Bologna-Lazio 2-0: il Tosco l'ha vista così...

Bologna-Lazio 2-0: il Tosco l’ha vista così…

Quando si afferma che il calcio è lo sport più bello del mondo, lo si dice per svariati motivi, ma soprattutto per la sua imprevedibilità: ieri il Bologna ha vinto una partita temuta, vista la qualità dell’avversario, grazie ad un gol della riserva delle riserve (Mbaye) e al raddoppio di un titolare che era diventato riserva (Sansone), dopo che la miccia era stata accesa da un rigore parato da Skorupski a Immobile!

E allora vale tutto, e vale perché prima e dopo questi episodi c’è stato un Bologna capace di sfoderare una prestazione di alto livello, una di quelle che fin qui si erano viste solo ad intermittenza.

Ma poco importa: questa stagione ha detto che bisogna fare di necessità virtù, e allora godiamo di una bella prova senza recriminare troppo su ciò che poteva essere e non è stato. Piuttosto, ‘usiamo’ la parte restante del campionato per stabilizzare la classifica e le prestazioni di quei calciatori che finalmente stanno dando evidenti segnali di crescita.

Svanberg sta diventando un tuttocampista, capace di farsi trovare pronto sia in fase di costruzione che di rifinitura e conclusione, Dominguez fatica a trovare la giusta dimensione ma mette veramente tanto dentro alle partite, e Barrow prima punta determina spesso anche quando non segna: da questi tre calciatori, ancora relativamente giovani, sta nascendo il buon girone di ritorno dei rossoblù.

Ovviamente non dimentico gli elementi che invece hanno già vissuto una loro naturale consacrazione: inutile soffermarsi sui vari Soriano, Danilo, De Silvestri e Sansone, però si può sottolineare come l’inserimento di Soumaoro abbia dell’incredibile. Il francese sembra nel Bologna da sempre: imperturbabile per tutto quanto gli capita intorno, come l’espressione del suo viso, annulla tutti i potenziali pericoli con una disinvoltura che rasenta la sfacciataggine.

Credo che anche il più ottimista dei tifosi non si sarebbe aspettato tanto, ma c’è chi lo aveva già bollato come lento, non pronto e altre sciocchezze varie, proprio perché incapace di aspettare, tanto è forte la bulimia di giudizio in questa nuova e detestabile era social.

Tatticamente il Bologna attuale non ha abbandonato l’idea di un calcio praticato sempre nella metà campo avversaria, ma a volte preferisce un assetto più basso, con folate di aggressione quando la contingenza lo richiede e lo consente: non so se sia solo casuale, bisognerebbe chiedere a Mihajlovic, ma nell’ultimo periodo la squadra ha il baricentro di almeno una decina di metri più basso rispetto al passato (diciamo al periodo prima della natalizia) e invita gli avversari ad occupare con più calciatori la nostra metà campo, concedendo così a Soriano e compagni maggiore spazio per risalire il terreno con trame offensive di assoluta qualità, dote che non manca di certo ai ragazzi di Sinisa.

Resta identica, invece, la propensione alle marcature individuali a tutto campo, che oltre ad essere garanzia di atteggiamento aggressivo consente l’immediato contrattacco sugli eventuali intercetti o sulle palle recuperate nel traffico. La gara contro la Lazio è stata vinta anche sotto questo aspetto, con chiusure e ripartenze organizzate, e le parole di Inzaghi al termine sono state emblematiche: «Potevamo giocare altri 180 minuti e non avremmo comunque segnato».

Tosco – www.madeinbo.tv

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