Schouten il migliore, Tomiyasu da centrale se la cava, serataccia per Dijks e Orsolini

Schouten il migliore, Tomiyasu da centrale se la cava, serataccia per Dijks e Orsolini

Skorupski 6 – Sia sul colpo di testa che sul rigore, Ibrahimovic la mette dove lui non può arrivare. Per il resto, a parte un’uscita così così su cross dal fondo dello stesso svedese, si fa sempre trovare pronto.

De Silvestri 6 – Buona la prima per l’ex Torino, che esordisce contro quello che al momento è uno dei migliori terzini sinistri d’Europa (Theo Hernandez), cavandosela senza troppi affanni sia su di lui che su Rebic.
Danilo 5,5 – Compone, assieme a Dominguez, il ‘panino’ che viene infilato dallo stacco di testa ancorché imperioso di Ibrahimovic in occasione dell’1-0. Si riscatta parzialmente con qualche intervento dei suoi.
Tomiyasu 6 – Non sa cosa siano l’imbarazzo e il timore reverenziale, e negli uno contro uno contiene tutto sommato bene un osso durissimo come Zlatan.
Dijks 4,5 – Partita piena zeppa di falli e dormite chiusa con un’espulsione per doppio giallo. Ok la stazza che richiede più tempo per entrare in forma, ma la testa dov’era?

Schouten 6,5 – Uomo d’ordine, con personalità fa da costante punto di riferimento per il primo passaggio dei centrali e di Skorupski, e assicura il solito grande quantitativo di palloni contesi agli avversari.
Dominguez 5,5 – Esce dalla partita prima di uscire dal campo, inizia con discreto piglio in copertura ma è spesso assente ingiustificato dalla manovra rossoblù.

Orsolini 4,5 – Incoraggiante soltanto la grinta con cui ringhia contro gli avversari in fase di non possesso, in risposta alle critiche ricevute a causa delle ultime scialbe apparizioni della scorsa stagione. Per il resto, zero iniziative e un fallo ingenuo (non è il primo) su Bennacer che costa il rigore del 2-0.
Soriano 5,5 – Spaventa Donnarumma dopo neanche due minuti di gioco, ma quel tiro di poco a lato resta l’unico acuto in una partita in cui sono più le botte prese e le imprecisioni che i guizzi di cui è capace.
Barrow 5,5 – Sorvegliato speciale, fatica a ritagliarsi gli spazi che gli permetterebbero di liberare la sua esplosività.

Palacio 5,5 – Aggiunge al suo curriculum in rossoblù l’ennesima partita al servizio della squadra.

Sansone (11′ st) 6 – Si danna in fase di copertura, gestisce bene il pallone e nel finale scalda i guantoni di Donnarumma con un bel sinistro.
Skov Olsen (11′ st) 6 – I compagni provano a innescarlo più volte, sintomo della fiducia nelle sue potenzialità. Lui punta spesso l’uomo senza paura e in una circostanza impegna severamente il portiere rossonero.
Santander (35′ st) 6 – Combatte come lui sa fare e centra un clamoroso incrocio alla prima palla giocabile in area.
Svanberg (35′ st) 6 – Subentra con vivacità e trova un paio di strappi interessanti.
Vignato (37′ st) s.v. – Piccolo cameo, avrà tempo e modo di mettersi in luce.

Mihajlovic 5,5 – Ad eccezione del fido De Silvestri, schiera all’incirca gli stessi uomini che il 18 luglio erano usciti da San Siro con le ossa rotte, magari auspicando una reazione d’orgoglio. Stavolta la squadra non affonda, ma anche oggi si è visto troppo Milan perché il Bologna potesse portare a casa la pelle.

Arbitro La Penna e assistenti 6 – Al 50′ il VAR Massa corregge il direttore di gara e gli segnala che la punizione dal limite dell’area assegnata al Milan è in realtà un rigore. Qualche fischio di troppo per i padroni di casa, arbitraggio all’inglese e gestione nel complesso giusta dei cartellini (compresi i due gialli sventolati in faccia a Dijks).

Fabio Cassanelli

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