23/05/2026
Fabio Cassanelli
OneFootball, Le pagelle

Bernardeschi chiude ad un passo dalla doppia cifra, Lucumí e Rowe sono sempre accesi. Castro sbaglia troppo, Miranda parte bene ma crolla sul più bello

Tempo di Lettura: 3 minuti

I voti ai protagonisti di Bologna-Inter 3-3.

Skorupski 6 – Subisce tre gol sostanzialmente imparabili, quando può dire la sua chiude col gambone l’angolo a Carlos Augusto.

De Silvestri 6 – Festeggia in campo i 38 anni e si fa 65 mibuti in cui non disdegna qualche progressione nella metà campo avversaria.
Helland 6,5 – Ha di fronte un fuoriclasse come Lautaro ma non muta il suo atteggiamento, facendosi apprezzare con anticipi alti e coraggiosi e per l’attenzione mostrata. Quando Esposito resta solo in area lo stava seguendo lui, ma non è certo sua la responsabilità del gol incassato.
Lucumí 7 – Autorevole ed elegante, Esposito è l’ennesimo attaccante ridotto a minaccia marginale da uno dei difensori più forti che siano passati a Bologna negli ultimi anni.
Miranda 5,5 – Inizia bene e sembra poter chiudere un trittico di buone partite col cross rasoterra che propizia l’autogol di Zielinski, poi si fa bruciare due volte da Diouf (la prima delle quali assieme a Pobega) e l’Inter rimonta il doppio svantaggio.

Freuler 6 – Generoso nel pressing a tutto campo, inventa anche un bell’assist che Castro non converte. Peccato per quella palla gol spedita in curva: se sarà addio, sarebbe stato un bel modo per salutare Bologna.
Pobega 6,5 – Spesso gli viene chiesto il lavoro sporco, ma lui sa fare anche gol e oggi si toglie la soddisfazione di fare entrambe le cose (anche se la rete vede la complicità di Sucic e Lautaro). Mezzo voto in meno per la facilità con cui Diouf ‘attraversa’ lui e Miranda sul 3-2.

Bernardeschi 7 – Avvia e conclude l’azione dell’1-1 con due tocchi da grande giocatore. Si ferma a 9 gol totali: c’è da chiedersi cosa sarebbe stato, per lui e per il Bologna, se nel suo momento migliore la clavicola non avesse fatto crack.
Ferguson 6 – Oggi deve fare il blocca-cervelli: si attacca prima a Sucic e poi a Mkhitaryan e complica dall’inizio alla fine le prime fasi di possesso dell’Inter.
Rowe 6,5 – Fin da subito uno dei pochi ad alto ritmo, sul primo passo non lo prendono mai. Non entra nei tre gol ma sfiora il secondo consecutivo in rovesciata.

Castro 5,5 – Che sia per uno stop sbagliato o per i tacchetti traditori, non riesce mai a farsi trovare pronto nei momenti clou. Ci mette la solita grinta, ma oggi risaltano di più gli errori.

Moro (21′ st) 6 – Quando i nerazzurri si rifanno sotto Italiano lo sceglie per dare ordine al centrocampo e tentare di condurre in porto la vittoria.
Odgaard (21′ st) 6 – Grande disponibilità in fase di non possesso, fa più la mezzala che il trequartista ma appena ha la palla nei piedi prova a inventare. Un jolly importante, penalizzato da un cambio di modulo che nella seconda parte dell’anno lo ha relegato troppo spesso in panchina.
Zortea (21′ st) 6 – La fascia in cui l’Inter si accende è l’altra, lui ha vita più facile e conclude bene ciò che De Silvestri aveva cominciato.
Heggem (36′ st) s.v. – Gioca appena dieci minuti ma gestisce diversi palloni, alcuni dei quali scomodi, senza mai andare in affanno.
Dallinga (42′ st) s.v. – Un piccolo spezzone in tandem con Castro per provare fino all’ultimo a chiudere con una vittoria.

Italiano 6,5 – Schiera praticamente tutti i suoi titolarissimi per onorare fino in fondo la stagione e i 30 mila paganti, e va vicino a battere l’Inter del Doblete. Chiude con 6 punti in campionato e una Coppa Italia in meno rispetto all’anno scorso, oltre ad un quarto di finale di Europa League e ad una finale di Supercoppa Italiana. Ora l’incontro con la società, per programmare (salvo colpi di scena) il Bologna di domani e dare nuovamente la caccia alle posizioni che contano.

Arbitro Bonacina e assistenti 6 – Gara di facile gestione: squadre corrette e nessun episodio controverso. Giusti i gialli a Lautaro e Mkhitaryan.

Fabio Cassanelli

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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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