AAA allenatore cercasi. Cent'anni fa l'annuncio che cambiò la storia del Bologna

AAA allenatore cercasi. Cent’anni fa l’annuncio che cambiò la storia del Bologna

Cent’anni fa esatti cambiava per sempre la storia del Bologna. Oggi non parleremmo dei sette scudetti e dello squadrone che tremare il mondo fa(ceva) se il 28 agosto 1920 non fosse apparsa su un giornale di Praga l’inserzione a pagamento con cui il Bologna FC cercava «allenatore serio e intelligente, tra i 35 e i 40 anni». La bizzarra idea, risultata poi geniale, venne al presidente Cesare Medica (eponimo del cinema di via Monte Grappa), che con la complicità dell’ex capitano rossoblù Arrigo Gradi, ottimo conoscitore del mondo tedesco grazie al suo periodo di studi al collegio svizzero di Rorschach, pubblicò questo annuncio in lingua tedesca sperando di intercettare il primo allenatore professionista del BFC, dato che fino a quel momento, nei primi undici anni di vita del club, non si era mai trovata una guida tecnica all’altezza delle rivali italiane. Genoa e Pro Vercelli spadroneggiavano, la Juventus era già una realtà affermata: difficile farsi largo senza l’adeguata preparazione di un vero mister.
Rispose subito il trentunenne viennese Hermann Felsner, che pur non avendo i requisiti anagrafici richiesti dall’annuncio dimostrò di possedere argomenti convincenti, rintracciabili nel suo passato di calciatore e di tirocinante in Inghilterra. Con lui, che per mantenersi faceva ancora l’istruttore di ginnastica, arrivarono le prime amichevoli internazionali, i primi due scudetti (nel 1925 e nel 1929) e poi altri due titoli, nel 1939 e nel 1941, durante il suo secondo mandato in sostituzione di Arpad Weisz. Nessuno, sulla panchina del Bologna, è stato più vincente e longevo dell’umaz viennese, come venne ribattezzato per l’altezza e lo sguardo implacabile.
«Il suo gioco era così bello e produttivo che si poteva fare anche a meno di una solida difesa», fu scritto del suo Bologna, quello di Schiavio, di Baldi e di Maini, di Reguzzoni e di Monzeglio, dove le ali saettavano, imprendibili nella corsa e nel dribbling. Innovatore nei metodi (fu il primo, sotto le Due Torri, a introdurre e sviluppare una concezione fin lì inedita di preparazione atletica) e malleabile nell’impostazione tattica (miscelò il credo danubiano all’ortodossia inglese), Felsner fu anche impareggiabile talent scout, con una modernissima vocazione per il ruolo di allenatore-manager. Tutto ciò che oggi si può raccontare della gloria passata del Bologna è transitato da lui. E da quell’annuncio un po’ bislacco, pubblicato la mattina di cent’anni fa.

Luca Baccolini

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