16/02/2026
Nicola Tagliavini
OneFootball, Made in BO

Torino-Bologna 1-2: il Tosco l’ha vista così…

Tempo di Lettura: 2 minuti

La formazione iniziale di Torino ha visto l’inserimento di qualche calciatore con la testa più libera degli altri e con meno chilometri nel tachimetro della stagione: Sohm, Joao Mario e Bernardeschi hanno dato al Bologna un po’ di freschezza, utile almeno per rompere gli imbarazzi di un match che conteneva qualche polpetta avvelenata.

Una sconfitta avrebbe probabilmente infettato una ferita ancora aperta, perché il conto della crisi non si è certamente chiuso ieri: 9 punti nelle ultime 13 partite sono un dato troppo modesto per il livello raggiunto dal Bologna.

La vittoria va gustata proprio per questi motivi: poter preparare bene la trasferta in Norvegia e non avere l’assillo della gara spartiacque contro l’Udinese.

La sfida coi friulani sarà complicata perché andrà ad inserirsi fra l’andata e il ritorno del playoff di Europa League, e giocare così tanto costa: avete notato cos’accaduto al Como con un impegno infrasettimanale (seppur coronato da un successo) di Coppa Italia?

Non ha trovato le energie per replicare una prestazione importante, in casa e contro una squadra con l’acqua alla gola come la Fiorentina: hanno un bel po’ da dire coloro che sostengono che giocare tante partite non conta, ci sono le evidenze.

La vittoria di ieri, come dicevo in precedenza, non pone la parola fine alla crisi, perché la prossima di campionato presenterà già il conto per i motivi di cui sopra, ma almeno si potrà stare tranquilli per un paio di giorni.

Ieri Italiano tatticamente si è ‘piegato’ ad alcune modifiche: squadra più accorta nel pressing offensivo (PPDA 22,30 contro una media annuale di 9,36: forse casuale in queste proporzioni, staremo a vedere, perché lasciare il doppio dei passaggi in costruzione agli avversari è una cosa troppo strana…), linea difensiva meno alta con Vitik più attento a marcare la profondità alle spalle della linea stessa, centrocampo a tre con Freuler schermo basso e due mezzali vere, con Sohm che si è inserito un paio di volte in area avversaria ma che partiva da sinistra.

In poche parole un 4-3-3 puro e accademico, nella sua accezione positiva, naturalmente.

Personalmente però, spero vivamente che una volta ritrovata la condizione fisica e soprattutto mentale, il mister riproponga quel Bologna che mi ha fatto divertire e non una squadra certamente più equilibrata ma troppo normale per poter arrivare ai risultati eccezionali che la società BFC ha avuto la fortuna e la bravura di raggiungere negli ultimi anni.

I gap tecnici importanti, cioè rose che valgono 200-300 milioni in più, non si possono superare sul mercato quando sei una squadra che fattura troppo poco, proprio come il Bologna. Si possono invece accorciare con una proposta calcistica diversa, unica, sorprendente: è stato così con Motta, è stato e spero tornerà ad esserlo con Italiano.

Tosco – Canale 88

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Foto: bolognafc.it

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