoblù, e fuori per scelta un pilastro imprescindibile come Danilo). Sarebbe sbagliato pensare alla vulcanica uscita del tecnico come ad un tentativo di distogliere l’attenzione da una prestazione francamente sorprendente da parte dei felsinei, che a San Siro avranno certamente vinto approfittando delle troppe sbavature nerazzurre, ma soprattutto nel secondo tempo hanno messo in mostra una determinazione e delle trame di gioco che col Sassuolo non si sono nemmeno intraviste.
Il Bologna ha i suoi demeriti, quelle lacune che lo accompagnano dall’inizio dell’anno, e ieri è andato incontro ad uno dei tanti passaggi a vuoto di cui spesso sono costellati i percorsi di crescita, ma è altrettanto evidente che per tutta la stagione i suoi giocatori sono stati sanzionati con una frequenza e una facilità che lasciano aperti degli interrogativi poco nobili. Palacio e compagni hanno il compito di guardare in casa propria e aggiustare al più presto ciò che è andato storto dinnanzi ai neroverdi, ma c’è da augurarsi che lo sfogo di Mihajlovic non finisca per mischiarsi alle tante ‒ e spesso vane ‒ chiacchiere post gara e trovi un necessario riscontro a cominciare già dalle prossime giornate.

Fabio Cassanelli

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