Giuro che non avrò più fame

Giuro che non avrò più fame

Giuro che non avrò più fame (Aldo Cazzullo, 2018) ‒ Concetto da intendersi in due modi, «giuro che non soffrirò più i patimenti di un tempo» ma anche «giuro che non potrò mai metterci più grinta di quanta ce ne stia già mettendo».
Il Bologna visto contro l’Udinese è la sintesi di entrambe le interpretazioni, una squadra che rifiuta il suo passato e non accetta di perdere una partita che poco più di un anno fa sarebbe stata segnata, e che guarda al futuro sapendo che per conquistarsene uno con la F maiuscola serve giocarsi il presente al massimo delle proprie possibilità. L’oggi e il domani hanno inevitabilmente finito per essere incarnati dai volti esperti e imberbi che hanno calcato assieme lo stesso campo, con Palacio che si è lustrato gli occhi per Baldursson e forse una volta in più ha maledetto la sua carta d’identità, che non gli permetterà di averlo come compagno per molto altro tempo.
Già, Palacio. Il trait d’union tra ciò che è stato e ciò che (anche grazie alla zampata con cui ha cancellato il sorriso all’Udinese) questa stagione potrebbe ancora diventare. Perché il Bologna è lì, nel gruppone di quelle che sgomitano adesso per godere a maggio. Nel suo gol c’è la fame del bomber a stomaco vuoto da troppo tempo, il pragmatismo del saggio che osserva i novellini arruffarsi alla ricerca del gesto tecnico perfetto, mentre a lui basta un tocchetto da sottomisura per far riprendere a respirare uno stadio in apnea.
Lo schiaffetto del ‘Trenza’ ha salvato il record di Mihajlovic: con lui in panchina, infatti, i rossoblù non hanno mai perso due gare consecutive in casa, centrando tre pareggi e due vittorie in seguito alle cinque sconfitte interne maturate da quando il serbo è tornato a Casteldebole. Le tre X sono arrivate al 95’ contro il Parma, al 94’ contro la Fiorentina e al 92’ sabato scorso, segno che Poli e compagni rifiutano la sconfitta come un’onta, combattono fino all’ultimo istante e hanno varie soluzioni per far male all’avversario, considerando che i ducali sono stati raggiunti da un gol di Dzemaili su azione da corner, Orsolini ha trafitto la Viola su punizione e Palacio ha impattato i friulani su cross di Tomiyasu.
Il Bologna attuale è una squadra ricca di alternative, voglia, talento e abnegazione. E la ricchezza, si sa, è in netta antitesi con la fame. Il Bologna lo ha giurato, sta gettando le basi per diventare tra non molto una realtà da leccarsi i baffi: se queste sono le premesse, non dovrebbe mancare troppo tempo.

Fabio Cassanelli

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