Torna Sinisa e il Bologna ritrova se stesso: bene sia i giovani che i veterani, Orsolini unico bocciato

Torna Sinisa e il Bologna ritrova se stesso: bene sia i giovani che i veterani, Orsolini unico bocciato

Skorupski 6 – La respinta che provoca il tap-in di Llorente è da considerarsi un mezzo errore. Poi però si riscatta compiendo interventi non spettacolari ma sempre efficaci, come sul colpo di testa di Llorente al 93′, dove mantiene sangue freddo.

Tomiyasu 7 – Forse la miglior partita del giapponese, che ritrova il suo ruolo abituale dopo l’esperimento da centrale di domenica scorsa. Chiusure perfette, puntuali e decise, spinta continua, energia e generosità. Quando interviene è sempre convincente.
Danilo 6,5 – Si fa passare la palla sotto le gambe nell’azione del vantaggio napoletano, poi difende con l’autorevolezza di sempre. Al 94′ cade su presunta spinta di Llorente, in millimetrica posizione irregolare. Non fosse stato fuorigioco, la responsabilità sarebbe stata sua.
Bani 6,5 – Non chiude sull’1-0 di Llorente e pecca in precisione su alcune respinte, ma la sua presenza al centro della difesa in questo momento è a dir poco fondamentale, mille volte preferibile a quella di Denswil o di chiunque altro.
Denswil 6 – Sufficienza per la vittoria, ma nel primo tempo balla sempre, facendosi puntualmente buggerare da Lozano ad ogni ripartenza. Nella ripresa si riscatta spazzando via bene diverse palle sporche.

Medel 6 – Esce dolorante e ammonito (salterà la prossima col Milan), senza aver inciso particolarmente né in fase propositiva né in quella di copertura.
Poli 6,5 – Sigilla i reparti con una prestazione di sostanza, che all’acuto preferisce il lavorìo certosino. Poco evidente, ma molto utile.

Orsolini 5 – La sua uscita, che per tempistica odora di punizione, corrisponde al cambio di passo del Bologna. Troppo molle e lezioso.
Dzemaili 7,5 – L’assist per Sansone è da giocatore di qualità superiore. Dopo il gol che salva il pareggio col Parma, aggiunge altri due punti alla classifica. Decisivo (e pure vicino al gol).
Sansone 7,5 – Dopo tanto sacrificio e qualche errore, si ritrova la palla della vita a tu per tu con Ospina e non sbaglia. Un riscatto personale, atteso dall’orrendo rigore ‘a cucchiaio’ di Genova.

Palacio 6 – Stritolato da Koulibaly e Manolas, lavora per sfinimento, mandando sempre fuori giri gli avversari. Il suo contributo si vede alla distanza, anche se non conclude la partita al novantesimo com’era accaduto sei volte nelle ultime sette partite.

Skov Olsen (1′ st) 7 – Entra al posto di Orsolini e cambia volto alla partita con un gol tutt’altro che scontato (bravo a tenere bassa la gittata del pallone col suo piede ‘debole’). Poi sbaglia un’apertura che potrebbe valere il 2-1 immediato, ma lo si può perdonare.
Svanberg (17′ st) 6,5 – Ottima interpretazione della partita anche da subentrante, subisce falli e ne fa, con intelligenza.
Destro (39′ st) s.v. – Gli piomba un solo pallone, ma è già troppo tardi per addomesticarlo.

Mihajlovic e collaboratori 8 – Inutile sottolineare il contributo materiale e immateriale di Mihajlovic, che quando tocca con mano la squadra ne cambia il volto in maniera indelebile. Una vittoria fondamentale per l’autostima, la classifica, il calendario, il futuro. Soprattutto: meritata.

Arbitro Pasqua e assistenti 6,5 – Sangue freddo nel non farsi condizionare dall’ambiente. Giuste le interpretazioni al VAR e la distribuzione dei cartellini da una parte e dall’altra.

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