Da un estremo all'altro

Da un estremo all’altro

Pull up, pull up from one extreme to another [trad. Tira, tira da un estremo all’altro] (Thirteen Senses, ‘Into the Fire’, 2004) – La statistica sugli expected goals, ovvero il numero di reti che ogni squadra dovrebbe segnare considerando le occasioni che crea, all’inizio della stagione vedeva il Bologna perennemente sul podio. Non era un motivo di vanto, nel senso che i rossoblù arrivavano spesso e volentieri in porta ma peccavano di cinismo, affastellando recriminazioni e punti persi durante il percorso. Oggi la formazione di Mihajlovic è settimo in questa graduatoria, segna sempre meno rispetto a quanto produce ma il disavanzo si è decisamente ridotto.
Il dato che balza maggiormente agli occhi riguarda invece il numero di gol incassati e quelli che, stando alle occasioni concesse, Poli e compagni avrebbero legittimamente dovuto aspettarsi di concedere. Da questo punto di vista, infatti, solo il Genoa ha fatto peggio dei felsinei, i quali avrebbero dovuto subire ben 9 reti in meno rispetto a quelle effettivamente prese (contro le 12 del Grifone). Tutto ciò getta un’ulteriore ombra sul pacchetto arretrato di Sinisa, perché è vero che non servono chissà quali statistiche per certificare delle lacune difensive in una compagine che subisce gol consecutivamente da 31 gare di campionato, ma tale voce analizza più nel dettaglio le reti concesse ed emette un amaro verdetto: il Bologna ne incassa più di quante le avversarie meritino di segnarne.
L’1-2 siglato ieri pomeriggio al Dall’Ara da Mancosu è un esempio lampante della suddetta casistica: il Lecce non aveva creato niente con quel corner, ma lo sfortunato campanile di Palacio ha evidenziato per l’ennesima volta le incertezze in uscita alta di Skorupski, e il patatrac è stato servito, con la mezzala salentina che ha potuto effettuare addirittura di petto uno dei tap-in più facili della sua carriera.
Secondo i calcoli, le chance non concretizzate e quelle di troppo regalate agli avversari sono costate ai rossoblù 5 punti, e fanno di loro la sesta squadra più sprecona della Serie A. Ricalibrando l’intera classifica in base a questi dati, trovano conferma le impressioni che la Juventus abbia vinto il suo nono scudetto di fila anche per demeriti delle avversarie, visto che sulla carta al momento occuperebbe il terzo posto, 4 punti dietro ad Atalanta e Inter, prime parimerito. Il Bologna salirebbe in ottava piazza e sarebbe comunque già fuori dalla corsa all’Europa League, a 7 lunghezze dalla Lazio (!) settima, mentre in zona retrocessione gli scenari cambierebbero pochissimo: già condannate Brescia e Spal, il Lecce si giocherebbe una salvezza che avrebbe del clamoroso contro il Torino, quartultima con 5 punti di vantaggio.
Fantacalcio, si dirà, visto che sarebbe impossibile (oltre che noiosissimo) immaginare un campionato in cui, ogni qualvolta venga creata un’azione pericolosa, segni solo chi lo merita. Di sicuro, però, le statistiche appena sciorinate dimostrano che un piccolo passo in avanti da parte del Bologna sarebbe già possibile con più cattiveria sottoporta e qualche amnesia difensiva in meno, e che a queste condizioni potrebbero davvero bastare pochi ritocchi sul mercato per far sì che l’anno prossimo il club di Saputo battagli per l’Europa League nell’unica graduatoria che conta.

La classifica della Serie A 2019-2020 dopo la 36^ giornata ricalibrata in base agli expected goals fatti e subiti:

  1. Atalanta 73
  2. Inter 73
  3. Juventus 69
  4. Roma 65
  5. Napoli 62
  6. Milan 60
  7. Lazio 58
  8. Bologna 51
  9. Fiorentina 50
  10. Sampdoria 47
  11. Hellas Verona 46
  12. Udinese 46
  13. Genoa 44
  14. Sassuolo 43
  15. Cagliari 38
  16. Parma 38
  17. Torino 37
  18. Lecce 32
  19. Brescia 31
  20. Spal 29

Fabio Cassanelli

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Fonte: understat.com

Foto: Getty Images